"Un piano sostenibilità nel caos della riforma", Assemblea rinviata, Gravina cerca la mediazione per non giungere al flop
"Un piano sostenibilità nel caos della riforma", scrive oggi Corriere dello Sport che riferisce di quanto discusso in FIGC nella riunione informale tra le componenti, ma anche della decisione di rinviare l'Assemblea straordinaria del prossimo 11 marzo, mossa che ha fatto sospettare una sorta di dietrofront di Gravina per salvare soprattutto la sua posizione.
"Dopo i mal di pancia di Serie A (evidenti) e Serie B (più timidi), la proposta di rimandare l’appuntamento è nata sull’asse Gravina-Abete. L’ex presidente Figc, oggi numero uno della Lega Dilettanti, prendendo la parola al tavolo informale sulle riforme e chiedendo il rinvio dell’assemblea, ha fornito un assist a Gravina, il quale ha accettato la soluzione a patto che fosse approvato (entro marzo) un documento di riforma economico-finanziaria che ieri è stato illustrato per sommi capi e che tra una settimana, il 20 febbraio, verrà completato e sottoposto nella sua interezza alle componenti. Attenzione: in questo documento ci sono norme più stringenti per le iscrizioni, un indice di liquidità che crescerà progressivamente fino a 1, criteri infrastrutturali rigidi per evitare altri casi Lecco e la necessità di “ripulire” il sistema dai suoi debiti entro la stagione 2029-30 tramite una dieta economica quinquennale. Tutto questo, Gravina potrà ottenerlo con la maggioranza semplice in un consiglio che governa senza intoppi (e con la A all’opposizione), senza dover passare dalla cancellazione del veto (qui ci vorrebbe il 75%), necessaria per cambiare le formule dei campionati. Non è forse già questa una riforma del sistema? Probabilmente sì. A patto che lo slittamento non rappresenti un “libera tutti”, come molti temono", scrive il Corriere dello Sport.
Aggiunge il quotidiano romano: "E il format della discordia? La Federcalcio fa sapere che giocare a 18 squadre o a 20 è un’esigenza delle società del massimo campionato e che sono loro a dover smarcare la questione, anche se ieri Gravina avrebbe ribadito che la riduzione voluta da Inter, Juve, Milan e Roma diventerà prima o poi un’esigenza di tutti visto l’intasamento dei calendari internazionali, e che cancellare 20 squadre in Lega Pro non sarà la soluzione di tutti i problemi visto l’impatto ridotto di quest’ultime sulla situazione debitoria complessiva. A Gravina, comunque, interessa di più mettere in sicurezza il sistema, limitandone i costi: è la sua riforma, e con questa mossa potrebbe portarla a casa senza arrivare allo snodo di un’assemblea che rischiava di trasformarsi in un referendum sul suo futuro".
La FIGC ha discusso anche di altre piccole novità, in particolare sulla multiproprietà: "Tra gli argomenti affrontati ieri anche la mutualità, con la Figc disposta a “cedere” il suo 1% per attivare, gestire e attutire i meccanismi della riforma, i settori giovanili e le multiproprietà, che la Lega di A vorrebbere introdurre e la Figc no, anche perché l’Uefa è pronta a vietarle ufficialmente al netto di partecipazioni minoritarie".
