Situazione Vibonese, interviene il sindaco di Vibo: "Mancanza di trasparenza, l'alternativa all'attuale dirigenza c'è". La risposta: "Pronti a consegnare la squadra"

19.01.2026 18:15 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Situazione Vibonese, interviene il sindaco di Vibo: "Mancanza di trasparenza, l'alternativa all'attuale dirigenza c'è". La risposta: "Pronti a consegnare la squadra"
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© foto di Antonio Abbate/TuttoLegaPro.com

Il sindaco di Vibo Valentia, Romeo, ha chiesto chiarezza sulla gestione della Vibonese Calcio agli attuali dirigenti. Si legge in una nota del primo cittadino:

"La situazione in cui versa la US Vibonese Calcio ha raggiunto un livello di gravità che non può più essere ignorato. Come sindaco di questa città, sento il dovere di intervenire pubblicamente, non per ingerenza nelle dinamiche di una società privata, ma per tutelare un patrimonio che appartiene all’intera comunità vibonese. La Vibonese non è semplicemente una squadra di calcio. È un simbolo identitario, un pezzo della nostra storia, un legame tra generazioni. Per questo, ciò che sta accadendo non riguarda solo gli appassionati di sport, ma tutti i cittadini.

La gestione attuale non ha dato risposte

Da mesi assisto, insieme a tutta la città, a una gestione societaria che non ha saputo o voluto fornire le garanzie minime di serietà, trasparenza e competenza. Non è chiaro chi siano realmente i proprietari, da dove provengano le risorse economiche, quale sia il progetto sportivo. Abbiamo visto oltre quaranta calciatori avvicendarsi in pochi mesi, due cambi di allenatore, un fuggi-fuggi generale che ha coinvolto giocatori, staff e collaboratori. Il campo del “Luigi Razza”, un tempo vanto della città, versa in condizioni inaccettabili. Le dichiarazioni di mister Esposito nel post-gara di Enna, seguite dalle sue dimissioni e da quelle di altri calciatori, sono il segnale inequivocabile di un malessere profondo che attraversa l’intero ambiente. Non si tratta di episodi isolati, ma del sintomo di una crisi strutturale che investe ogni aspetto della vita societaria. Sappiamo tutti che, al momento, la gestione ordinaria va avanti grazie alla sponsorizzazione del Gruppo Caffo, che ringrazio per la costante vicinanza al calcio vibonese. Ma dopo? Chi garantisce la continuità? Chi risponde del futuro? Nel frattempo, la situazione societaria e agonistica precipita verso il baratro, e la sponsorizzazione - per quanto generosa - viene impropriamente scambiata per una proprietà strutturata, quando invece rappresenta un sostegno esterno che non può supplire all’assenza di una governance credibile.

Un appello chiaro agli attuali gestori

Mi rivolgo direttamente ai signori Fernando Cammarata, Angelo Costa e Calogero Di Carlo: la città ha diritto a sapere. Avete un progetto? Avete le risorse per portarlo avanti? Avete intenzione di costruire qualcosa di serio o state solo amministrando un declino? Chiedo risposte pubbliche, non rassicurazioni generiche. Chiedo un confronto aperto con le istituzioni, con la tifoseria, con il territorio. E chiedo che questo avvenga immediatamente, perché il tempo è scaduto.

L'alternativa esiste ed è praticabile

Qualora queste risposte non arrivassero, o fossero insufficienti, questa Amministrazione non resterà a guardare. Sono già in corso interlocuzioni con imprenditori e professionisti del territorio disponibili a costruire una cordata vibonese capace di rilevare la gestione della società e restituirle dignità. In questo percorso, mi auguro che il Cavalier Giuseppe Caffo possa continuare a rappresentare un punto di riferimento e di garanzia. La sua esperienza, la sua storia, il suo legame con questa squadra sono un patrimonio che non possiamo disperdere. Gli chiedo di non far mancare il suo apporto in una fase così delicata, nella forma che riterrà più opportuna.

Una città che deve ritrovarsi

Questo appello è rivolto anche a Vibo Valentia. Per troppo tempo abbiamo delegato, ci siamo divisi, abbiamo guardato altrove. Oggi non possiamo più permettercelo. Se vogliamo che la Vibonese torni a essere ciò che merita, dobbiamo essere noi, come comunità, a prendercene cura. Per questo il mio pensiero e il mio appello va anche alle tante personalità locali del mondo del calcio, professionisti ed addetti ai lavori: fatevi avanti, la vostra esperienza non può che essere un arricchimento per una discussione seria ormai improcrastinabile. Il calcio non è solo sport. È appartenenza, è passione, è identità. E l’identità di una città non si svende, non si abbandona, non si lascia morire
”.

LA RISPOSTA DEL CLUB - A stretto giro la risposta del presidente rossoblù Cammarata, che si dice pronto a consegnare la squadra in presenza della cordata citata dal sindaco:

"Leggo e ascolto tante parole, spesso pronunciate con leggerezza, altre con evidente ignoranza dei fatti. È arrivato il momento di fare chiarezza.
Domani mattina incontrerò personalmente il Sindaco: la mia disponibilità a consegnare la squadra è totale. Se davvero esiste questa famosa “nuova cordata”, non ho alcun interesse a restare dove non sono voluto. La Vibonese non è e non sarà mai ostaggio di questa proprietà. L’attuale progetto sportivo, chiaro sin dall’inizio, ha permesso a questa squadra – solo qualche mese fa – di esprimere un calcio brillante e coinvolgente. Poi, come spesso accade, sono arrivati momenti più difficili, ma non sono mai venuti meno serietà, impegno e correttezza. La Vibonese, sotto questa gestione, non ha debiti. Tutti gli impegni sono stati rispettati. Questo è un dato di fatto, non un’opinione. Ciò che invece non può essere tollerato, nemmeno in nome della passione sportiva, è il livello degli attacchi subiti, soprattutto da parte di chi avrebbe fatto meglio a tacere e ha invece perso l’ennesima occasione per farlo. Non cerco compromessi, non cerco poltrone e non accetto lezioni da chi non ha mai messo piede in sede ma si permette di sentenziare. Si potrebbe dire tanto, ma non è mio stile alimentare polemiche. Sia però chiaro: se il bene della Vibonese richiede un mio passo indietro, lo faccio senza esitazione. A chi subentra auguro più risultati e meno chiacchiere, perché con le parole le squadre non si salvano. Ritengo infine opportuno precisare che, dal punto di vista amministrativo, organizzativo e gestionale, questa società sarebbe prima in classifica. Purtroppo, però, il calcio è questo: si vince e si perde".