Ghirelli: "Nel tennis siamo campioni del mondo, mentre l'Italia del calcio rischia i Mondiali"

29.01.2026 12:15 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Ghirelli: "Nel tennis siamo campioni del mondo, mentre l'Italia del calcio rischia i Mondiali"
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"L'Italia del calcio non va ai Mondiali, l'Italia del tennis è campione del mondo maschile e femminile. Il calcio in Italia deve uscire dal suo atteggiamento di supponenza". È chiaro l'invito di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro dal 2018 al 2022, vice-presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ospite della puntata speciale di Tennis Talk andata in onda su SuperTennis sul sorpasso in termini di ricavi del tennis sul calcio in Italia. "Gli indicatori erano abbastanza evidenti se si guardava al pubblico giovanile. Il calcio non ha solo un problema economico-finanziario, ma in prospettiva ne ha uno ancora più serio" ha sottolineato Ghirelli.

I giovani, spiega Ghirelli, "hanno un'attenzione di 40 secondi verso l'evento televisivo. Il calcio offre un prodotto di 90 minuti ed oltre, difficilmente comprimibile e in più non ha l'interattività. Quando nel 2010-2011 in Serie C lavorammo sugli highlights, ci prendevano da matti" spiega Ghirelli che allora, da direttore generale della Lega Pro, coinvolse il regista Popi Bonnici nella realizzazione degli highlights del campionato. Il calcio, prosegue, "può rispondere se è capace di innovare altrimenti rischia di diventare un'enclave dei capelli bianchi, in prospettiva. Nel calcio, che pure ha nel centro di Converciano un punto di riferimento, siamo arrivati a mettere in piedi un corso di formazione per i responsabili dei settori giovanili ci siamo arrivati nel 2022 con Albertini responsabile".

L'ex presidente della Lega Pro tocca anche la questione dei contributi alle federazioni sportive. "Fino al 2004 lo sport si auto-finanziava attraverso il Totocalcio, poi si è scelta la via pubblica. Da quel momento è iniziato un problema di autonomia dello sport. Ma io farei più una partita, da parte di tutte le federazioni sportive, sull'impiantistica sportiva e sulla formazione, per avere risorse che vadano in questa direzione". Per quanto riguarda la formazione, l'educazione alla pratica sportiva, conclude Ghirelli, "oggi i genitori fanno praticare uno sport ai ragazzi che spesso dai 12 ai 16 anni lo lasciano. Bisognerebbe che collaborino le diverse discipline sportive, in modo che i ragazzi possano provarne diversi e che a una certa età arrivassero a fare una scelta. Sarebbe una cosa positiva per il Paese. Poi bisognerebbe fare cose concrete sul piano dell'impiantistica. Oggi in Svizzera gli stadi sono a norma. Andate a vedere come sono oggi gli stadi in Turchia, che organizzerà con l'Italia l'Europeo del 2032, o in Ungheria. C'è bisogno di un intervento reale per trasformare gli stadi in infrastrutture per la città, utilizzando un meccanismo che dia risposte anche al tessuto urbano"