REGGINA, REPETITA IUVANT (?): A QUESTO PUNTO ACCETTIAMO SOLO IL SILENZIO
Nella mattinata già funesta (sempre sportivamente parlando eh) della Reggina si aggiunge un ulteriore capitolo alla collezione oramai discretamente lunga di dichiarazioni evitabili e uscite dettate da poco sangue freddo, quello che un qualsiasi dirigente sportivo, dal calcio al curling, sino anche alle bocce, dovrebbe possedere per poter intraprendere questo complesso mestiere (che non è detto sia nelle corde di tutti).
Di fronte ad una non notizia o comunque ad una sorta di segreto di Pulcinella per chi segue costantemente (non da casa o dal telefono, ma dal campo) le vicende della Reggina (Ballarino nel post-Acireale ha aperto all'ipotesi di "un passo indietro o passo di lato"), si è voluto rispondere con un comunicato stampa che chi vi scrive non intende riportare. Non è più digeribile e non è più "commestibile" verso chi sopratutto ha seguito la squadra in tutte le gare della stagione, anche nei paesi più sperduti dell'entroterra siciliano.
Dopo tre-anni-tre in un contesto spinoso e spigoloso come Reggio Calabria, in cui è palese e evidente la malafede intellettuale di certa opinione pubblica, irrimedibile per motivi intrinsechi, prestare così il fianco da parte di chi invece deve solo lucidamente prendere atto che si è sbagliato tanto e si continua a sbagliare, è alla stregua inaccettabile alla pari delle passeggiate retribuite di un accrocchio di definibili calciatori che a Gela non è riuscita a fare gol neanche con il tappeto "prego accomodatevi", così come accaduto in altri "ridenti" luoghi visitati nel corso di questa inDegna stagione sportiva. E attenzione, inutile prendersela con i noti nemici o con nemici immaginari o con chicchessia: la Reggina ha una società che, nel bene e nel male, deve accollarsi oneri e onori.
C'è modo e modo di vincere e a Reggio sappiamo che recentemente si è andati e stati in B a spese dello Stato e della collettività, ma c'è anche modo e modo di perdere. La Reggina di oggi, quella della gestione Ballarino-Minniti, ahinoi, ha perso la propria credibilità nel perdere. Accusare i pur insulsi protagonisti del campo non basta e non può bastare ad una piazza che dalla non iscrizione della fu gloriosa Reggina Calcio 1986 ne ha viste di cotte e di crude. Quanto basterebbe per decidere di trascorrere le domeniche a Gambarie.
Vi ripetiamo dunque un messaggio che dopo il triplice fischio finale di Gela appare urgente da recepire: A QUESTO PUNTO ACCETTIAMO SOLO IL SILENZIO.
