Si elegge il nuovo presidente FIGC: il PROGRAMMA completo di Giancarlo Abete

22.06.2026 10:45 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Si elegge il nuovo presidente FIGC: il PROGRAMMA completo di Giancarlo Abete
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Nella giornata odierna la FIGC conoscerà il nome del suo nuovo presidente. Lunedì 22 giugno (ore 8.30 in prima convocazione, 11 in seconda convocazione – diretta dalle ore 12 su Vivo Azzurro TV), presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, è in programma l’Assemblea Elettiva. Due i candidati alla presidenza: Giancarlo Abete e Giovanni Malagò. Contestualmente saranno eletti anche i nuovi consiglieri federali.

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Abete sottolinea:

"Il quadro normativo nel quale opera la Federazione nasce in un contesto storico in cui esistevano soltanto tre Leghe: la Lega di A e di B; la Lega di C; la Lega Dilettanti. Fino al post-calciopoli permaneva — anche dopo l’ingresso dei rappresentanti di atleti e tecnici nell’Assemblea Federale e nel Consiglio Federale — il diritto di veto per cui ogni candidato alla presidenza doveva avere la maggioranza assoluta dei voti nonché un terzo dei voti di ciascuna componente.

Tale norma antidemocratica - che tutelava le singole Componenti ma non tutelava il bene comune collegato al funzionamento della Federazione - ha determinato i commissariamenti del 1996 e del 2000 e di fatto ha determinato l’accordo intervenuto nel 2004 fra potenziali candidati alla presidenza finalizzato ad evitare che per la terza volta consecutiva l’esito del voto portasse al commissariamento della Federazione.

L’interesse delle Componenti ha portato alla incapacità di condividere in sede di modifica statutaria tale procedura antidemocratica esistente talché, solo dopo Calciopoli, è intervenuto un provvedimento all’interno dei principi del CONI che ha di fatto permesso che tale procedura di tutela delle singole Componenti venisse meno. L’Assemblea statutaria del 4 novembre 2024 - a fronte della spinta manifestata da parte della Serie A per avere maggiore peso specifico all’interno della Federazione - è venuta incontro ad alcune delle richieste della Lega di Serie A aumentando la rappresentanza della Lega stessa in termini percentuali in assemblea e nel numero dei componenti in Consiglio Federale, pur non aderendo alla incredibile richiesta della serie A(che dal 2010 ha voluto staccarsi dalla Serie B) di rappresentare il 50% dei voti dell’intera Assemblea. Una richiesta spinta anche da parte di esponenti politici e trasmessa da parte di molti organi di stampa, senza alcuna analisi di comparazione con quanto avviene nei principali paesi calcistici europei (Inghilterra/Spagna/Francia/Germania).

Ancora oggi in occasione delle elezioni del 22 giugno si recita questo spartito assolutamente fuori da ogni logica rispettosa del ruolo della Federazione. La Lega di Serie A in esito all’Assemblea dello Statuto ha visto riconosciuta la titolarità a bloccare qualsiasi norma che riguardi la propria Lega senza condivisione da parte della Lega stessa ; ciò di fatto ha reso impossibile per [a Federazione qualsiasi intervento normativo sulla Componente di vertice del proprio sistema.

Nello spirito e nell’auspicio che la capacità delle persone riuscisse a superare i diritti di veto specifici, il Presidente Gravina in occasione dei [avori finalizzati alla preparazione dell’Assemblea propose di dare tali titolarità anche alla Lega di B, alla Lega Pro e alla Lega Dilettanti. Su intervento del sottoscritto, in qualità di Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, con la responsabile adesione da parte del Presidente della Lega di B e della Lega Pro, le Componenti in oggetto hanno rinunciato ad acquisire tale titolarità al fine di evitare il blocco totale di qualsivoglia attività all’interno del Consiglio Federale.

Sta di fatto che già precedentemente all’Assemblea di modifica dello Statuto era operante una norma che per quanto riguarda la riforma dei campionati attraverso il meccanismo delle promozioni e delle retrocessioni richiede la condivisione da parte delle Componenti interessate e un voto in Consiglio Federale favorevole del 75% dei componenti.

Da queste riflessioni scaturiscono alcune considerazioni:

- il prevalere della tutela degli interessi delle singole Componenti rispetto al ruolo di mediazione e di sintesi della Federazione;

- l’impossibilità a causa delle norme ancora vigenti di favorire, pur nel rispetto delle singole Componenti, un processo di adeguamento del sistema calcio italiano alle esigenze e alle necessità che nel tempo sono intervenute.

- La difficoltà del Presidente Federale di procedere per i livelli di blocco decisionali esistenti, avendo soltanto come patrimonio da valorizzare la moral suasion nei confronti delle stesse.

Con questo quadro normativo, al di là della qualità del Presidente eletto, risulta difficile operare nell’interesse dell’intero sistema calcio in assenza di una capacità di sintesi".

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