Il Fatto Quotidiano: "Lotito-Reggina, multiproprietà, altro che stop dal 2028: club interessati e Figc lavorano per eliminare il divieto o affievolirlo"
"Multiproprietà, altro che stop dal 2028: club interessati e Figc lavorano per eliminare il divieto o affievolirlo", scrive Il Fatto Quotidiano nella sua edizione online.
"La notizia di Claudio Lotito vicino all'acquisto della Reggina è stato un segnale spia: secondo quanto risulta al Fatto, ai piani alti del calcio italiano si lavora a buon ritmo per togliere il limite temporale o annacquare la legge, permettendo ai club di A di detenere una quota di minoranza nelle società delle categorie inferiori. Solo una cosa non potrà mai cambiare: le squadre con la stessa proprietà non potranno militare nello stesso campionato. L'incubo del Bari continua, ma anche in Calabria non dormono sogni tranquilli", si legge.
Sottolinea Lorenzo Vendemiale: "La Reggina in questo momento è un affare: per due spicci, Lotito si assicura una piazza importante (simile per certi versi alla Salernitana, che gli sfuggì di mano dopo l’inaspettata promozione in Serie A del 2021 e la nota querelle con la Figc, che poi ha portato appunto all’introduzione del divieto). Ma cosa ne fa, se non può riportarla come minimo nel professionismo, così da rendere profittevole l’investimento? Ha già la Lazio, e nonostante la rottura ormai definitiva con l’ambiente ha sempre smentito di volersene liberare. Ecco dunque la vera notizia, dietro la notizia che arriva in questi giorni dalla Calabria: il divieto potrebbe cadere, o quantomeno essere affievolito. Non sono soltanto rumors: a quanto ricostruito dal Fatto, se n’è parlato di recente in maniera specifica in Serie A, in particolare a margine di un’assemblea di marzo, fuori sacco rispetto all’ordine del giorno, nell’ambito di una serie di istanza da sottoporre alla Federazione. Il ritorno di fiamma sulla multiproprietà nasce da una riflessione sulle Under 23, modello sposato dal calcio italiano negli ultimi anni, che però non piace a diversi presidenti: fin qui ha portato risultati modesti (si veda il disastro del Milan Futuro), e grandi costi (l’iscrizione è molto onerosa, vicina al milione di euro, e le spese di gestione alte se si vuole allestire una rosa competitiva), mentre è difficile generare valore, sia sul piano dei giocatori (non si possono fare plusvalenze con la prima squadra), sia della società, che ovviamente non si può rivendere. In parallelo c’è poi un altro tema: la crisi del calcio di provincia, molto sentita in Serie C e D, dove ogni anno annaspano o proprio scompaiono piazze importanti. Riducendo il numero delle squadre professionistiche e aumentando progressivamente le Under 23 ci sarà sempre meno spazio per il calcio dei campanili. Quindi perché non prendere due piccioni con una fava: autorizzare la partecipazione da parte di società di Serie A (o le rispettive proprietà) in club di categorie inferiori".
Si vedrà, anche appurando le prime mosse di Lotito da patron della Reggina
