Si elegge il nuovo presidente FIGC: il PROGRAMMA completo di Giovanni Malagò
Nella giornata odierna la FIGC conoscerà il nome del suo nuovo presidente. Lunedì 22 giugno (ore 8.30 in prima convocazione, 11 in seconda convocazione – diretta dalle ore 12 su Vivo Azzurro TV), presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, è in programma l’Assemblea Elettiva. Due i candidati alla presidenza: Giancarlo Abete e Giovanni Malagò. Contestualmente saranno eletti anche i nuovi consiglieri federali.
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Vediamo il programma completo del candidato Giovanni Malagò:
INTRODUZIONE POLITICA: UNA FEDERAZIONE CHE RICOMPONE IL SISTEMA
Il calcio italiano non ha bisogno di una stagione di contrapposizioni. Ha bisogno di una stagione di ricomposizione. La Federazione deve tornare a essere il luogo in cui interessi diversi, tutti legittimi, vengono ricondotti a una visione comune: la competitività delle Nazionali, la sostenibilità dei club, la crescita dei giovani, la tutela dei territori, la modernizzazione degli impianti e la credibilità delle regole.
La fotografia del sistema è insieme forte e fragile. Forte, perché il calcio resta il primo linguaggio sportivo del Paese, con quasi un milione e mezzo di tesserati FIGC nella stagione 2023-2024, oltre trenta milioni di interessati tra la popolazione adulta e un impatto economico che lo rende una vera industria nazionale. Fragile, perché La crescita dei ricavi non ha ancora risolto il problema strutturale dell'equilibrio economico, della qualità degli impianti, dell'accesso dei giovani italiani al calcio di vertice e della semplificazione per Le società di base. Una candidatura autorevole alla Presidenza federale deve partire da qui: non dalla promessa di una riforma generica, ma dalla costruzione di un patto di responsabilità.
Il professionismo deve riconoscere il valore della base, il dilettantismo deve essere Liberato da pesi amministrativi sproporzionati, le Leghe devono trovare nella FIGC un interlocutore forte ma non invasivo, e le componenti tecniche devono essere coinvolte nelle scelte che determinano il futuro sportivo del Paese. Il mandato federale dovrà essere impostato su pochi obiettivi misurabili.
Il primo è rendere più competitivo il calcio italiano sul piano internazionale.
iI secondo è rafforzare La sostenibilità del sistema, non solo con controlli, ma con strumenti che aiutino i club a programmare.
Il terzo è avviare una politica nazionale sulle infrastrutture, assumendo l’impiantistica come tema industriale e sociale.
Il quarto è ricostruire una filiera del talento italiano, dal settore giovanile —con particolare attenzione alvincolo sportivo alla prima squadra.
ll quinto è trasformare la Federazione in una piattaforma di servizio moderna, digitale, capace di ridurre tempi e complessità.
Questa è la discontinuità necessaria: meno gestione dell’emergenza e più governo dei processi; meno annunci e più attuazione; meno burocrazia e più responsabilità; meno frammentazione e più sistema.
