LE PAGELLE DEI TECNICI - Torrente sorpreso in negativo da Gregucci

11.03.2012 17:40 di  Danilo Mancuso   vedi letture
LE PAGELLE DEI TECNICI - Torrente sorpreso in negativo da Gregucci
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Vincenzo TORRENTE

Propone un 4-3-3 con il tridente formato da Stoian, Kutuzov e Galano. Il primo si accende a sprazzi, inizia bene e poi sparisce, colpendo nel finale. Come d’altronde il Bari, che va a corrente alternata, ma punge proprio quando la Reggina meno se lo aspetta. A centrocampo ci sono discreti palleggiatori come De Falco, Romizi e Bogliacino, ma la squadra pugliese solo a tratti tiene in mano il match.  Il risultato più giusto probabilmente sarebbe stato il pareggio, e nel complesso i galletti confermano le proprie difficoltà nelle gare casalinghe, ma strappano comunque tre punti d’oro. All’ex tecnico del Gubbio va riconosciuta l’abilità di tenere alto il morale della squadra pugliese nonostante le difficoltà extra-calcistiche (con tanto di 4 punti di penalizzazione, senza i quali sarebbe a tre lunghezze dalla zona playoff). VOTO 6

Angelo GREGUCCI

Insiste col 5-3-2 e alla fine non viene ripagato. Per la precisione, insiste col 5-3-1-1, visto che Alessio Viola e Ragusa a turno arretravano per fare da collante tra i reparti, lasciando un solo riferimento offensivo davanti. E considerato che né Viola né Ragusa sono prime punte, vale la considerazione fatta da Torrente nel post gara: «Non mi aspettavo che giocassero con una punta soltanto: per noi è stato un vantaggio».

A prescindere dalle punte in campo, comunque, i problemi di questa squadra sono altri, meno contingenti. Nell’undici schierato oggi in campo (così come nelle scorse giornate), chi poteva accendere la luce? Chi aveva le capacità tecniche tali per dare fantasia, geometrie, qualità al centrocampo, o per creare superiorità numerica? Nessuno. Ci ha provato Alessio Viola a dare brio agli amaranto, ma non è bastato. Certo, le colpe delle carenze tecniche dell’organico non possono essere attribuite a Gregucci. Così come diventa parziale la responsabilità di aver schierato un centrocampo formato dai gregari Armellino, De Rose e Barillà (visto che anche Nicolas Viola non era al meglio). Scelta che, altrimenti, sarebbe stata masochistica. Anche se tenere in panchina Castiglia è una scelta opinabile (come tutte, del resto). Manca inoltre la spinta a destra (con D’Alessandro da rivedere), mentre in difesa continuano le cappellate. L’assenza di Bonazzoli, unico uomo di carisma ed esperienza presente in organico, pesa come un macigno.

Per riassumere al massimo il concetto: i limiti della squadra sono ormai evidenti; ma nemmeno il manico ha dato un quid in più. E i playoff si allontanano. VOTO 5