Abete incontra le società neo promosse in D: "Contrari a D'Eccellenza. Playoff restano invariati"
(LND) - Si è svolta questa mattina a Roma la riunione del Dipartimento Interregionale LND con i dirigenti delle società neopromosse in Serie D e dei club retrocessi dalla Lega Pro. A dare il benvenuto alle nuove realtà che comporranno l’organico della Serie D 2026/2027 il presidente della LND Giancarlo Abete, il vicepresidente vicario Christian Mossino e il Coordinatore del Dipartimento Interregionale Luigi Barbiero insieme al segretario del Dipartimento Mauro de Angelis. Tra i presenti all’incontro anche i consiglieri Giuseppe Dello Iacono, Sergio Gardellini, Giacomo Diciannove, Pietro Bertapelle, Giuseppe Pandolfini oltre a tutta la struttura che si occupa della gestione della massima serie dilettantistica tra cui il vice segretario Renato Marini e il Coordinatore della Giustizia Sportiva Marco Ferrari.
Il meeting è stato un momento di confronto importante per entrare in profondità nei criteri organizzativi, nelle normative e negli adempimenti burocratici necessari in ottica dell’apertura dei termini di iscrizione al prossimo campionato (3-10 luglio per le aventi diritto e 3-7 luglio per le domande di ammissione). Dopo una prima parte in cui sono stati illustrati i punti fondamentali, i componenti del Dipartimento hanno risposto alle domande specifiche dei club per affrontare le singole casistiche esposte.
Ad introdurre i lavori l’intervento di Abete: "Dalla scorsa stagione siamo tornati a un organico di 162 squadre e, grazie alle modifiche che abbiamo chiesto per l'articolo 52, oggi per l'ammissione serve una differenza di almeno due categorie. Possono quindi accedere solo realtà che perdono la Serie A o la B, una scelta doverosa per tutelare il merito e i sacrifici di chi già milita in questo campionato. Con il numero di club professionistici destinato a diminuire, la Serie D acquisterà inevitabilmente sempre maggiore centralità. Proprio per questo sono sempre stato contrario a riforme che prevedono ulteriori sotto-livelli, come una “D di Eccellenza": moltiplicare le categorie crea solo un sistema inflattivo, facendo lievitare i costi e i debiti sui bilanci. Il calcio si muove su motori come emozioni e speranza, ma ai dirigenti serve lucidità per garantire continuità a una realtà complessa che vive sul territorio, fatta di 7.894 comuni, dove si fanno enormi sacrifici per mantenere una presenza qualitativa. Inizialmente avevamo ipotizzato di introdurre dei play-off che garantissero la promozione, ma in questo momento, in attesa di una nuova governance federale, non ha senso cambiare senza conoscere il futuro dello scenario superiore".
