L'angolo dei Tifosi, Reggina ko anche al TAR, il dramma sportivo è alle porte: le vostre mail, PARTE 12

07.08.2023 19:15 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
L'angolo dei Tifosi, Reggina ko anche al TAR, il dramma sportivo è alle porte: le vostre mail, PARTE 12
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© foto di Andrea Rosito

La NOSTRA Reggina è fuori dalla B, anche il TAR boccia il ricorso del club amaranto.

Una sconfitta per TUTTA la Città e per TUTTI noi, un simbolo spazzato via dall'arroganza, dalla presupponenza, dall'ignavia e con la complicità di molti.

Non vogliamo iniziare a dare spazio ai soliti comunicati stampa dei politici scaldasedie di tutti i colori e di tutti i vari consessi cittadini e non, ma oggi vogliamo dare voce a VOI e NOI tifosi amaranto, NOI CHE NON DORMIAMO DA GIORNI E CHE AVREMO L'AMARO IN BOCCA CHISSA' PER QUANTO.

Scrivete il vostro pensiero a tuttoreggina@libero.it e condividiamo insieme questo momento di estremo "dolore"

Tante mail ricevute, le stesse saranno pubblicate a PUNTATE: grazie di cuore a tutti.

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Spett.le Redazione, ho letto le motivazioni del Tar e, onestamente, le ritengo valide. Da quello che ho capito il Tar dice, è vero che il Tribunale ti aveva autorizzato a pagare entro il 12 luglio (appunto "entro" il 12 luglio, non "il" 12 luglio), però siccome fai parte di una federazione (Figc) ed ambisci a continuare a farne parte, devi rispettare le sue regole, né mi stai dimostrando che c'è stato un legittimo impedimento che ti ha impedito di versare entro il 20 giugno. A questo punto non vedo come i giudici del CdS potrebbero ribaltare questa sentenza. Sarebbe opportuno che Saladini chiudesse questa avventura con un minimo di dignità e rispetto (quello che non ha avuto fino adesso) nei confronti della Reggina e di Reggio, annunciando il ritiro della società e chiedendo nel contempo alla Figc la cancellazione del nr di matricola. Distinti saluti

Giorgio D

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Gentile redazione, scrivo oggi per una precisazione, dopo aver letto le mail del sig. Ubaldini e del Sig Pietro. Quest’ultimo, presente sulle barricate della rivolta per Reggio capoluogo, sostiene che il capoluogo fu assegnato e non trasferito a Catanzaro. La storia che io conosco è diversa: nel 1918, a seguito del terremoto, la funzione di Capoluogo (allora poco importane) e gli uffici competenti furono trasferiti a Catanzaro, a causa del disastro. Catanzaro diventò capoluogo “pro tempore”, che divenne un tempo lungo, fino alla legge sulle autonomie regionali, che prevedevano la scelta di un capoluogo definitivo. Fu deciso di considerare che il capoluogo doveva essere la città sede di Corte d’Appello (Catanzaro per la Calabria). Tale decisione, cioè quella di scegliere il capoluogo nella sede della corte d’appello fu propugnata e sostenuta da Giacomo Mancini, il quale, in virtù del suo ruolo nel PSI, aveva interesse politico ad appoggiare le cosiddette (allora) giunte regionali frontiste, cioè giunte PCI -PSI, rimanendo in accordo di maggioranza DC-PSI. Quest’ultimo, di fatto, avrebbe partecipato a tutte le giunte, come poi è stato. È vero che Misasi e Pucci erano DC, Lo era anche il Sindaco Battaglia, che fu il primo a lanciare l’allarme con un comizio in piazza Duomo cui parteciparono poche migliaia di persone, ma che fu l’inizio della consapevolezza e della rivolta. Voglio ricordare che, quella cui ho accennato in una mail di ieri come “spoliazione” non si riferisce solo all’assegnazione del capoluogo, ma al passaggio a Catanzaro di altre entità quali il Dipartimento Ferroviario (sapete quanti ferrovieri lavoravano a Reggio all’epoca?), della costruzione dell’Università della Calabria ad Arcavacata (CS) con la velleità manciniana e di Misasi di farne una sorta di college all’americana. Decisero, inoltre, la costruzione di un nuovo aeroporto a Lamezia, lasciando abbandonato l’aeroporto di Reggio, che poi fu ricostruito con fondi della Provincia di Reggio. Perfino si volle trasferire il Seminario Vescovile! Mi scuso se ho scritto qualche imprecisione, ma l’ho fatto di getto e a memoria perché, quelle vicende, per chi le ha vissute, bruciano sempre. I miei ricordi non sono solo personali, ma si rifanno a numerose letture, all’epoca dei fatti e negli anni successivi. Forse questo non c’entra direttamente con la Reggina e neanche con le vicende politiche attuali e di questo mi scuso.

Vi ringrazio per l’ospitalità

Antonino da Padova

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Caro Direttore,

ho letto attentamente, grazie al Suo inappuntabile e immediato servizio, le motivazioni del Tar del Lazio.

Le ho trovate  contraddittorie ed illogiche in alcuni punti ossia in quelli fondamentali per l'accoglimento del ricorso. Alcune affermazioni potrebbero essere considerate favorevoli per la Società. Il Tar ha sgombrato il campo dalla provvisorietà o non della sentenza del Tribunale di Reggio, considerandola irrilevante.

Mentre era il cavallo di battaglia del signor Gravina.

Ha rilevato che la Reggina  non ha impugnato il comunicato 169/A " in quanto lo ha ritenuto privo di effetti lesivi".

Le contraddizioni.

Il Tribunale sostiene: "Ferma l’immediata e diretta applicabilità del CU 169" di cui tiene conto di parte di esso, compreso il termine perentorio 20 Giugno, ma omette il commento sul punto c), quello che prevede le eccezione. Tuttavia, la  presentazione della copia dell' omologa, come previsto dallo stesso comunicato, dovrebbe essere sufficiente per la regolare ammissione al campionato.

Da un lato dice che "Non rilevano neppure le deduzioni relative alla natura di “debito scaduto” o meno delle pendenze tributarie e previdenziali alla data del 20 giugno 2023, che la ricorrente assume estinte per effetto della intervenuta omologazione". Dall'altro, quando fa riferimento alle differenze tra caso Lecco e caso Reggina, dice che "...carenze...e non di quelli economico finanziari, che hanno invece impedito l’ammissione al campionato della Reggina...incidono sulla capacità delle singole società di affrontare il campionato in una situazione di equilibrio economico-finanziario". I debiti non sono da considerarsi estinti ? E allora? Cosa incidono sulla capacità della Reggina  di affrontare il campionato ?

Un' altra contraddizione, quando dice "...la concessione del termine di 30 giorni assegnato dal Tribunale è finalizzata a consentire l’adempimento del debitore nei confronti delle agenzie fiscali...". Il termine di 30 giorni non è una concessione del Tribunale ma è sancito dalla legge dello Stato a cui il Presidente della I Sezione del Tar del Lazio deve soggiacere.

Aggiunge:"...non certo ad altri fini, quali la partecipazione ad un campionato professionistico...". Una norma non può prevedere tutte le fattispecie concrete ma  va applicata tutte le volte che si presentano i casi. In alcuni casi è prevista l'interpretazione analogica.

Dice ancora il Presidente: "la ricorrente avrebbe potuto, come pure è stato chiarito, adempiere al pagamento dei debiti"

Se la legge prevede i trenta giorni per l'estinzione dei debiti tributari significa che ritiene che potrebbero non bastare 1, 8, 15 o 29 giorni. Questo principio perché non lo rispetta la FIGC e non ne tiene conto il Tar? L'assurdo. Il manuale per la concessione delle licenze di Serie B 2023/2024 prevede  il termine perentorio sia per la presentazione della documentazione economico-finanziaria sia per la documentazione tecnica sull'agibilità ed adeguatezza degli impianti sportivi, senza sconti per quest'ultimo caso.

Il Tar ha modificato le norme sportive relative alle iscrizioni sostenendo che ci sono più gradi per la perentorietà.

Il famoso giuoco delle tre carte.

Non è un complotto ma sicuramente è una congiura.

Cordiali Saluti

Pietro

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Dopo le motivazioni del Tar apprendiamo che se le Reggina avesse versato la famosa somma, entro il 20 Giugno , sarebbe stata regolarmente iscritta .

A questo punto bisogna aspettare che qualcuno , Saladino o Cardona ,

dica perché non lo hanno fatto , pregiudicando di fatto la regolare partecipazione della Reggina al campionato 23/24 .

Con il silenzio stanno peggiorando la situazione , infatti , continuando su questa linea , la Reggina potrebbe anche non essere iscritta al campionato di serie D .

Chindi mbattiu!!!

Antonello