Corsa alla presidenza FIGC, le prime intenzioni programmatiche dei candidati: Abete punta su riforma campionati e aiuti del Governo

14.04.2026 12:15 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Corsa alla presidenza FIGC, le prime intenzioni programmatiche dei candidati: Abete punta su riforma campionati e aiuti del Governo
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© foto di Mario Giglio/TuttoPalermo.net

Corsa alla presidenza FIGC, la Lega Serie A ha annunciato il proprio appoggio ufficiale per Giovanni Malagò, contestualmente Giancarlo Abete ha rotto gli indugi e chiesto alla LND di appoggiarlo per la corsa a Via Allegri. Su Gazzetta dello Sport si parla delle primissime intenzioni programmatiche dei due candidati.

Giancarlo Abete ha tracciato alcune linee guida di quello che sarà il suo programma elettorale. L’impressione è che voglia dare una certa continuità al lavoro di Gabriele Gravina, visto che cita diverse volte la famosa relazione con cui l’ultimo presidente si è congedato "su cui io voglio ritornare, in primis le problematiche afferenti le libere scelte delle società sull’utilizzo dei giovani e la loro valorizzazione all’estero". 

Il primo fronte riguarda criticità da risolvere in autonomia dalle singole Leghe: Abete, dopo aver fatto riferimento a un deficit tecnico del nostro calcio (rimandando dunque al recente progetto del settore giovanile di Gravina) ricorda in particolare "la bassa percentuale di minutaggio in Serie A dei giocatori selezionabili per le nazionali, completamente diversa da quella del 2006 e il 49° posto su 50 relativamente all’utilizzo degli Under 21 nella massima serie. Il calcio è fatto anche da chi rappresenta la base e quindi pure le politiche di sviluppo dell’attività giovanile".

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La riforma dei campionati - Un altro fronte è quello che le componenti dovranno risolvere insieme, come «un professionismo ipertrofico rispetto agli altri paesi», facendo riferimento dunque alla riforma dei campionati. Non ne definisce la rotta, ma sottolinea "la difficoltà per il numero eccessivo delle società". Insomma, come ha fatto Gravina nel suo documento, anche Abete sa che senza una certa unità d’intenti tra le componenti sarà faticoso attuarla.

Gli aiuti al governo - Il numero uno della Lnd parla poi della «necessità di avere un’interlocuzione positiva con il governo. Questo significa supporto agli investimenti per gli stadi, Tax Credit e altri sgravi fiscali, la possibilità di utilizzare la pubblicità relativa alle scommesse (ovvero l’abolizione del Decreto Dignità del 2018, ndr) e una disponibilità in relazione alle scommesse (il famoso Diritto di scommessa che riconosce a chi organizza un evento su cui si punta una piccola percentuale della raccolta, ndr). Noi dobbiamo segmentare questo tipo di realtà e vedere con le componenti tecniche (Assoallenatori e Assocalciatori, ndr) che cosa possiamo fare sul versante degli aspetti di crescita in termini tecnici e con le altre affrontare le nostre problematiche interne, quindi società professionistiche, struttura dei campionati, sostenibilità. Poi c’è l’autodeterminazione delle componenti e il rapporto con il governo e con il parlamento"