La Ternana è in liquidazione volontaria, il futuro del club è segnato. Bandecchi (sotto accusa) dice: "Cercheremo di ripartire dalla D"
"La Ternana è in liquidazione volontaria, non è fallita, e io ho rassegnato le dimissioni", a comunicarlo a ternananews l'au del club, Fabio Forti, al termine dell'assemblea dei soci che si è tenuta a Terni, in uno studio notarile.
"La proprietà - ha detto Forti - ha deliberato di non procedere all'aumento del capitale sociale per coprire le perdite e quindi ha deciso di procedere alla liquidazione della società con la nomina di un liquidatore a seguito delle mie dimissioni".
Sulla possibile esclusione immediata dal campionato di serie C, girone B, della società rossoverde, Forti ha spiegato che "non è detto, dipende dalle regole federali e comunque se ne occuperà il liquidatore a cui competono tutte le azioni necessarie".
Senza entrare nelle complesse vicende del sodalizio umbro, l'ingente massa debitoria (si parla di oltre 20 milioni di euro di debiti!) costringerà il liquidatore a portare comunque i libri in Tribunale e aprire il fallimento.
Dal punto di vista sportivo, il destino del club appare segnato. Il 16 aprile non saranno pagati gli stipendi ai calciatori, mentre sarà complicatissimo un subentro in corsa come ad esempio accaduto a Messina: la prospettiva è dunque che l'organico della prossima C avrà un posto da colmare.
PARLA BANDECCHI - Il sindaco di Terni, Bandecchi, coinvolto nella vicenda, oggi attacca la proprietà uscente del club, la famiglia Rizzo e sul futuro del calcio a Terni dice:
"...Qualcuno di buona volontà cercherà un titolo di Serie D, con i nostri confinanti come Siena, Perugia, Rieti e Viterbo. Se trovassimo un titolo di Serie D la Ternana rinascerà da questo campionato. Nessuno pagherà i debiti dei Rizzo. Hanno fatto mercato a gennaio, ci sono 6 giocatori che non hanno mai preso lo stipendio. La nuova Ternana? "Non escludo un mio coinvolgimento nella Ternana, con persone serie. La Ternana tornerà dove merita, faremo di tutto però per rovinare i Rizzo".
Le normative federali dicono che, salvo "trasferimento di sede" di un club di D a Terni, la non iscrizione impone l'eventuale ripartenza da zero da due categorie inferiori del campionato di appartenza, quindi l'Eccellenza.
