L'ipocrisia di Infantino e del Mondiale trumpiano: "Iran vi aiutiamo". Ma non possono pernottare in territorio USA
Quello in corsa tra USA, Canada e Messico è un Mondiale fortemente colluso con le politiche trumpiane e la presenza dell'Iran è quanto mai significativa. La Nazionale non può però alloggiare in territorio statunitense, dove deve disputare le tre gare del girone.
Nella notte l'esordio contro la Nuova Zeolanda a Los Angeles, subito dopo costretti letteralmente a scappare oltre confine: un trattamento vergognoso per una rappresentativa di una nazione brutalmente attaccata da un'altra, in spregio ad ogni legge del diritto internazionale.
L'uomo che permette tutto ciò è Gianni Infantino, che dovrebbe garantire "l'equa competizione" ma invece si è adagiato completamente su Trump. Sui social, il video in cui il presidente FIFA si congratula, non senza ipocrisia vista la situazione, con i calciatori iraniani, costretti a lasciare alla chitichella gli Stati Uniti.
"Infantino ha detto ai giocatori iraniani che dovrebbero essere orgogliosi di come hanno giocato.
La FIFA non è intervenuta per permettere loro di pernottare negli Stati Uniti nei giorni delle partite, né per garantire che il loro staff ottenesse i visti. L'Iran sta affrontando una situazione molto difficile", si legge sul profilo X del giornalista venezuelano Bruno Sgarzini
Peraltro, molti calciatori della Nazionale sono stati bloccati in aereoporto al momento del ritorno a Tijuana, quartier generale iraniano: il calcio non dovrebbe essere influenzato dalla politica.
Infantino les dijo a los jugadores de Irán que deberían estar orgullosos de cómo jugaron.
— Bruno Sgarzini (@brunosgarzini) June 16, 2026
La FIFA no intervino para que pudieran dormir en EEUU el día de los partidos, ni para que todo su staff tuviera visas. Irán juega con la cancha inclinada pic.twitter.com/CKfL1kwPWv
