LA REGGINA È DI LOTITO: OCCASIONE PER UNA RIABILITAZIONE? LE PROSPETTIVE ED I RETROSCENA
Il 26 giugno 2026 ha sancito ufficialmente l’uscita di scena di Nino Ballarino dal pianeta Reggina dopo poco più di mille giorni dal suo avvento in città a seguito dell’ormai “famigerato” bando emesso dal comune di Reggio Calabria in ottemperanza a quanto stabilito dall’art.52 comma 10 delle NOIF FIGC, che di fatto diede vita ad uno dei periodi più complicati della storia amaranto, sia dal punto di vista sportivo che da quello ambientale.
Abbiamo già ampiamente dibattuto su quale possa essere stato il lascito dell’era ballariniana, sospeso tra le delusioni derivanti dai mancati risultati ed una ricostruzione societaria e strutturale comunque significativa, come evidenziato sia dallo stesso sindaco in coda alla trattativa per il passaggio delle quote, ma anche dai fatti che ci raccontano di un club significativamente conteso da competitor tutt’altro che banali.
Alla fine, come è ormai noto a tutti, a spuntarla è stato il gruppo facente riferimento a Claudio Lotito al termine di una trattativa assai articolata, benché qualcuno continuasse a darne un esito scontato in tempi troppo prematuri, tant’è che la stessa conclusione dei dialoghi davanti al notaio non è stata esente da colpi di coda: i retroscena raccontano di un ultimo incontro a tratti piuttosto animato, nonostante l’esistenza di un preaccordo già sottoscritto ad inizio settimana, per un'intesa definitiva che ha rischiato persino di saltare in extremis ove non fossero intervenuti, fattivamente e saggiamente, sia lo stesso primo cittadino presente al closing che i rispettivi legali.
L’acquisizione del sodalizio di Via delle Industrie da parte dell’attuale presidente della SS Lazio e senatore della Repubblica, costituisce a suo modo un evento storico per la principale squadra cittadina, proprio in virtù della notorietà del personaggio, in contrapposizione alle precedenti proprietà quasi mai, almeno inizialmente, assurte agli onori delle cronache nazionali, nonchè, è bene ricordarlo, personificazione probabilmente della figura più longeva dell’attuale panorama calcistico italiano in massima serie e, suo malgrado, una delle più discusse e contestate sia a livello romano che nazionale.
Non è infatti un mistero che il senatore abbia da molti anni un rapporto estremamente conflittuale soprattutto con il tifo organizzato biancoceleste, con il quale l’imprenditore romano ha sempre rifiutato qualsiasi tipo di connivenza; ma se tali contrasti, in passato, sono stati quasi sempre mitigati da risultati sportivi spesso lusinghieri, costellati da numerosi trofei nazionali nonché la disputa di competizioni europee anche ai massimi livelli, il rendimento deludente degli ultimi campionati, unito alle sanzioni, per questioni di bilancio, che hanno limitato e continuano a limitare le sessioni di mercato biancocelesti, hanno definitivamente fatto esplodere un malcontento generalizzato della tifoseria laziale, giunto persino oltre i confini capitolini per espandersi a livello nazionale, segnando di fatto il punto più basso, a livello di popolarità, dell’avventura di Lotito alla Lazio.
E chissà che proprio la nuova esperienza in riva allo stretto possa costituire una sorta di tentativo di riabilitazione reputazionale per il dirigente di lungo corso, alle prese con una piazza che, fatti salvi i dovuti e fisiologici distinguo derivati dall’abbrivio di costanti e logore divisioni ambientali interne, sta per accoglierlo con una buona dose di entusiasmo e di grandi aspettative, a cominciare dalla costruzione di una squadra che possa finalmente mettere un punto finale alla permanenza amaranto in quarta serie.
Così come non sarebbe da escludere che proprio l’AS Reggina potrebbe, in base alle vicende che la riguarderanno nel prossimo futuro, fungere addirittura da alternativa permanente all’esperienza in casa Lazio, come ipotizzato anche dagli stessi ambienti romani, ove la situazione dovesse persino precipitare oltre le problematiche già esistenti, il che andrebbe a porre rimedio anche alla questione legata alle multiproprietà che, in caso di augurato ritorno nelle serie professionistiche, rischierebbe immediatamente di presentare un conto salato da risolvere immediatamente ed efficacemente, per non rivivere troppo presto le incertezze delle ultime settimane a distanza di un solo anno.
Tuttavia, la necessità più impellente, da domani in poi, sarà costituita quasi esclusivamente dalla prospettiva di scoprire, in tempi rigorosamente brevi, quali saranno le prime manovre riguardanti l’organigramma della nuova società, con particolare attenzione, per i tifosi, a staff tecnico e rosa da costruire quasi integralmente: interrogativi tanto importante quanto, finalmente, piacevoli ed intriganti come può essere solo l’attesa di una stagione potenzialmente vincente e, lo ribadiamo, dall’effetto potenzialmente ed auspicabilmente pacificatrice. Ovviamente, per chi ne avesse realmente voglia.
