Lettera43: "Le mire di Lotito sulla Reggina, un’operazione più politica che calcistica. Come è stato possibile fermare un’offerta più alta?"
L'imminente acquisizione della Reggina da parte di Lotito ha avuto una inevitabile eco nazionale considerando la notorietà calcistica del senatore di Forza Italia. Tra le testate più importanti, Lettera43 ha cercato di dare una spiegazione plausibile alla vicenda della compravendita del club amaranto, che sta per passare dalle mani di Ballarino a quelle del patron della Lazio.
Spiega il quotidiano online che segue sempre da vicino le varie vicende politiche:
"Il n.1 della Lazio, fonte di guai per Forza Italia, vuole spostare il suo baricentro in Calabria. E una squadra di Serie D vale relazioni, territorio, voti. La cosa strana? Aver battuto un imprenditore italo-americano più credibile di lui… Il patron della Lazio, pesantemente contestato da una tifoseria senza ormai più distinzione tra curva, tribuna e distinti, avrebbe individuato nella Regione guidata da Roberto Occhiuto il nuovo approdo per continuare a contare dentro e fuori il parlamento. Non è un mistero che nel suo storico bacino elettorale qualcosa si sia inceppato. A prendere le distanze non sarebbero soltanto gli elettori. (..) si racconta di un raffreddamento con il governatore del Molise Francesco Roberti e soprattutto con il vero ras elettorale del territorio, l’europarlamentare della Lega Aldo Patriciello. Ma le crepe più rumorose arrivano da Forza Italia. Antonio Tajani non avrebbe alcuna voglia di caricarsi sulle spalle il peso politico di un dirigente che ormai produce più problemi che consenso. Contro la gestione della Lazio da parte di Lotito sono arrivate prese di posizione persino da Palazzo Chigi, visto che la petizione online lanciata per convincere il presidente a farsi da parte è stata firmata pure da Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa e uomo di fiducia di Giorgia Meloni".
Aggiunge Lettera: "È qui che il progetto di Lotito ha incontrato un ostacolo che pochi, fino a qualche anno fa, avrebbero immaginato. Matt Rizzetta appunto. Rizzetta arriva dagli Stati Uniti, dal mondo degli investimenti, della comunicazione e dello sport-business. Negli ultimi anni si è costruito una credibilità crescente nel calcio italiano partendo da una realtà periferica come il Campobasso (curiosamente, dove Lotito è stato eletto), trasformato in un caso di studio grazie a una strategia aggressiva di marketing, internazionalizzazione del marchio e valorizzazione del territorio. (..) la differenza è che Rizzetta non si presentava come il rappresentante di un sistema di potere già esistente. Al contrario, ha costruito il proprio racconto pubblico come uomo dei territori, delle comunità locali e delle identità sportive spesso dimenticate. Ed è proprio questo che ha reso la sfida particolarmente delicata per Lotito. Perché in Calabria Rizzetta non era percepito come un corpo estraneo in cerca di un approdo, ma come un imprenditore di origini calabresi intenzionato a investire nella propria terra".
Poi il tema della differente cifra di vendita: "Secondo le indiscrezioni circolate negli ambienti finanziari e sportivi, la proposta economica riconducibile a Rizzetta sarebbe stata addirittura superiore di diversi milioni rispetto a quella attribuita all’area vicina al presidente della Lazio. E allora la domanda diventa inevitabile. Com’è stato possibile fermare un’offerta più alta? Come si può spiegare a una piazza ferita e diffidente che aveva già alzato le barricate contro il temuto arrivo di Lotito, che la scelta alla fine non è ricaduta sulla proposta economicamente più vantaggiosa?"
