Assemblea Elettiva FIGC, il programma di Abete: "Individuare parametri e modalità per ridimensionamento dell’area professionistica. Sulle seconde squadre..."
Giancarlo Abete e Giovanni Malagò hanno depositato la candidatura alla presidenza della FIGC corredata dai rispettivi programmi entro il termine stabilito dal regolamento, ovvero 40 giorni prima dell’Assemblea Elettiva convocata per lunedì 22 giugno (ore 8.30 in prima convocazione, 11 in seconda convocazione) presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel.
La candidatura di Abete è stata sottoscritta dalla Lega Nazionale Dilettanti, mentre quella di Malagò dalla Lega Calcio Serie A.
Altro stralcio del programma di Abete, che parla di aspetti fiscali a carico dei club di C che inevitabilmente devono fare i conti con la mancanza di sostenibilità. Si legge:
"Nel rispetto del percorso sportivo e degli investimenti economici fatti da tanti Club che sono approdati al professionismo, occorre seriamente individuare dei parametri, delle modalità che consentano in maniera programmata - senza facili scorciatoie lesive dei diritti di chi ha investito - di giungere ad un ridimensionamento dell’area professionistica per il quale già la Federazione aveva presentato pochi mesi orsono un prima ipotesi di lavoro.
La Lega Nazionale Dilettanti riconosce da sempre il ruolo centrale della Lega Pro e manterrà sempre il massimo livello di coordinamento e di unità di interventi sulle decisioni che dovessero riguardare tale strategica componente come avvenuto recentemente per la riforma Zola, le regole per i ripescaggi, la posizione sulle seconde squadre.
E peraltro il. Decr. Leg. 36/2021, divenuto operativo dal 1/07/2023, ha previsto — come detto precedentemente - anche nel mondo non professionistico la possibilità di dar luogo a dei contratti di lavoro autonomi con un accompagnamento sul versante dei costi previdenziali a partire dai 5mila euro e fiscali a partire dai l5mila euro , misura che sarà necessario accompagnare anche per anni successivi alla sua scadenza applicativa al fine di favorire un percorso di sostenibilità per i Club che, senza avere risorse adeguate, vedono lievitare i costi di gestione senza peraltro avere riconoscimenti adeguati in relazione all’attività di formazione e alla valorizzazione dei vivai. É questo il principale nodo irrisolto successivo al Decreto 36.
La nascita dei contratti di lavoro autonomo e il. venir meno del vincolo hanno determinato un aumento di costi per le società non professionistiche e hanno determinato sia per le società non professionistiche sia per le società professionistiche L’impossibilità di poter investire con successo nell’ambito dell’attività giovanile ; questa fattispecie corre il. rischio di peggiorare una situazione che nel nostro Paese è già esistente e cioè [a difficoltà di valorizzare i giovani e di favorire un ricambio adeguato in termini di età media e di qualità tecnica.
Va ridisegnato l’intero perimetro del ruolo che svolgono da questo punto di vista il Settore Tecnico e il Settore Giovanile; il progetto presentato dalla Federazione nel marzo u.s. ha proprio l‘obiettivo di determinare una crescita del livello qualitativo anzitutto fra i formatori, con un’attenzione particolare alle fasce di età fra i 5 e i 12 anni, laddove ormai sembra prevalere una logica di tatticismi e di assenza di creatività e di libertà di valorizzazione delle qualità tecniche che costituisce uno dei punti centrali della crisi del calcio italiano. Certamente i recenti successi e le positive prestazioni delle nazionali giovanili testimoniano lo sforzo fatto negli ultimi anni che ha consentito importanti riconoscimenti a livello UEFA, ma permane una assoluta impossibilità di poter schierare questi giovani nell’ambito delle competizioni più significative, se è vero - come è vero - che t’italia è il 49esimo Paese, su 50 analizzati, sull’utilizzo dei giovani in Serie A e che gli stessi giovani quando sono all’interno di rapporti societari finalizzati al trasferimento del contratto degli stessi non sono valutati in maniera significativa in ambito internazionale, atteso il valore delle transazioni che riguardano i nostri giovani nel rapporto con le altre Federazioni".
Continua l'analisi di Abete: "Gli interventi che sono richiesti alle forze politiche debbono concentrarsi sulla tutela del calcio di base e del calcio professionistico che soffre se si vuole salvaguardare la base del calcio e si vogliono valutare con professionalità e rispetto le difficoltà degli equilibri economici delle società che non hanno la possibilità, anche attraverso gestioni attente, di poter sostenere un impegno economico importante quale quello presente in alcune categorie. La definizione e il completamento delle misure relative al Contratto di apprendistato e la defiscaUzzazione dei primi anni di contratto in relazione al primo contratto professionistico potrebbero essere strumenti importanti con finalità condivise nell’interesse del sistema calcio".
Sul progetto delle seconde squadre sottolinea: "L’impianto professionistico nel nostro Paese ha determinato in periodo di commissariamento nel 2018 la nascita delle seconde squadre. È un progetto risultato sempre poco chiaro in termini di utilizzo dello strumento, di punti di caduta collegati al numero delle seconde squadre legittimate ad entrare nei campionati professionistici di Serie O, di utilizzo di giovani italiani in un numero insufficiente rispetto agli obiettivi del progetto, al meccanismo delle promozioni/retrocessioni.
É un percorso che va chiarito e definito con una programmazione adeguata nel rispetto delle esigenze della serie B, della Serie O e della Serie D che navigano a vista nel recepire in uno spirito di sistema, ma di non condivisione, un progetto che non ha mai avuto programmazione pluriennale e che determina al momento più opportunità per le società interessate che non utilità per il sistema calcio e per tutte le Componenti di B ,di O e D, all’interno delle quali si registrano o si possono registrare situazioni modificative degli equilibri esistenti prive di un significato strategico".
