Il Brescia Calcio è ufficialmente fallito: sfumano i soldi della cessione di Tonali. Cellino pronto al ricorso
Il Brescia Calcio è ufficialmente fallito. Con la sentenza emessa dal Tribunale di Brescia si chiude, forse, definitivamente la parabola della società guidata negli ultimi anni da Massimo Cellino, mettendo, probabilmente, la parola fine nel giorno del suo compleanno a una delle pagine più dolorose della storia sportiva bresciana. E i soldi che il Brescia avrebbe dovuto incassare per la cessione di Tonali al Tottenham (circa 4 milioni) finiranno in un fondo Fifa. Il tracollo è stato il punto di arrivo di una crisi economica e gestionale avviata nel 2025. La mancata copertura delle scadenze federali e fiscali ha portato prima all’esclusione dal calcio professionistico e poi all’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, culminata con la dichiarazione di fallimento di oggi. Il Brescia Calcio aveva dei debiti pari a circa 20 milioni: la riattivazione della matricola – propedeutica a incassare anche i circa 4 milioni di diritti di valorizzazione per la cessione di Tonali al Tottenham – datata 30 giugno non è bastata.
Nelle scorse settimane Cellino aveva tentato un ultimo disperato tentativo, manifestando l’intenzione di iscrivere almeno una formazione giovanile – l’under 16 – ai campionati federali per mantenere in vita la matricola sportiva. Un progetto che, però, non ha trovato i presupposti necessari per concretizzarsi. Con la sentenza del Tribunale sembra calare così il sipario su 114 anni di storia del Brescia Calcio.
Ma con Massimo Cellino nulla è concluso, come commentato a Italpress: “Spero sia ancora reversibile questa decisione perché c’è un grosso errore di interpretazione e un danno che va evitato per interesse dei creditori“, le dichiarazioni di Cellino. Farà ricorso? “Penso proprio di sì perché c’è un grosso errore di comunicazione nella pratica, in quanto non siamo riusciti a chiarire bene. Perciò c’è grossa possibilità”.
