Gazzetta dello Sport: "Riduzione dei tamponi, il CTS risponde con un nuovo no"

04.09.2020 11:52 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Gazzetta dello Sport: "Riduzione dei tamponi, il CTS risponde con un nuovo no"
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"Riduzione dei tamponi, il CTS risponde con un nuovo no", scrive oggi Gazzetta dello Sport nelle pagine nazionali.

"Niente cambio di protocollo del calcio professionistico, cioè no alla riduzione del numero dei tamponi. Il Comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile ha risposto per ora negativamente alla richiesta formulata dalla Federcalcio, che aveva proposto una modifica vista l’«insostenibilità» dell’attuale regime con i test molecolari da effettuare ogni quattro giorni. Per gli scienziati, la situazione epidemiologica non consente cambiamenti e neanche la sostituzione dei tamponi con i meno invasivi test sierologici. Un no che pesa anche economicamente visto il costo degli esami, necessari in tutto il calcio professionistico e nella serie A femminile, il primo campionato a riprendere dopo la dolorosa interruzione dell’ultimo torneo.

Il protocollo, particolarmente severo, studiato da Federcalcio e Lega, era stato la condizione per il via libera alla ripartenza nello scorso mese di giugno. E accompagnato alla svolta della «quarantena soft» aveva consentito un avvio della stagione senza troppe incognite. La frequenza dei test, stabilita dalle prime raccomandazioni della Federazione Medico-Sportiva, aveva portato a evitare la scelta della «bolla», il raduno permanente del gruppo squadra che era stato inizialmente immaginato, ma che avrebbe creato una «clausura» dei calciatori e di tutti gli staff difficile da organizzare.

Dopo il mese e mezzo con la conclusione regolare del campionato, il presidente federale Gabriele Gravina aveva però denunciato l’impossibilità di poter continuare i test con questa frequenza: «Così non ce la facciamo». Si era quindi studiata una nuova proposta di protocollo per passare da quattro a otto giorni fra un tampone e l’altro. Ma il Cts ha detto no. Anche in ragione dell’emergere dei diversi casi di positività fra i calciatori di questa coda d’estate. È probabile che ora la Figc e le Leghe (il problema è particolarmente sentito in B e in C) tornino alla carica. Mentre il mondo del calcio aspetta una risposta dal Cts anche un’altra risposta, quella sugli stadi", si legge nel quotidiano sportivo.