"FIGC, in campo oltre il 2 agosto. Ma in caso di stop ipotesi playoff", l'analisi dopo il CF

21.05.2020 10:30 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
"FIGC, in campo oltre il 2 agosto. Ma in caso di stop ipotesi playoff", l'analisi dopo il CF

"FIGC, in campo oltre il 2 agosto. Ma in caso di stop ipotesi playoff", scrive oggi Gazzetta dello Sport in merito al Consiglio Federale di mercoledì pomeriggio.

"Ripartenza. Anzi, ripartenze. Il calcio prova a uscire dal tunnel e il consiglio federale tiene a galla non solo il tentativo di portare a termine la serie A, ma anche la situazione della B e soprattutto quella dell’ingarbugliata serie C, che la Lega Pro aveva proposto di chiudere con tanto di promozioni e blocco delle retrocessioni. E che ora risorge provocando l’«insoddisfazione» del suo presidente Francesco Ghirelli. Si fermano solo tutti i campionati dilettantistici. Ma la giornata si chiude con una spaccatura. Calciatori e allenatori votano contro la delibera su licenze e iscrizione ai campionati, l’Aic giudica «assurda» la norma che dà ai club la possibilità di non pagare gli stipendi di marzo ed aprile, nel caso di contenziosi aperti, fino ad agosto.

Duro scontro

La Figc nega questa interpretazione: nessuno ha detto ai club di non pagare, l’obiettivo è trovare una soluzione per quelle società che non hanno un accordo con i calciatori, anche davanti al collegio arbitrale. Cioè: se qualcuno violerà i diritti sarà comunque condannato. Ma nel frattempo l’Aic, con Tommasi e Calcagno, si dice «seriamente preoccupata» e annuncia per oggi una decisione sulle forme della protesta. La denuncia del presidente (uscente) del sindacato dei calciatori è durissima: «Gli imprenditori del calcio chiedono soldi a tutti - Uefa, Fifa, governo - per poi non pagare i calciatori. E noi dovremmo essere contenti? Si prendono le decisioni con mascherine e conference call, ma poi in campo ci vanno in campo gli altri. Che sono quelli che rischiano». Ci si scontra pure sulla decisione di «verificare» la possibilità di riprendere pure con la A femminile. Il pericolo, dicono le calciatrici, è rimanere in ballo senza alcuna garanzia. «Aiuteremo i club», dice Gravina.

20 agosto, anzi no

Intanto si procede sulla scia del protocollo approvato dal Cts per gli allenamenti collettivi, e soprattutto del vertice annunciato da Spadafora con il mondo del calcio per il 28 maggio. Figc e Lega sperano che quello possa essere il giorno della svolta. E vanno avanti con la loro tabella di marcia. Il comunicato finale del consiglio federale parla di 20 agosto come termine per chiudere i campionati (e il 31 la stagione), ma le date del piano A sono sempre le stesse: si lavora per il 13 giugno come primo atto della ripresa (sperando che il governo possa cambiare la norma che vieta fino a domenica 14 ogni evento, anche a porte chiuse) e il 2 agosto come ultimo. Il resto del tempo servirà soprattutto a serie B ed eventualmente C. È vero che l’Uefa non considera i traguardo del 2 come perentorio, ma ci potranno essere al massimo due date in più del previsto (fino al 9 agosto), non di più, perché il 29 le coppe dovranno per forza concludersi. Sarà un’estate in apnea. Perché lo spostamento di Euro 2020 costringe a procedere a spron battuto anche per la stagione prossima. La serie A dovrebbe ripartire il 12 o al massimo il 19 settembre. Peraltro fra la fine di questa stagione e l’inizio della stagione successiva ci sarà di mezzo pure la Nations League. Una situazione che non farà impazzire di gioia i calciatori aprendo un altro fronte.

Playoff se...

Intanto l’operazione ripartenza trova pure i suoi piani B e C. Il consiglio federale ufficializza l’ipotesi playoff-playout. In caso di interruzione, si scalerà la marcia per provare comunque a chiudere la stagione. E il format? Si tratterebbe comunque di playoff non chilometrici. Il comunicato finale parla di «brevi fasi». Ma l’obiettivo resta quello di giocare tutte le partite. C’è pure il piano C, quello di dover arrendersi senza riuscire ad andare avanti, lo scenario francese per intenderci. A quel punto si definirebbe «la classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto dell’organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni». Due strade legittimate dal decreto «rilancio» che blinda le decisioni federali, la famosa «norma Gravina».

Mercato più in là

Sono soddisfatti anche Mauro Balata per la serie B e Cosimo Sibilia per i Dilettanti. Quest’ultimo dice: «Lo slittamento oltre il 30 giugno era estremamente complicato da ipotizzare per il nostro mondo». E ci sono pure da sistemare le proroghe contrattuali con negoziazioni individuali. Quanto al mercato, si aprirà probabilmente il primo settembre per chiudere il 5 ottobre. Dopo i mesi dentro casa, il calcio vuole ripartire. E ora ha fretta".