REGGINA: IL PRONUCIAMENTO DEL TFN NON È COSÌ COME DESCRITTO, FACCIAMO CHIAREZZA
La vigilia dell’ultimo turno di campionato è stata decisamente “ravvivata” dalla pronuncia del Tribunale federale sul ricorso cautelare presentato dalla Reggina non più di 48 ore fa, in cui si chiedeva il blocco del torneo sulla base delle ormai note vicende contestate all’ACR Messina, attraverso la notizia diffusa da un sito d’oltrestretto tramite un sunto formulato in maniera tale da far trarre conclusioni decisamente errate su molti aspetti del provvedimento.
Secondo i colleghi il TFN, oltre a dichiarare inammissibile il ricorso per vizi formali legati soprattutto ad una serie di mancate notifiche dello stesso a diversi controinteressati, avrebbe persino espresso preliminarmente un giudizio di merito sulla questione, circostanza che da subito ci era apparsa assolutamente irrituale ed immotivata, dato che il rigetto era stato, come detto, adottato per motivi esclusivamente procedurali, e di fatto avrebbe reso inutile la successiva udienza, quella sì di merito, fissata dallo stesso decreto monocratico per il 12 maggio.
Infatti, dalla lettura del provvedimento si può evincere chiaramente come le conclusioni a cui qualcuno è frettolosamente giunto siano del tutto errate nella sostanza: la circostanza secondo cui, riportiamo testualmente, “trasferendo il titolo sportivo e il tesseramento dei giocatori alla nuova società, la Federazione ha riconosciuto la validità e l’efficacia dell’iscrizione del luglio 2025 e dei tesseramenti” non riguarda il merito del procedimento in oggetto, ma costituisce la motivazione per cui la Reggina avrebbe dovuto, tra gli altri, notificare il ricorso anche alla stessa Figc, che a causa di tale comportamento deve essere considerata controinteressata alla vicenda.
Non di meno, non si può negare che il mancato accoglimento della richiesta cautelare, e quindi il fatto che presumibilmente si disputeranno i play off nelle date già stabilite, seppur non sia stato neppure considerato il fumus boni iuris, costituisca comunque una cattiva notizia per le speranze degli amaranto, i cui legali probabilmente avrebbero potuto prestare maggiore attenzione a tutti gli aspetti procedurali richiesti: tuttavia, è altrettanto innegabile che la partita, seppur difficile, sia ancora aperta, con le parti che avranno la possibilità, una volta integrato il contraddittorio come richiesto dal giudice sportivo, di far valere le proprie ragioni nelle sedi deputate.
Non va inoltre dimenticato come, parallelamente al ricorso reggino, vi siano anche quelli di Acireale e Sancataldese, sulle cui richieste cautelari probabilmente il TFN non si è ancora pronunciato, così come prosegue, silenzioso, il lavoro investigativo della Procura federale, investita dagli esposti delle stesse società, chiamata a verificare la presenza e la gravità delle accuse mosse al sodalizio peloritano; in attesa poi di scoprire se e quando dovessero giungere i deferimenti relativi al filone partite truccate, per un finale di stagione ancora tutto da scrivere.
Doverosa precisazione finale: continuiamo a cercare, con la massima attenzione ed onestà, di descrivere le varie situazioni ed i relativi possibili sviluppi, senza avventurarci in previsioni siano esse ottimistiche o meno, nella convinzione, dettata dall’esperienza non certo positiva vissuta alle nostra latitudini, di un modus operandi decisamente corporativo che caratterizza tutte le componenti federali, dai vertici sino agli organi inquirenti e decisori, ma anche con l’auspicio che magari, ogni tanto, la regolarità dei tornei possa trionfare su altri aspetti molto meno nobili.
Nel frattempo, ci sarebbe anche una gara da vincere…
