Reggina-Sambiase, Torrisi in sala stampa: "Complimenti al Savoia, dovevamo fare qualcosa in più e non ci siamo riusciti"

03.05.2026 18:45 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Reggina-Sambiase, Torrisi in sala stampa: "Complimenti al Savoia, dovevamo fare qualcosa in più e non ci siamo riusciti"

Alfio Torrisi, tecnico della Reggina, ha parlato in sala stampa dopo il successo casalingo sul Sambiase

"C'è tanto rammarico anche perché c'è la consapevolezza di un campionato assolutamente alla portata. Chi vince ha sempre ragione".

Continua Torrisi: "Dopo otto giornate nessuno si aspettava la Reggina prima il 3 maggio. Il contesto Reggina, sulla carta, non può gareggiare con nessuna,. in serie D deve solo vincere. La  Rreggina doveva stravincere il campionato, tutti in estate pensavamo non ci fosse storia, nonostante gli investimenti stratosferici della Nissa. C'è però da contestualizzare il percorso della squadra da inizio campionato e quello fatto con me. Grazie al grandissimo lavoro dei ragazzi abbiamo rimesso in piedi la stagione e riacceso la speranza, nonostante il caos più totale. Dicevo che si poteva rimontare non perché fossi matto, ma perché c'era la consapevolezza di dimostrare qualcosa d'importante. Abbiamo centrato dieci vittorie di fila, la vittoria era alla portata, non siamo stati bravi e non sono stato bravo in primis io. Dovevo fare più del massimo, ho fatto un buon lavoro, ma non ho fatto un lavoro eccezionale. Vince solo una squadra, complimenti al Savoia, l'ha voluto vincere, ha dimostrato che quando si vuole vincere si vince, ha fatto un campionato lineare, noi siamo qui a leccarci le ferite. Però i ragazzi non posso rimproverare nulla, per il percorso fatto insieme. Chiudiamo con una vittoria, con la migliore media punti del campionato da quando sono qui".

Spiega l'allenatore amaranto: "Era davvero difficile venir fuori dalla situazione in cui si è trovata la Reggina dopo otto giornate, lo ha sottolineato anche Ballarino. Oggi abbiamo sbloccato subito la partita e diventiamo un'altra squadra, si aprono spazi e cambia tutto. A parte il secondo tempo di Lamezia, a questa squadra posso davvero dire poco. Anche contro l'Acireale abbiamo creato quattro-cinque palle gol nitide. A Lamezia è scesa in cmpo una squadra dismessa, scarica, che non aveva alcuna voglia di vincere quella partita. La delusione ci sta, però a differenza del tifoso devo contestualizzare il perché di quanto accaduto. Dovevamo fare qualcosa in più e non l'abbiamo fatta, alcune gare vanno vinte con astuzia e furbizia, quando si vuole vincere qualcosa si deve avere più veleno, oggi facciamo gli applausi di chi ha vinto e ha avuto più fame di noi".

Sulle pressioni: "Quando la tifoseria ha iniziato a tifare ci ha trascinato, l'80% è merito loro. Non esiste la pressione di vincere, è invece la cosa più bella del mondo. Se non ho la pressione di vincere, ho sbagliato lavoro. Tutti vorrebbero avere la pressione di vincere, è un privilegio. Non ce l'hanno tutti, vincono sempre i soliti, sempre i soliti non vincono. Non deve essere un alibi la pressione, fare l'allenatore della Reggina, in uno stadio del genere, è come vivere un sogno. Siamo dei privilegiati a fare questo mestiere. Vivo anche per essere contestato, anche per avere un dibattito con un giornalista. Essere in un'altra squadra con solo uno ad intervistarmi, sarebbe un altro sport. La Reggina è una panchina ambita. Quando devi vincere il campionato, non c'è cosa più bella. Le pressioni si possono compensare con le feste a fine campionato. Nessuno ci ha costretto a fare questo lavoro, la pressione è un incentivo".

Analizza ancora Torrisi: "Non ho trasmesso la giusta intensità mentale in alcune partite. Ho affrontato questo discorso con la squadra e l'ho fatto prima di alcune gare in cui non ci siamo fatti male. Prima di venire a Reggio, ho visto solo Reggina-Nissa, quando sono stato chiamato in panchina mi sono rivisto le altre gare. Dopo la vittoria di  Caltanissetta ho percepito che la squadra stava perdendo un pelo che ci ha portato a mettere ferocia, determinazione, quello spirito che ci portava a subire solo uno-due tiri a partita. Non mi è sfuggito questo aspetto, ma non sono stato bravo ad invertire la rotta. A Lamezia ho visto la Reggina delle prime otto partite, ma non dal punto di vista tattico ma dell'atteggiamento. Era una squadra che scendeva in campo con la presunzione di poter battere chiunque. Vincendo la partita di Caltanissetta abbiamo tutti pensato di aver vinto il campionato, in  automatico ci siamo rilassati. Con un'aggravante, che avevamo fatto un filotto di successi. Contro la Gelbison già non eravamo quelli del periodo positivo, poi la batosta di Lamezia ci ha fatto perdere certezze ed è subentrata la paura. Tra Messina e Lamezia abbiamo preso un solo punto e oggi la stiamo pagando. La responsabilità di tutto ciò è mia e non dei ragazzi, i ragazzi trasferiscono in campo ciò che viene trasmesso dall'allenatore: dovevo fare qualcosa di più".

Sui playoff: "E' un vantaggio affrontare il Palermo, ricordiamoci quella sconfitta dell'andata. Siamo passati due volte avanti e siamo riusciti a perdere, è stato il punto più basso, eravamo a -13 dalla prima. Ricordo la contest6azione, qualcuno mi ha chiesto se volessi dimettermi, si parlava di dover evitare i playout. Affrontare l'Athletic Palermo al Granillo mi dà uno stimolo immenso per quanto accaduto all'andata, deve farci uscire il veleno per riscattare quanto accaduto".

Sul futuro: "Io ho un rapporto con il patron che è spettacolare, al di sopra dei ruoli. Ho ringraziato lui dell'occasione avuta, della fiducia che mi ha dato. Ballarino è una grande persona, umile, aperta al dialogo, che non si intromette nell'aspetto tattico. Dovessimo restare insieme ci sarà un tavolo di confronto, quando mi ha chiamato la Reggina non ci ho pensato un secondo. Se dovesse esserci un futuro con mke alla Reggina c'è solo una strada maesta: quella di stravincere, non di partecipare. Dobbiamo creare qualcosa che non può creare dubbi, qualcosa di diverso per cancellare i campionati passati. Intanto pensiamo al Palermo, poi vedremo".