LUCIANO RAPA (forzapescara.tv): «Insigne ci sarà, Cascione imprescindibile. Zeman? Era da Galeone che non si osannava un tecnico»
Venerdì 24 febbraio, alle 20.45, Pescara e Reggina si affronteranno per recuperare la gara valida per la 26^ giornata del campionato di Serie B, saltata il 4 febbraio causa neve.
Il Pescara, poi, è stato costretto a vedersi rinviare anche il match con la Juve Stabia: in tre settimane, dunque, deve disputare ben cinque gare. La prima, contro l'Albinoleffe, è andata. Ora tocca alla Reggina: i delfini potranno contare sul recuperato Insigne, pupillo di Zeman e idolo della tifoseria, che anche venerdì seguirà in massa la squadra all'Adriatico.
Per conoscere meglio Zemanlandia e sapere le ultimissime da Pescara, TuttoReggina.com ha intervistato il direttore responsabile di ForzaPescara.tv, Luciano Rapa.
La prima domanda è relativa Insigne. In tanti vogliono sapere se ci sarà...
«Ha recuperato dall’infortunio patito in allenamento a fine gennaio, che lo ha tenuto fuori con il Crotone e poi con l'Albinoleffe. Avrebbe sicuramente saltato le partite con Reggina e Juve Stabia, ma da questo punto di vista il Pescara è stato fortunato a vedersi rinviare queste due gare. Credo partirà titolare, anche se non ha i 90' nelle gambe: ma Zeman raramente si priva di Insigne. C'è il baby Caprari in rampa di lancio, che però ha giocato solo uno spezzone a Bergamo in sostituzione di Soddimo».
In casa, il Pescara è un rullo compressore: 10 vittorie, 1 pari e 1 solo ko...
«La sconfitta con il Grosseto ha interrotto un trend positivo. Con il Padova, invece, il gol rocambolesco di Trevisan, dell'1-1, è arrivato al 93’, quando ormai si pensava che i tre punti fossero in tasca. L'Adriatico è la vera roccaforte».
Anche se il ritmo è stato spezzato dalla neve: quanto potrà incidere?
«La squadra stava andando bene, ma non ha giocato per 18 giorni. E questo ha inciso a Bergamo, contro l'Albinoleffe, lo scorso sabato. Inoltre si sono aggiunti problemi logistici: causa neve è stata impraticabile anche la sede di allenamento. La squadra ha sostenuto delle sedute al coperto nel palazzetto, dove per intenderci gioca la squadra locale di calcio a 5. Poi si è passati ad allenamenti su campi innevati o spalati in porzioni ridotte. Si è un po’ persa la settimana tipo. E questo, ripeto, ha riverberato i suoi effetti a Bergamo. Questa settimana, altra grana: la squadra adesso si allena all’Antistadio perché, almeno momentanemanete, il Poggio degli Ulivi è impraticabile. Il fronte squadra è abbastanza unito, e con dichiarazioni di facciata si è minimizzato il problema. Da cronista oggettivo, però, è indubbio che queste vicende penalizzino una squadra».
A inizio stagione la tifoseria credeva fosse possibile un campionato del genere?
«Da subito c'è stata grande fiducia nell'allenatore, personaggio e persona Zeman. La squadra allestita non ha destato grandi perplessità, c'era solo l'incognita dell'esperienza visti i tanti giovani presenti in rosa».
Il rapporto tra la tifoseria e Zeman?
«Il tecnico è diventato già un idolo assoluto. Il Pescara ha subito parecchi gol, una cifra enorme se paragonata con squadre come il Torino. Però ha un attacco atomico, il gioco è divertente. Le perplessità legata all'aspetto difensivo inizialmente ci sono state, ma ora non si percepiscono come handicap. Dopo tanti anni, la curva è tornata a inneggiare un tecnico: non succedeva dai tempi di Galeone».
Un allenatore come Zeman accetta di lavorare se c'è un progetto e se può fare delle scelte, soprattutto sul mercato. Condizione che in Italia non si verifica spesso, soprattutto in B...
«Se vuoi Zeman, gli devi dare un vestito su misura. Una volta scelto lui, si è capito quale sarebbe stato il mercato: tutto all’insegna delle sue scelte. Non ha subito imposizioni della società: fiducia cieca nel boemo».
Zeman è un idolo, ma lui stesso non vuole parlare di rinnovo, almeno per il momento. C'è il timore di perderlo?
«Sicuramente sì, ma ora non si pensa a questa cosa. Le priorità della tifoseria è capire cosa stia succedendo in società, cosa stia succedendo ai campi di allenamento. Tutti vorrebbero Zeman in panchina anche in futuro, ma adesso la priorità è rappresentata dal campionato in corso. Ancora non c’è pressione sul rinnovo. La settimana scorsa lui stesso ha fatto un discorso parlando di programmi: si trova bene in città, ma il discorso attualmente sembra prematuro. Razionalmente la sua permanenza credo dipenderà anche dalla categoria: ma penso anche che una società, in questo momento, debba iniziare a programmare la prossima stagione. E quest’anno il Pescara deve stilare due programmi, per non farsi trovare impreparato in caso di promozione o in caso di permanenza in B. La società non può traccheggiare».
Ci si aspettava che proprio giovani come Immobile e Insigne potessero fare quello che stanno facendo?
«Io seguo Immobile da quando arrivò nel settore giovanile della Juventus. Sono stato tra i pochi a credere in lui dopo il suo arrivo, tra i pochi a essere soddisfatto del suo acquisto. Per ciò che riguarda Insigne, l'attaccante è diventato da subito il pupillo della piazza, sin dalle prime amichevoli: giocate e gol incredibili. In più lo si voleva a Pescara prima dell’arrivo di Zeman. L’ex presidente De Cecco, a gennaio 2011, ci confessò di volerlo acquistare».
Venerdì non ci sarà Verratti, ma anche lui ha stregato mezza Italia..
«Verratti è il pupillo di casa, essendo di Pescara. Ha faticato a carburare con Zeman, solo negli ultimi due o tre mesi ha iniziato ad avere continuità d’impiego: prima il ballottaggio con Togni era una costante. Con la Reggina mancherà per squalifica. Si sta calando nei panni del playmaker zemaniano, decisamente atipico: ha nel suo dna il toccare parecchio palla, tenerla, ma Zeman vuole verticalizzazioni. E in questo senso sta facendo passi da gigante».
Oltre a loro, ci sono altri giovani in rampa di lancio?
«Chi è pronto a calcare palcoscenici importanti, secondo me, è Capuano. Ha fisico, testa, senso dell’anticipo e della posizine. Già pronto per platee di un certo livello. Insieme a Verratti, Insigne e Immobile. E poi Capuano e Verratti sono interamente del Pescara, Immobile da gennaio è in comproprietà tra Genoa e Juventus ma è arrivato qui in estate in prestito con diritto di riscatto della metà. L'anomalia è Insigne, in prestito secco dal Napoli. Il Pescara solitamente basa il suo mercato su acquisti definitivi, comproprietà o prestiti, ma con diritto di riscatto almeno della metà: Zeman però ha voluto fortemente Insigne. Il Napoli ha resistito e ha concesso solo il prestito secco».
Ma il Pescara di quest'anno vola anche grazie alla vecchia guardia: Sansovini e Cascione su tutti...
«Sansovini ha una peculiarità: segna solo in casa. In trasferta non ci riesce, anche perché quest'anno gli hanno annullato diversi gol, non ultimo quello di sabato scorso a Bergamo contro l'Albinoleffe. E’ il capitano, si è ritagliato uno spazio importante dopo che Zeman lo ha trasformato in esterno destro del tridente, nonostante lui avesse sempre giocato da punta centrale in altri moduli. Sia Zeman che Delli Carri hanno sempre puntato sulla vecchia guardia, dicendo che del vecchio organico hanno mantenuto uomini e calciatori giusti. Rispetto allo scorso anno sono rimasti Zanon, Sansovini, Gessa, Soddimo e Cascione. E proprio quest'ultimo è forse l'unico veramente imprescindibile nello scacchiere di Zeman. Sempre al limite dell’eccellenza, campionato straordinario. L'anno scorso ci stupì molto sentire i suoi attacchi nei confronti di Breda: sentire dichiarazioni diverse da quelle preconfezionate lascia sempre straniti. Figuriamoci da uno pacato e tranquillo come lui».
Tra gli accantonati, anche Tognozzi...
«Qui a Pescara ha avuto due esperienze. Quella iniziale, nel 2005-2006, portato dal mentore Sarri. Poi prese il volo, andò in A proprio con la Reggina e poi di nuovo a Pescara, dopo la parentesi Brescia, in C1. Fece il suo, contribuì alla promozione in B. L’anno scorso rimase con Di Francesco, ma Zeman l'ha accantonato per questioni tecniche e anagrafiche. Dopo un lungo tira e molla con la società, Sarri lo ha riportato a Sorrento. Ma a fine gennaio ha rescisso (firmando poi con il Borgo a Buggiano, Seconda divisione, ndr)».
Brucia ancora quel 30 maggio '99 (Pescara-Reggina 0-2, ndr)?
«I tifosi hanno ancora l'amaro in bocca, ma non tanto per quella partita, quanto per la vittoria della Reggina a Torino nell'ultima giornata».
Un probabile undici biancoazzurro per la sfida di venerdì?
«Con Zeman non sono da escludere sorprese, anche perché, compresa la partita di sabato scorso con l'Albinoleffe, il Pescara deve giocare 5 gare in 21 giorni. E c'è la possibilità di assistere a un turnover. Contro la Reggina, però, credo giocherà la migliore formazione. Quindi, Anania tra i pali. Terzini, Zanon e Balzano, con Capuano al centro in coppia con Romagnoli, anche perché Brosco, l'altro centrale, è infortunato. Togni sarà il regista in sostituzione dello squalificato Verratti, affiancato a sinistra da Cascione e a destra da uno tra Nielsen e Kone, con il primo in vantaggio. C'è poi l'ipotesi Gessa, ma la maglia da titolare dovrebbe andare a uno degli altri due. In avanti, i tre tenori, come sono chiamati qui: Immobile punta centrale, con Insigne a sinistra e Sansovini a destra».
