La FIGC ricorre al TAR contro la bocciatura del Lecco, le tesi difensive del Perugia: "La Federazione ha disapplicato i termini perentori"

25.07.2023 12:15 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
La FIGC ricorre al TAR contro la bocciatura del Lecco, le tesi difensive del Perugia: "La Federazione ha disapplicato i termini perentori"
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Il Lecco rischia concretamente di dover abbandonare la B conquistata dopo 50 anni, nonostante la stessa FIGC abbia presentato ricorso al TAR contro l'accoglimento del ricorso del Perugia contro l'ammissione dei lombardi decisa dal Consiglio Federale.

Su calciogrifo.it c'è tutta una serie di argomentazioni sulle quali punta il Perugia per vincere anche davanti al Tribunale Amministrativo:

"Nel ricorso di 28 pagine si ricorda come il Lecco sia stato  escluso dal Collegio di Garanzia del Coni per non avere dimostrato nei termini di disporre di uno stadio idoneo, lo stesso motivo per cui era stato escluso anche dalla Figc per poi vedere ribaltata tale esclusione in maniera incredibile il 7 luglio pur essendone rimasti immutati i presupposti. Il ripensamento della Figc ruotava attorno al seguente ragionamento: il Lecco, ai fini della ricerca di uno stadio ove disputare la serie B, si è trovato a fronteggiare una situazione di forza maggiore. Eppure il Lecco andava escluso solo per non avere rispettato il termine del 20 giugno e per avere, ancor prima, violato totalmente e deliberatamente la disciplina delle licenze relative ai requisiti infrastrutturali".

Si legge ancora: "La ragione addotta dalla Figc per superare la perentorietà del termine del 20 giugno non è meno clamorosa: la circostanza che i play-off sono stati disputati in ritardo di nove giorni rispetto al previsto. Il che costituirebbe una “causa di forza maggiore” che avrebbe impedito al Lecco di trovare lo stadio entro il 20 giugno. Ma la forza maggiore si applica solo a chi dimostra di aver usato la massima diligenza possibile nella ricerca dell’adempimento, quando il Lecco sapeva dove trovare uno stadio sin dal 9 novembre 2022, data in cui il sistema delle Licenze Nazionali ha fissato gli adempimenti da osservare per le iscrizioni. Stando agli atti del procedimento, il Lecco è stato tutto fuorché diligente: “Ha atteso la scadenza del 15 giugno in maniera inerte e poi ha, in malafede, indicato lo stadio di Lecco pur sapendo come non fosse utilizzabile per la B”. Scaduto il termine del 20 giugno ha dichiarato di voler giocare a Padova, ha avuto oltre sette mesi per trovare uno stadio e non ha provato di avere svolto alcuna attività di ricerca in quel lasso di tempo".

Conclude il portale: "Vale ricordare come l’istanza di deroga per l’utilizzo dello stadio Euganeo di Padova è pervenuta alla Figc il 22 giugno 2023, due giorni oltre il termine perentorio; la dichiarazione di disponibilità dell’Euganeo da parte del Comune di Padova e pervenuta il 22 giugno 2023, due giorni oltre il termine perentorio; le risultanze delle verifiche della competente Commissione Provinciale di Vigilanza è stata depositata il 22 giugno 2023, due giorni oltre il termine perentorio; la licenza del Comune di Padova è stata depositata e richiesta il 23 giugno 2023, tre giorni oltre termine perentorio. (...) Il Perugia ha anche ricordato come i provvedimenti della Figc siano i primi e gli unici nella storia dell’ammissione ai campionati professionistici degli ultimi anni a disporre la disapplicazione dei termini perentori. È evidente che il Lecco ha proposto alle autorità del calcio di disputare il campionato di serie B nel suo stadio solamente per prendere tempo. Ed è chiaro che tale circostanza (che denota in capo al Lecco palese ed oggettiva negligenza) non avrebbe in alcun modo potuto giustificare il fatto che la disponibilità dello stadio a norma sia stata prodotta dal Lecco solo e soltanto una volta spirato il termine perentorio del 20 giugno. Particolarmente interessante il richiamo ad asseriti aperti “eventi esterni alla sfera giuridica della società come ad esempio la non disponibilità del prefetto di Padova a formalizzare il provvedimento di pertinenza in tempi così ristretti quali imposti dalla disciplina federale”. L’argomentazione è risibile, secondo il Perugia. Basta infatti una semplice occhiata al nullaosta del prefetto di Padova in data 21 giugno 2023 per rendersi conto che la domanda del Lecco e lì “pervenuta in data odierna”, vale a dire lo stesso 21 giugno 2023, ossia in data successiva alla scadenza del termine perentorio del 20 giugno. Cosa c’entri la disponibilità o la non disponibilità del prefetto di Padova non si capisce, la domanda del Lecco è tardiva".