Corsa alla presidenza FIGC, le prime intenzioni programmatiche dei candidati: Malagò punta su Decreto Crescita, quota scommesse e vivai
Corsa alla presidenza FIGC, la Lega Serie A ha annunciato il proprio appoggio ufficiale per Giovanni Malagò, contestualmente Giancarlo Abete ha rotto gli indugi e chiesto alla LND di appoggiarlo per la corsa a Via Allegri. Su Gazzetta dello Sport si parla delle primissime intenzioni programmatiche dei due candidati.
"Il candidato Malagò farà visita ai club negli uffici milanesi della Lega a. Riunione informale o assemblea poco cambia, la sostanza è che si discuterà di programmi. La Serie A ha già steso il proprio documento, Malagò porterà altre idee e tre priorità assolute.
Campioni e appeal - La prima. In caso di elezione il primo tema da trattare con il governo sarà la reintroduzione del Decreto Crescita o qualcosa, con un altro nome, che abbia la stessa funzione: incentivare l’acquisto di grandi giocatori dall’estero. Una possibilità di agevolazione fiscale che era stata abolita dal gennaio 2024 e che in precedenza aveva permesso di far arrivare in Serie A campioni con stipendi consistenti: un modo per attirare giocatori di livello internazionale che con la loro stessa presenza restituivano visibilità e appeal al torneo. Strumento che non aveva comportato un sacrificio economico con la garanzia, al contrario, di un gettito consistente per lo stato. I numeri avevano poi dimostrato come l’abolizione del Decreto non avesse portato a una diminuzione del numero di stranieri arrivati in Italia. Semmai aveva inciso sulla qualità calcistica (più bassa) di chi veniva
acquistato.
Scommesse: la cancellazione del divieto di pubblicità sul betting - L’introduzione di una percentuale destinata al calcio sui ricavi derivati dalle scommesse sulle stesse partite. Basta guardarsi intorno: nel resto d’Europa e negli Stati Uniti le sponsorizzazioni sono assolutamente consentite.
Collegato a questo tema, c’è la quota sulle scommesse realizzate puntando sugli stessi eventi generati dal calcio che i club vorrebbero far rientrare nel sistema. In Italia la raccolta del solo 2024 da scommesse sportive ha raggiunto i 22,8 miliardi di euro. Di questi quasi 23 miliardi, 16,1 vengono dal calcio. L’1% sarebbero 160 milioni. Quota che recentemente potrebbe essere ulteriormente cresciuta.
Settori giovanili - Che fare poi con questi ricavi? Si entra qui in parte del terzo punto. Un contributo simile, unito o in sostituzione di altri sostegni fiscali, sarebbe utilissimo da reinvestire sui settori giovanili e sulle infrastrutture (anche di base) in modo da rendere il calcio sempre più accessibile a tutti. Una defiscalizzazione per incentivare il lavoro sui ragazzi sarebbe una misura sensata con l’obiettivo di valorizzare le società che puntano sui giovani o nelle infrastrutture per i vivai. Società che così lavorerebbero per il proprio futuro ma anche per il futuro del calcio italiano e della Nazionale.
