L'angolo dei Tifosi, Reggina sempre più in difficoltà: le vostre mail

09.02.2022 18:30 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
L'angolo dei Tifosi, Reggina sempre più in difficoltà: le vostre mail
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© foto di Andrea Rosito

Momento difficilissimo, risultati e prestazioni della Reggina sono sotto gli occhi di tutti, le difficoltà dei dirigenti sono palesi e le loro soluzioni sempre più inadeguate. Non è più il tempo delle critiche, che forse dovevano essere fatte prima, oggi è come sparare sulla croce rossa. Tutti i "processi" vanno rinviati a fine stagione e non saranno più procrastinabili.

Contro il Crotone è la gara più importante dal 2015, è un vero e proprio spartiacque tra la vita e la morte sportiva.

Vogliamo sentire la voce di tutti voi tifosi in merito: come si può salvare la stagione, la categoria e il futuro? Scrivete le vostre impressioni e sensazioni, o anche le vostre soluzioni per provare a venirne fuori, tramite la mail tuttoreggina@libero.it.

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Caro Direttore,

al di là di quello che si è detto e scritto e che  io stesso vi ho scritto, forse se si analizzasse con maggior serenità la partita di Terni le conclusioni potrebbero essere un tantino diverse. Con questo non voglio assolvere alcuno, i risultati sono quelli che contano, la situazione attuale della Reggina e sì preoccupante ma non drammatica,  tra noi e la quart'ultima c'è ancora un cuscinetto di due squadre (Spal ed Alessandria) per cui se il campionato finisse adesso saremmo salvi. Il mio non è ottimismo ma realismo. Tornando alla partita di Terni, seguendo la vostra cronaca Live e non solo, nei primi  11' la squadra amaranto ha tenuto bene il campo, ha pressato bene sulla difesa avversaria ed ha dimostrato una certa aggressività anche se in qualche caso troppa. Il goal della Ternana è stato un fulmine a ciel sereno, casuale nella sua esecuzione ed inaspettato per quello che si era visto in campo fino a quel momento. A questo punto credo che i calciatori amaranto abbiano perso la fiducia ed hanno  cominciato a sbagliare. Certo la mancanza di reazione,  limite della nostra squadra, è una cosa grave.

Le cose per noi non sono andate bene, in particolare in occasione del primo tiro in porta di testa di Cionek.  Il pallone era diretto all'angolo sinistro  del portiere avversario, ma come per un "incantesimo", all'ultimo secondo, ha cambiato direzione ed andato al lato di poco. Questa è stata la mia sensazione

Vi invito a rivederlo.

Con un goal della Reggina le cose forse sarebbero potute cambiare.

Grazie

Cordiali Saluti

Giapeto da Lodi

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Vorrei capire perché già da sabato tutti i tifosi reggini non vadano allo stadio con cartelloni, striscioni che dir si voglia, con su' scritto:Vattene Taibi !!!!! Considerato che non ha la dignità di andarsene e, visto che purtroppo la società non interviene!! Sicuramente,solo da noi, succede tutto ciò, ma sono del parere e, con me,sono arciconvinto tutti i veri tifosi reggini!!Taibi vattene via , perché non sai fare il tuo mestiere di ds!!. Tutto ciò premesso,  anche se,i giocatori non hanno dimostrato attaccamento alla maglia amaranto,stiamo tutti uniti per salvare la serie B!! Rendiamoci che siamo di fronte ad una società INESISTENTE!!.Sempre forza REGGINA!!PS:Io a proposito di allenatore, farei ritornare e, di corsa mister Aglietti, considerato lo scempio che si è visto in campo a Terni.Abbiamo fatto ridere l'Italia calcistica!!

Pietrangelo da Roma 

LA REDAZIONE RISPONDE: Nel calcio, quando si perde, non è mai colpa di una sola persona.

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Non scrivevo da parecchio. Credo di interpretare il sentimento di molti tifosi, avviliti dagli eventi. Ciò che mi disturba più di tutto è considerare come siamo riusciti a sprecare un bel gruzzoletto di punti conquistati all’inizio ed a buttare dalla finestra, oltre al vantaggio di classifica, l’entusiasmo dei tifosi, la voglia di andare allo stadio con le conseguenze economiche per la squadra. Come ne risenta la valutazione dei calciatori tesserati, che arriveranno sul mercato con un curriculum scarso con conseguente svantaggio economico loro e della società. Comincia a delinearsi una qualche ragione di questo disastro improvviso, stando ai litigi che le cronache riportano. A volte mi chiedo cui prodest. Non entro nel merito, sia perché non è il mio mestiere, sia perché i fatti che conosciamo sono molto parziali. Certamente un dato emerge chiaramente: una società qualunque deve avere una definizione dei ruoli, ognuno deve rispettare le proprie aree di competenza, altrimenti “ ‘a sciarra” è inevitabile. Chiaramente ognuno nella sua società di appartenenza può dire il suo parere, ma non può entrare  nelle decisioni di competenza altrui. In particolare l’allenatore, il dirigente addetto alle sue competenze, il DS ecc. devono poter lavorare senza troppi condizionamenti. Di fronte a un malato grave si deve cercare una soluzione condivisa e razionale. Se i medici litigano e si impuntano il malato non ne guadagna, diciamo così. La Reggina è come un malato grave che necessità di tranquillità, professionalità competenti  e cure adeguate. Finora abbiamo visto cure palliative, che vanno anche bene per un temporaneo sollievo, ma non sono sufficienti a far ritornare la salute.  I cambi finora non hanno sortito effetti. E’ chiaro che il problema non è un allenatore o un qualche calciatore. Mi auguro che qualcuno abbia capito dove è il problema su cui concentrarsi per rimediare. Ho letto con piacere ed ho condiviso l’editoriale di Valerio Romito: adesso conta solo salvare la pelle. D’accordo anche con i richiami alla presenza dei tifosi da parte di chi scrive su questo forum, tra cui Don Zampaglione, assolutamente condivisibile. A questo punto cerchiamo di tenerci la serie B in qualche modo, magari recuperando lo spirito e qualche risultato della prima parte del campionato conclusosi in quei dieci-quindici minuti dell’intervallo di Reggina-Cremonese. Spero che i tifosi accorrano numerosi e riescano a dare una scossa.

Un caro saluto

Antonino da Padova

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Caro Direttore,

ho seguito l'intervista, riportata nel suo articolo dell'ex portiere della Reggina Belardi, da me spesso oggetto di discussione con altri tifosi che non lo consideravano idoneo a difendere la porta amaranto. Il portiere è stato spesso al centro delle critiche di alcuni suoi colleghi giornalisti per i motivi sopra esposti. Oggi viene preso a modello di saggezza di gestione societaria calcistica. Che questa Reggina non ha una rete scouting era chiaro prima che lo rilevasse, per me, il bravo   ex portiere amaranto. Oggi, non solo dalla Reggina, i calciatori vengono valutati attraverso delle clip che fanno vedere le migliori azioni dei calciatori in "vendita", mentre occorrerebbe che ci fossero degli osservatori che li visionassero dal vivo e relazionassero innanzi tutto al DS di turno. La vecchia Reggina Calcio a capo di questa rete aveva un certo Avvocato Franco Gagliardi (non inganni il titolo, anche un avvocato può capirne di calcio)  che in qualche occasione più o meno fortunata si sedette  anche sulla panchina della squadra reggina. Già all'inizio della sua nascita la Reggina Calcio ha dato un ruolo rilevante alla scoperta di piccoli campioncini grazie all'intuizione del Dottor Benedetto che affidò la gestione tecnica del Settore Giovanile ad un certo Gabriele Martino, anche lui come Belardi vituperato da alcuni giornalisti e pseudo tifosi. L'intuizione dell'ex Presidente, la supervisione del Dottor Dattola sull'attività e la grande opera  tecnica di Martino hanno permesso, unico evento nella storia reggina, di raggiungere la finale scudetto Primavera contro il forte Torino. Questo trio creò il Settore Giovanile che si espresse meglio dopo l'altra intuizione dello stesso Presidente, il Sant'Agata.  Quella stessa Società si creò in casa un DS nella persona di Gabriele Martino mandandolo, a spese societarie,  al corso di Coverciano. I successi ottenuti da Cozza, Giovanni Tedesco, Orlando, Belardi,  Campolo, Missiroli, Barillà e tanti altri ancora, sonò frutto della politica per i giovani impostata dalla vecchia Reggina Calcio.

Eredità questa che non è stata colta dalle due ultime società dopo il fallimento societario del 2015. Non sono un nostalgico ma un po' di storia non fa male.

Grazie

Cordiali Saluti

Giapeto da Lodi