Franco Iacopino a TuttoReggina: «La Reggina si salverà, ma chiudo a un mio ritorno. E sull'anno di fondazione...»
Reggina-Modena da qualche anno è la partita dell'ex di lusso: Franco Iacopino. Reggino DOC, nato e cresciuto professionalmente all'interno della Reggina, prima come calciatore, poi come dirigente. Adesso, dopo un addio burrascoso ormai dieci anni fa, fa parte della società del Modena, prossima avversaria in campionato degli amaranto. TuttoReggina lo ha intervistato per presentarci la prossima sfida e parlare a 360° di Reggina.
Ottimo campionato finora del Modena anche se nel post-Varese il presidente Caliendo ha avuto da ridire nei confronti di qualche elemento della squadra: come mai?
Il Modena ha fatto un ottimo campionato nella prima parte di stagione proiettandosi nelle zone alte della classifica. Paga attualmente lo scotto di una sosta anomala per il campionato di serie B. Arriva da due sconfitte, una immeritata con la Ternana, un'altra giusta contro il Varese. Credo abbia fatto bene il presidente a richiamare tutti per prestare maggiore attenzione sul campo e tirare fuori quella cattiveria vista precedentemente.
I canarini mirano a un piazzamento play-off o prima si pensa a raggiungere la quota salvezza?
Il campionato cadetto è sempre stato strano e si è sempre deciso tra marzo e aprile. Anche quest'anno credo sarà così. Vedremo dove saremo in quel periodo di stagione, perché non provare l'assalto alla quarta posizione? Sono convinto che sette, otto squadre si giocheranno le chance play-off.
Quello di sabato sarà il terzo incontro stagionale tra Modena e Reggina che, ai tempi regolamentari, hanno pareggiato per due volte. Due squadre che si equivalgono, almeno stando a quanto emesso dal campo ma con classifiche e umori diversi. Come se lo spiega?
La logica dice che il Modena avrà la meglio sulla Reggina, vista la classifica. In questa parte di campionato stanno, però, andando meglio quelle di seconda fascia e non sarà una gara facile. Per quanto concerne il percorso della Reggina è normale che gli amaranto abbiano qualche difficoltà: una squadra ad agosto, un'altra a gennaio. Non sempre è facile per l'ambiente amalgamare i tanti cambiamenti.
La Reggina non naviga in ottime acque dal punto di vista calcistico. A oggi il pericolo retrocessione è quanto mai concreto. Se lo aspettava a inizio stagione?
Anche il Novara non doveva navigare in acque da zona retrocessione, avendo un organico che aveva appena fatto la serie A. Però la B è molto strana. Sicuramente in casa Reggina non hanno aiutato tutte le voci di mercato a inizio anno: il voler sfoltire l'organico, il caso Ceravolo e il caso Bonazzoli. Sono convinto che le componenti interne, d.s. e presidente, sappiano come uscire da questa situazione e lo faranno nei migliori dei modi. E poi Dionigi è un grande allenatore, un valore aggiunto.
Cosa l'ha spinta, ormai dieci anni fa, a lasciare la Reggina Calcio, ove lei era la vera icona per il mondo esterno?
Se ci ripenso ancora mi assale molta amarezza. Sono cresciuto calcisticamente nella Reggina, la squadra che ho sempre amato, la formazione della mia città. Poi sono passato dall'altra parte del "campo", dietro la scrivania. Ho vissuto momenti belli e brutti, altri di gran prestigio come la promozione in serie A. Ma come tutti gli amori belli, purtroppo, c'è sempre una fine anticipata.
Nel giorno del suo addio, guardando in ottica futura, avrebbe mai pensato a una gestione così discutibile da parte del presidente amaranto?
Nel calcio ci può stare di tutto. Ci sono tante cause che vanno messe in conto. È la sfortuna può essere una di queste ma non solo... Bisognava sicuramente prestare più attenzione, però sono convinto che la Reggina potrà presto tornare agli antichi fasti.
E se oggi, visti i tanti ritorni sul campo giocato, ricevesse una chiamata dalla Reggina? Ascolterebbe o declinerebbe senza pensarci due volte?
No, non c'è possibilità purtroppo. Lo dico a malincuore perché Reggio Calabria è la mia casa avrei voluto dare ancora tanto alla causa Reggina.
Tra poco si arriverà alla fatidica data del centenario. Come spiega questo radicale cambiamento, in seno alla società, di abbandonare il 1986 in favore di quella data tanto bistrattata negli anni duemila? Scelta di marketing?
Speravo davvero tanto mi facesse questa domanda, per un argomento che mi sta tanto a cuore. La Reggina - i libri e la storia insegnano - è nata nel 1914 e credo che nessun avvenimento, nessuna disgrazia calcistica, può cancellare ciò. Se la Reggina esiste oggi è grazie a ciò che si fece agli inizi del novecento. La Reggina 1986 nasce dalle spoglie della precedente società: nessuno poteva mettere in dubbio questo perché la Reggina è qualcosa che appartiene alla gente, la stessa che a metà anni ottanta, politica e non, si mise in moto per salvare questa espressione positiva della nostra terra. Per fortuna finalmente è stata riconosciuta questa data... se per scelta di marketing però non lo so.
Un saluto ai tifosi di fede amaranto?
Li saluto con estremo affetto, gente che mi ha dato tanto nella vita. Le soddisfazioni più grandi, in ambito lavorativo, le ho avute anche grazie al calore che il popolo amaranto ha sempre trasmesso, fin da quando ero un piccolo calciatore. Ringrazio per lo spazio concessomi alla vostra pagina, alla prossima.
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