TECNICI A CONFRONTO - Serena contro Dionigi

29.09.2012 19:30 di  Giovanni Cimino   vedi letture
TECNICI A CONFRONTO - Serena contro Dionigi
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

SERENA:

Nella partita che doveva segnare la sua riabilitazione, dopo tre ko di fila, riesce nell'intenzione di conquistare i tre punti, ma con una prestazione incolore. Manda in campo dall'inizio Di Gennaro, a supporto di Antenucci e Sansovini. Lascia a riposo Porcari.

Nel primo tempo, la squadra spezzina si affida solo e soltanto all'estro di Di Gennaro, che però è ben controllato dagli amaranto. Tanti i palloni persi dai mediani e notevoli rischi su almeno due contropiedi, che Ceravolo spreca. La difesa tiene bene, ma solo sulle palle alte, perché nello stretto conferma qualche imbarazzo. Guardando i nomi, allora si capisce la delusione per quanto mostrato dallo Spezia quest'oggi.

Da considerare, il gioco esclusivamente di contenimento della Reggina. Ad inizio ripresa, la squadra si ridesta un pò, sino a trovare il gol di Sansovini, con il contributo dell'errore della difesa ospite.

Nel finale, la squadra rischia poco, anche considerato il fatto che la Reggina resta in dieci per il rosso ad Armellino, ma potrebbe subire un rigore che solo Gavillucci non vede. VOTO: 5,5

 

DIONIGI

Scegli il modulo 5-3-2, quello del non gioco, quello di tentare esclusivamente di contenere gli avversari e puntare dritti dritti al pari, o magari sperare in un contropiede e fare il colpaccio. A Spezia, per poco non gli riesce, ma complici gli errori in serie di Ceravolo e quello fatale della difesa su Sansovini, resta ancora al palo, con una classifica che adesso fa davvero paura.

Dunque, inevitabile che la difesa sia maggiormente protetta con l'atteggiamento scelto dal tecnico amaranto, visto che in fase di non possesso, sono ben 8 i difendenti, più l'aiuto di Fischnaller. Ma, in questo modo, il gioco offensivo ne risente. La manovra consta di lanci lunghi o di palle rubate da Barillà o da Ceravolo. Il non gioco è presto bello e pronto. Quanti sono lontani i tempi del 3-4-3 di Taranto, ma anche quelli della gara di Empoli o dei primi dieci minuti a Verona. 

Semplicemente male. Anche quando poi sceglie di mandare in campo Comi a otto dal termine, vale a dire l'unico attaccante con certe caratteristiche, nonostante lo strapotere fisico di Goian e soci per gli ottanta minuti precedenti.

Preoccupa tantissimo, e delude, questo dietrofront sul modulo. Ci sia aspettava veramente qualcosa di più da Dionigi e non un deprecabile ritorno all'antico. VOTO: 4,5