La storia delle multiproprietà nel calcio italiano: risultati immediati, ma gestioni di breve durata
Claudio Lotito è l'ennesimo presidente di società calcistica ad avventurarsi nel complesso mondo delle multiproprietà. Peraltro, il patron della Lazio e da qualche settimana proprietario della Reggina, è alla seconda esperienza in tal senso dopo quella con la Salernitana.
Ad oggi esiste solo un'altra multiproprietà nel calcio italiano, quella dei De Laurentiis che posseggono sia il Napoli che il Bari.
Vediamo un breve riassunto dei casi più celebri e va detto che i "multiproprietari" hanno spesso e volentieri conquistato risultati nelle piazze succursali, salvo però disfarsene a breve giro di posta:
CLAUDIO LOTITO (Lazio-Salernitana)
Dal 2004 saldamente alla guida della Lazio, nel 2011 salva anche la Salernitana, precipitata i dilettanti. In appena 4 anni la nuova proprietà riesce a riportare i granata in Serie B. Al primo anno tra i Cadetti si salva vincendo i play-out contro la Virtus Lanciano; la stagione seguente si piazzerà decima, nel 2017-2018 dodicesima, nel 2018-2019 sedicesima (rivincendo un altro play-out ai rigori contro il Venezia) e ancora decima nel 2019-2020. Nel 2020-2021 la Salernitana arriva seconda tornando in Serie A dopo 23 anni.
A causa delle regole federali che non permettono la coesistenza di due club appartenenti ad un unico proprietario o a suoi affini nella stessa categoria, Lotito ha dovuto lasciare la carica apicale del club, affidandola definitivamente il 7 luglio 2021 ad un trust indipendente, guidato dal generale Ugo Marchetti, con il compito di trovare un compratore per la società entro sei mesi dall'affidamento. La Salernitana verrà poi venduta a fine anno per 10 milioni di euro all'imprenditore Danilo Iervolino
LUCIANO GAUCCI (Perugia, Viterbese, Sambenedettese e Catania)
La storia delle multiproprietà nel calcio italiano ha origine fra la fine degli anni '90 ed il nuovo millennio. In principio fu Luciano Gaucci, patron del Perugia a lanciarsi nell'acquisizione di società in categorie inferiori. Comincia rilevando la Viterbese, portandola alla promozione in C1 ed alla ribalta delle cronache tesserando la prima allenatrice del calcio italiano, Carolina Morace. Esperimento tanto rivoluzionario, quanto fugace, in quanto disaccordi fra i due portarono ad un clamoroso dopo solo due giornate. Nel 2000 la Viterbese viene ceduta per dar vita ad una triplice proprietà: oltre al Perugia, Gaucci fu fino al 2004 contemporaneamente patron di Sambenedettese e Catania. Porta i marchigiani in due anni dalla serie D alla C1; ed i siciliani in Serie B per poi cederli a Pulvirenti.
FRANCO SENSI (Roma, Nizza, Foggia e Palermo)
Franco Sensi, arricchì il suo quindicennio alla guida dei giallorossi con vari esperimenti come patron di società satellite. Dalla breve parentesi di Foggia a quella più duratura d’oltralpe ai vertici del Nizza. Nel 2000 acquisisce il Palermo, portandolo dalla C alla B, per poi cederlo nel 2002 a Maurizio Zamparini che aveva appena venduto il Venezia.
GIAMPAOLO POZZO (Udinese, Granada, Watford)
Nel tempo il sistema della multiproprietà si è evoluto dando vita a vere e proprie multinazionali del calcio. Esempio massimo è la holding di Giampaolo Pozzo per anni al comando di un intreccio sportivo fra Italia, Spagna e Inghilterra. Vertice inscalfibile del triangolo internazionale è da più di trent’anni la sua Udinese. Dal 1986, la proprietà più longeva del calcio italiano ha portato i friulani alla vittoria di un Intertoto ed ai gironi di Champions League nel 2005. Nel 2009 internazionalizza il brand, prendendo il Granada in Tercera Divisìon e portandolo in due anni con un doppio salto in quella Liga che agli andalusi mancava da 25 anni. La corona della famiglia Pozzo si arricchisce di una terza perla nel 2012, quando acquistano il Watford, conquistando 3 anni dopo l’accesso alla Premier League. Il ménage à trois dura 4 anni, finchè nel 2016 i Pozzo vendono il Granada per concentrare gli sforzi su Hornets e Zebre.
FAMIGLIA DE LAURENTIIS (Napoli, Bari)
Nel 2018, il Comune di Bari assegna il titolo sportivo del club biancorosso alla famiglia De Laurentiis, che tra le altre batte anche la proposta di Lotito. La compagine pugliese vince il girone I della Serie D 2018-2019 e dopo un triennio in Serie C (con le prime due stagioni concluse ai play-off) vince il girone C, centrando la promozione diretta in Serie B, ritrovata dopo quattro anni d'assenza. Nella stagione 2022-2023, in cadetteria, il Bari conclude la stagione al terzo posto e perde la finale dei play-off contro il Cagliari nei minuti di recupero. Negli anni seguenti, la squadra pugliese non riesce a ripetere le brillanti prestazioni del primo anno in Serie B: terminata la stagione successiva al diciassettesimo posto con la salvezza raggiunta vincendo il play-out contro la Ternana, ottiene un nono posto finale nel 2024-2025. Chiude il campionato 2025-2026 nuovamente al diciassettesimo posto accedendo al play-out contro il Sudtirol, ma stavolta ne esce sconfitto retrocedendo in Serie C.
MAURIZIO SETTI (Verona, Mantova)
Maurizio Setti ha iniziato la sua avventura nel mondo del calcio nel 2012, acquisendo l'80% del capitale sociale dell'Hellas Verona. Nel giugno del 2018 acquista le quote di maggioranza del Mantova, militante in Serie D, senza ricoprire cariche dirigenziali nell'organigramma virgiliano. Nel 2020 conquista la promozione in Serie C e la salvezza nei due anni a seguire. Nel corso del 2022 cede la metà delle quote del Mantova all'amico Filippo Piccoli ed entra a far parte del CDA in qualità di Consigliere Delegato. Il 31 luglio 2023 cede le restanti quote allo stesso Piccoli, dimettendosi dal consiglio di amministrazione e uscendo del tutto dalla società virgiliana
