SERIE B, Ghelfi (ad Empoli): "Meno entrate e più uscite, difficile andare avanti"

18.11.2020 15:20 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
SERIE B, Ghelfi (ad Empoli): "Meno entrate e più uscite, difficile andare avanti"

L’amministratore delegato dell’Empoli, Francesco Ghelfi, ha parlato del momento particolare per tutto il mondo del calcio italiano:

"Capisco che dall’esterno il mondo del calcio sembri fatto solo di luci e lustrini, ma non è così. E’ un periodo complicato, come d’altra parte lo è per tutti. Stanno diminuendo drasticamente le entrate e aumentando le uscite. Quindi i conti non tornano. Per quanto riguarda le mancate entrate non si tratta soltanto dei biglietti o abbonamenti invenduti ma anche delle sponsorizzazioni all’interno dell’impianto. E quindi l’impatto non è poca cosa. Tra incassi e sponsorizzazioni sono all’incirca 2 milioni di euro".

Analizza Ghelfi: "L’aumento dei costi è legato ai tamponi, alle sanificazioni, a tutte le procedure da seguire e che ovviamente seguiamo scrupolosamente, secondo i protocolli stabiliti dalla Figc e dal Comitato tecnico scientifico. Un tampone ci costa 60 euro, ma ne facciamo due volte a settimana per 50 persone solo legate al “gruppo prima squadra” tra giocatori, staff, e tutte le persone a contatto con loro. Poi ci sono quelli della formazione femminile, della Primavera e quelli rapidi di controllo, che costano circa 20 euro, che aggiungiamo noi periodicamente per essere più sicuri o che abbiamo fatto, ad esempio, dopo i casi emersi prima della partita di Coppa a Benevento. Per la sola prima squadra siamo sui 24000 euro al mese, e alla fine della fiera, stimiamo una spesa complessiva che sarà di 1 milione di euro". 

Conclude il dirigente: "Per il calcio serve senza dubbio un aiuto delle istituzioni. Se dobbiamo andare avanti Figc e governo devono metterci nelle condizioni di farlo. Con meno incassi e più spese, è chiaro, non si può continuare. E c’è già chi non ce la fa più o fa fatica. Spostare le rate dei pagamenti non basta. Poi servirebbe un discorso serio sugli stipendi. Che vanno ridotti, ma non possono essere i club a fare accordi separati. C’è bisogno di un tavolo con tutte le parti per una linea che valga per tutti".