PENSIERI IN LIBERTA' - ISTAT:NEL 2019 1.700.000 FAMIGLIE IN POVERTÀ

18.07.2020 14:00 di Il pensiero di Demis   vedi letture
PENSIERI IN LIBERTA' - ISTAT:NEL 2019 1.700.000 FAMIGLIE IN POVERTÀ
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- NEL MESE DI GIUGNO SCORSO,DURANTE IL TRISTE,LUNGO PERIODO DEL CORONAVIRUS,CHE HA DISTRUTTO MIGLIAIA DI VITE UMANE E CHE,ANCORA AD OGGI,NON SAPPIAMO SE È STATO DEBELLATO DEFINITIVAMENTE E,CHE,TRA QUARANTENE E LOCKDOWN HA SCONVOLTO LA VITA DEGLI ITALIANI,L'ISTAT (ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA),RENDE NOTO CHE NEL 2019 SONO QUASI
1.700.000 LE FAMIGLIE CHE VIVONO IN POVERTÀ ASSOLUTA PER UN TOTALE DI 4.600.000 PERSONE,CHE RAPPRESENTANO IL 7,7% DELLA POPOLAZIONE ITALIANA.
- DATI CHE SONO IN RIBASSO RISPETTO AL 2018 GRAZIE,PROBABILMENTE,ALLA INTRODUZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA (SUL QUALE NON CI ESPRIMIAMO).
- COME POSSIAMO IMMAGINARE AL SUD LA PERCENTUALE DELLE FAMIGLIE IN POVERTÀ ASSOLUTA È SUPERIORE A QUELLE DEL NORD E DEL CENTRO ITALIA.
- NON SONO POCHE LE FAMIGLIE ITALIANE CHE VIVONO IN POVERTÀ ASSOLUTA,
NÉ CI PUÒ LASCIARE INDIFFERENTI LA NOTIZIA CHE 4.600.000 ITALIANI SONO AD ALTO RISCHIO,O SONO GIÀ INVISCHIATI, DI NON POTER METTERE INSIEME IL PRANZO CON LA CENA.
- TUTTO CIÒ FACENDO RIFERIMENTO ALL'ANNO 2019.
- CONSIDERATO L'AVVENTO NEL 2020 DELLA SVENTURA "COROVIRUS" CHE,TRA MORTI,QUARANTENE E LOCKDOWN,HA "STERMINATO" LA SPERANZA DI VITA DI MIGLIAIA DI CITTADINI ED HA PORTATO,E STA ANCORA PORTANDO,AL COLLASSO ECONOMICO,ANCORA PIÙ GRAVE,TANTE FAMIGLIE E TANTE AZIENDE I CUI DANNI,PROBABILMENTE,SI VEDRANNO E SI TOCCHERANNO CON MANO IN AUTUNNO E NEL PROSSIMO INVERNO,CI DOMANDIAMO,AMMESSO CHE NON CI SIANO "RITORNI DI FIAMMA" DEL CORONAVIRUS,DI QUANTO POTREBBE ESSERE MOLTIPLICATO IL RILEVAMENTO ISTAT DEL 2020.
- TROPPI SONO I LACCI E LACCIUOLI DELLE MIGLIAIA DI PAGINE SCRITTE SUI VARI DPCM.
- TROPPE LE RESPONSABILITÀ DI DECIDERE CHE SONO STATE DEMANDATE AD ENTI CHE VIVONO,SOPRATTUTTO,DI BUROCRAZIA.
- TROPPI I CONTRIBUTI A PIOGGIA CHE RISCHIANO,ANCORA DI PIÙ,DI CREARE DISUGUAGLIANZE TRA I VARI SETTORI IMPRENDITORIALI E PROFESSIONALI.
- NON CI SONO STATE VALUTAZIONI TRA VIRGOLETTE "AD PERSONAM" PER VALUTARE I REALI BISOGNI DEGLI IMPRENDITORI,LA LORO STORIA,IL LORO CONTRIBUTO SOCIALE IN DECENNI E DECENNI DI DURO LAVORO.
- È BASTATO CHE CI FOSSE ANCHE UN PICCOLO DISGUIDO CON UNA BANCA,I CUI CONTENZIOSI CON I CLIENTI SONO NEL CORSO DEGLI ANNI,CENTINAIA DI MIGLIAIA,PER FARE CHIUDERE I RUBINETTI ALLE BANCHE,ANZI LE BANCHE,LAVANDOSENE LE MANI,NON LI HANNO MAI APERTI E TANTE ALTRE NON SI SONO DOTATE DEI RUBINETTI.
- ORMAI "LA CENTRALE RISCHI" ED IL "RATING" SONO I "PADRONI" DEL CERVELLO BANCARIO ED I DIPENDENTI SONO DEI SEMPLICI "MANOVRATORI" DI TASTI.
- TUTTI SAPPIAMO CHE DOPO LE BUFERE,GLI URAGANI,I CICLONI,I TORNADO SI POSSONO CALCOLARE I DANNI CHE,IN CERTI CASI,SCUSATE IL BISTICCIO DI PAROLE,DIVENTANO INCALCOLABILI.
- DI TUTTI QUESTI DPCM EMANATI DAI NOSTRI "PAPERON DEI PAPERONI" SI VEDRANNO "I FRUTTI" PIÙ AVANTI.
- SE "IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO" TUTTI ABBIAMO CONTEZZA CHE MIGLIAIA DI PICCOLI E MEDII IMPRENDITORI DEI VARI SETTORI COMMERCIALI NON RIESCONO PIÙ A RIPRENDERE LE LORO ATTIVITÀ;TANTI ALTRI ENTRO DICEMBRE CHIUDERANNO DOPO UNA VITA DI SACRIFICI,DI STENTI E DI LAVORO DURO PER DARE DA MANGIARE ALLE PROPRIE FAMIGLIE ED ALLE CENTINAIA DI PERSONE CHE HANNO AVUTO ALLE LORO DIPENDENZE DURANTE LA LORO ATTIVITÀ.
- ALCUNI NOSTRI CONOSCENTI SONO TRA QUESTI,BENCHÉ SI SIANO "RIBUTTATI NELLA MISCHIA",RIALZANDO LE LORO SERRANDE CON UN CORAGGIO LEONINO DEGNO DEI GUERRIERI DELL'ANTICA GRECIA CHE SI IMMOLAVANO FINO ALLO SPASIMO PER LA LORO PATRIA.
- SPERIAMO CHE IL LORO CORAGGIO NON SIA FRUTTO DI UNA ILLUSIONE CHE PURTROPPO RISCHIA DI MANDARE IN TANTI A BUSSARE ALLA PORTA DELLE "CARITAS" PER CHIEDERE UN PIATTO DI PASTA.
- AL GOVERNO CHIEDIAMO,ANZICHÉ ORGANIZZARE "TAVOLI,TAVOLINI" E STATI GENERALI,AFFIDANDOSI A TERZI (FORSE IMPREPARATI?),DI SCENDERE "PERSONALMENTE" IN CAMPO CHIEDENDO ALLE BANCHE ED ALLE CAMERE DI COMMERCIO DI INDICARE GLI IMPRENDITORI CHE HANNO UNA "STORIA" CHE GIÀ,SOPRATTUTTO AL SUD,LAVORAVANO CON TANTE DIFFICOLTÀ FINANZIARIE (NON PER INCAPACITÀ) E CHE IL CORONAVIRUS HA O STA ANNIENTANDO.
- COSÌ LA LENTA AGONIA HA AVUTO IL INIZIO,MENTRE IL GOVERNO ESULTA PER I RISULTATI RAGGIUNTI(?).
- LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE SONO DEBOLI ED INDIFESE,ADDITATE COME CATTIVI PAGATORI (SE PARLANO O RECLAMANO SARANNO PUNITE PERCHÉ SI SONO PERMESSI DI CONTESTARE PUBBLICAMENTE),CONDANNATE "ALL'ERGASTOLO" O,PEGGIO ANCORA,ALLA "PENA DI MORTE"PER AVER COMMESSO IL GRAVE REATO DI ESSERE STATE,NEI LORO DECENNI LAVORATIVI,
ONESTE E CORRETTE.
- EPPURE IL GRANDE SCRITTORE CALABRESE,CORRADO ALVARO,SCRISSE,NELLA PRIMA PARTE DEL XX' SECOLO:"LA DISPERAZIONE PIÙ GRAVE CHE POSSA IMPADRONIRSI DI UNA SOCIETÀ È IL DUBBIO CHE VIVERE ONESTAMENTE SIA INUTILE".(LE CITAZIONI DI CORRADO ALVARO).
- PROBABILMENTE IL GRANDE SCRITTORE CALABRESE,CHE CI SEMBRA NON ABBIA UNA VIA INTESTATA NELLA NOSTRA CITTÀ METROPOLITANA,SI SBAGLIAVA.
- PAZIENZA,ANCHE I "GRANDI" COMMETTONO ERRORI.