Reggina, tutte le dichiarazioni di Torrisi: la forza della società, la squadra, il gruppo, la media punti
Alfio Torrisi, tecnico della Reggina, è intervenuto a 90 e dintorni su GS Channel e sono tanti i temi clou trattati:
"Quando sono arrivato sapevo che non era la situazione ideale, che l'ambiente era ostile, sapevo che il compito era difficile. Ma sapevo anche che la squadra era forte, poi la chiamata della Reggina era comunque un onore".
Il tecnico amaranto ripercorre i primi momenti della sua esperienza: "Quando sono arrivato ho cercato di fare capire a tutti che la stagione non era finita dopo il ko contro la Vigor Lamezia. Ho sollecitato i tifosi perché la Reggina, con la situazione che c'era, non poteva assolutamente vincere. Quando si provava a contattare qualche calciatore con Bonanno tutti rispondevano negativamente. E in quella fase, qualcuno aveva messo in giro voci di una società allo sbando e poco solida. Ho sempre detto di far parte di una società forte, che non ci faceva mancare nulla, le voci erano davvero senza fondamento. Il patron Ballarino ha sempre dato garanzie e ha dimostrato sempre la propria serietà. Sono arrivato in una situazione da incubo, i risultati negativi erano imputati alla società... Quando la società dimostra di essere seria in qualche modo devi uscirne: ora abbiamo cercato di indirizzare la squadra verso l'obiettivo".
Sottolinea Torrisi: "L'obiettivo è molto distante, non abbiamo fatto nulla ed è la verità. L'unica classifica che conta è quella di maggio, le altre non contano nulla. Sono orgoglioso dei ragazzi, stanno mettendo in atto tutto ciò che gli viene trasferito. Se mettono in campo ciò che proponiamo è solo perché sanno che quello che si fa può portare i risultati. E' fondamentale ottenere credibilità dai calciatori e questo porta i risultati. Ero certo che questa squadra dovesse recitare il suo ruolo in questo torneo, è una rosa con qualità importanti. Sin dal primo giorno ho trovato una squadra che faceva seguito ad un progetto tecnico iniziato la scorsa annata. I ragazzi hanno dimostrato la loro professionalità e serietà, hanno lavorato solo e soltanto per la Reggina, questo mi ha dato sensazioni positive e l'uscita da quel tunnel era certa".
Il cammino prevede numerosi ostacoli: "Secondo me la squadra ha imboccato la strada giusta, ma ci aspettano tante altre partite complicate. Noi abbiamo una sorta di handicap: da una parte è un onore giocare per la Reggina, dall'altra però tutte vogliono fare bella figura con noi e giocano a mille. La Reggina è uno dei club più prestigiosi della D. La squadra ha fatto una crescita importante, ma deve continuare a farlo. Essere perfetti è quasi impossibile, dopo tre mesi di lavoro qualcosa si intravede, ma ancora è lunga. Sino all'obiettivo non abbiamo fatto nulla, dobbiamo proseguire con questa caparbietà, fame e voglia, poi sarà importante arrivare a maggio e sapere che abbiamo fatto tutto. Se poi qualcuno è stato più bravo di noi gli faremo gli applausi, altrimenti speriamo di ricevere gli applausi".
Sui meriti della risalita: "I meriti sono di tutti. Della società in primis, del direttore Bonanno che ha lavorato in silenzio e ha subito i risultati negativi, del direttore Praticò, del patron che da fuori tira le fila, ci ha dato sempre il suo supporto, anche in maniera silenziosa. Se non c'è una società forte non si può mai vincere. Una società forte ti dà serenità, forza, possibilità di lavorare bene. La squadra è disponibile, qualità e spessore intellettuale, c'è gente come Barillà, Ragusa, Girasole, Laaribi, Salandria, tutta la vecchia guardia, gente che ha l'amaranto nelle vene. Gente che non dorme per la Reggina, dopo il pari di Acireale tre quattro calciatori miei erano con le lacrime agli occhi, c'era grande dispiacere di non essere riusciti a vincere. Da lì ho capito che questa squadra sarebbe stata in grado di venirne fuori, c'era troppa gente che aveva voglia. Lo staff tecnico, Sorci, Calzone, Polito, Pergolizzi, lavora h24, per noi l'io non esiste, siamo tutti votati all'obiettivo".
Sull'obiettivo: "Le prime hanno girato a circa 2 di media punti, nell'anno della mia vittoria a Trapani era da quarto posto, stessa cosa nel torneo vinto da Catania e Gelbison. E' evidente che mancava la squadra di riferimento di turno, la Reggina ha e aveva i titoli per avvicinarsi a quelle squadre vincenti. Nel girone di ritorno la media si abbassa ancora. Se la Reggina avesse fatto lo switch, grazie al lavoro che noi volevamo proporre, chiaramente la Reggina ha le qualità per dimostrare di poter fare qualcosa di importante. Le componenti in tal senso sono fondamentali, dal Centro Sportivo, dal dottor Favasuli, dalle sale mediche che abbiamo noi, e questo può portare almeno 8-9 punti in più. E' dura raggiungere 2,90 di media punti del mio Trapani, ma sapevamo di poter alzare qualcosa e fare qualcosa di straordinario. Abbiamo una media punti superiore alle altre, abbiamo dimostrato che i numeri sono fatti per essere smentiti, nella vita bisogna avere la qualità per crearti la possibilità di far preoccupare le altre. Tutte quelle che ci sono state davanti e ci sono davanti non hanno fatto quello che abbiamo fatto noi in pochi mesi, ma ad oggi sono più bravi di noi, ma non con i nostri numeri. Nella vita, tramite il lavoro, non c'è nulla di raggiungibile, certamente bisogna crearsi la strada da percorrere".
Sul nuovo attaccante: "Ero sereno e tranquillo, in conferenza dicevo che eravamo a buon punto, con due-tre eravamo sul punto di firmare. Ho avuto tanti colloqui con Ballarino, mai mi ha dato la sensazione di non voler prendere l'attaccante. La proprietà ha mantenuto tutti gli impegni che aveva assunto con me, mi ha dato serenità e rassicurazioni. Non abbiamo mai perso aste o chi non è vento perché la società ha proposto un euro di meno. Chi non è venuto è stato fatto oggetto di un veto di altro club o per scelte personali. Abbiamo preso l'attaccante che avevamo individuato con Bonanno, abbiamo aspettato la C, così come è stato per Giuliodori. La percezione non è come la realtà, la proprietà ha sempre dimostrato di essere vogliosa di intervenire per migliorare la squadra, hanno sempre creduto nell'obiettivo. Guida sta lavorando, ha voglia, fame, vuole apprendere, è funzionale al nostro progetto. E' umile, è stato ben accolto dal gruppo, serve tempo per assimilare i meccanismi, quando c'è una disponibilità del genere è tutto più semplice".
Sulla tifoseria amaranto: "I tifosi stanno facendo tanto ogni giorno e ogni settimana. Ci hanno emozionato con quello che dicono, vedendoli non possiamo che aumentare il ostro senso di responsabilità verso questa squadra. Sino all'ultimo giorno in cui sarò allenatore della Reggina darò il massimo per farli rendere orgogliosi"
