LA PARTITA DEI TECNICI/ Gregucci contro Dal Canto

24.01.2012 01:35 di  Giovanni Cimino   vedi letture
LA PARTITA DEI TECNICI/ Gregucci contro Dal Canto
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

GREGUCCI:

A Modena si gioca il tutto per tutto e solo il solito calo di attenzione della squadra, consente il clamoroso ritorno di una squadra ridotta in 10 uomini, contro un Padova decimato dagli infortuni e scesa sullo Stretto come vittima designata, propone un anacronistico 3-5-2 con una squadra votata esclusivamente all'attesa e al contropiede. Da un lato, tattica comprensibile vista la stazza "mini"degli attaccanti, dall'altra si tratta di una tattica da "consegna all'avversario", con evidenti ricadute sul risultato.

Proporre Marino in porta, è stato un azzardo a conti fatti.Il portiere era reduce da una settimana di polemiche, dopo l'errore di Modena. Il gol di Ruopolo, scaturito da un errore dell'estremo difensore, ha completato l'opera di una scelta infelice.

Nel primo tempo, a proporre gioco è niente meno che un De Rose ripescato dalla naftalina e chiaramente senza l'indole del trequartista. La maglia in regia di un Rizzo volato a Cagliari in settimana e poi rientrato nei ranghi e gettato senza remora nella mischia, completa la frittata.

Nonostante le energiche dichiarazioni del mister in conferenza stampa, in campo va una Reggina spenta, svogliata, inconcludente, che rapidamente dà coraggio al Padova. Le soluzioni di gioco sono trite e ritrite e quando la squadra va in difficoltà perchè gli avversari tengono, ci si affida a lanci lunghi assai improponibili per le punte tascabili.

Solo una prodezza balistica di Viola illude Gregucci di poter tornare in gara, ma è esattamente un fuoco di paglia, come del resto la tentata spinta ad inizio ripresa, che si conclude nel nulla più assoluto. 

Tardivo il cambio di Montiel, entrato al posto di De Rose, perché si poteva cambiare ad inizio ripresa e mettere ulteriore pressione ad un Padova in affanno. 

La rete dell'1-3 chiude completamente ogni discorso. Ragusa e Viola sono mosse, anch'esse, fin troppo tardive. 

La gestione Gregucci si è aperta nel peggiore dei modi. Sette reti subite in sole due gare, sono davvero un pesante campanello d'allarme, ma a preoccupare è la ossessionante ricerca dei dettami tattici che hanno caratterizzato la gestione-Breda. Se bisogna giocare come prima, che senso ha un cambio tecnico? Il passaggio al 3-5-2, per giunta in una gara in casa, rappresenta un pericoloso segnale di timore reverenziale. Reggina a picco e questa sera con Gregucci. VOTO: 4

DAL CANTO: 

Il Padova ottiene una vittoria pesante, sia dal punto di vista delle dimensioni numeriche, che dal punto di vista della classifica. La crisi, stasera, è lontana. Ma non tutto è rose e fiori peri biancoscudati, che hanno approfittato delle colpe altrui e non sempre hanno tenuto un atteggiamento da Grande.

Dal Canto lascia fuori Cutolo e Lazarevic, lasciando la platea a Dramè e Hellenius, poco impiegati in questa stagione. Non c'è una vera e propria prima punta, visto che l'esterno d'origine francese, agisce dalla trequarti in giù, spostandosi anche verso l'esterno. Hellenius e Ruopolo girano larghi, ma creano grossi grattacapi alla difesa amaranto. In difesa, spazio a Trevisan, con Schiavi in panca. 

A fare la differenza è la determinazione, che il Padova acquisisce sin dai primi minuti, quando capisce che la Reggina è poca cosa. Il gol arriva per una papera di Marino, ma i veneti propongono comunque un calcio accettabile e di buona fattura. Il primo tempo si conclude con il raddoppio biancoscudato, seguito dalla magistrale punizione di Nicolas Viola.

Ad inizio ripresa, come lo stesso Dal Canto ha ammesso, la sua squadrasi è presentata troppo contratta, imprecisa, paurosa, come se si aspettasse il gol del pareggio dei padroni di casa. Per fortuna di Dal Canto,la Reggina è stata incapace di produrre una qualsivoglia azione pericolosa e al 70esimo, dopo un clamoroso errore di Hellenius, Ruopolo porta a tre le marcature dei veneti. A proposito di Ruopolo, la scelta non può che essere un merito di Dal Canto, che dà fiducia all'attaccante ex Albinoleffe, beccato in settimana dal presidente Cestaro e dai tifosi. Lui lo ripaga con due reti, una di rapina (svarione del portiere Marino) e una da rapace d'area di rigore. 

Il finale è solo passerella e Dal Canto si può godere la dolce medicina del Granillo. VOTO: 6,5