Tommasi: "In B e Lega Pro molti club hanno difficoltà con il rispetto del protocollo"

31.05.2020 18:28 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Tommasi: "In B e Lega Pro molti club hanno difficoltà con il rispetto del protocollo"

Damiano Tommasi, presidente AIC, parlando a Radio 1, ha espresso la sua preoccupazione per l'applicazione del protocollo in serie B e Lega Pro:

La nostra preoccupazione va ovviamente alla Serie B e alla Lega Pro: ci sono alcune squadre che hanno difficoltà con il rispetto del protocollo e, ad oggi, non hanno ancora ripreso gli allenamenti di gruppo. Capire quando sarà la data d’inizio significa ridurre il tempo della preparazione e aumentare il rischio degli infortuni. Per quanto riguarda la Serie B, ieri ci siamo sentiti con i rappresentanti e c’è un elemento comune per tutti che è il controllo dell’applicazione dei protocolli: ci sono società che stanno facendo le cose correttamente, altre dove non si hanno le stesse garanzie. L’organo di controllo della Federazione sta girando le squadre ma, a nostro avviso, non è sufficiente o perlomeno deve essere implementato dal controllo strettamente medico dei risultati dei test e della loro calendarizzazione. Dove si stanno facendo le cose in maniera regolare sono ripresi gli allenamenti nella massima sicurezza, ma ci sono squadre dove il protocollo ancora non è stato applicato. La sensazione è che per ripartire tutti alla stessa data è necessario che tutti si mettano in linea con l’applicazione del protocollo e di conseguenza permettere ai giocatori di avere stesse condizioni".

Sul problema dei contratti e prestiti dei calciatori: “In Serie B uno dei problemi più sentiti è quello dei contratti in scadenza e dei prestiti che, a differenza della Serie A, è in numero maggiore, e non avere una regola, che purtroppo ad oggi non vediamo possibile comune per tutti, per alcune squadre può diventare un grosso ostacolo. Rendere il comportamento delle società e dei calciatori in linea con tutte le altre e prorogare i contratti in scadenza oltre il 30 giugno, dando quindi la possibilità di giocare per ulteriori due mesi in maniera regolare, è uno dei punti interrogativi che preoccupa, perché da una parte si rischia di lasciare a casa giocatori e non rinnovare contratti, e dall’altra questo determina anche il livello di competitività in maniera importante se il numero di contratti non rinnovati diventa troppo alto. Ci sono perplessità su come garantire la competitività che c’era prima del lockdow, speriamo che questo si possa tramutare in una norma federale o in un accordo globale: lasciare tutto in mano ad una trattativa individuale potrebbe generare una situazione poco chiara. Società che non hanno più nulla da chiedere al campionato rischiano di presentarsi con formazioni molto ridotte e allo stesso tempo far sobbarcare il peso delle partite che mancano agli stessi giocatori con tutte le conseguenze del caso”.