LE PAGELLE DEI TECNICI/ Gregucci regala adrenalina, Carboni si sveglia troppo tardi
GREGUCCI
Iniziamo dagli aspetti positivi. Le scelte iniziali, effettuate nel segno della continuità, gli regalano il secondo successo della sua gestione. Conferma gli stessi undici che hanno superato il Gubbio, conferma anche il 3-5-2 (che diventa quasi sempre 5-3-2 in fase di non possesso), dando ad ognuno mansioni precise. Segno di come il tecnico di San Giorgio Ionico abbia trovato una certa quadratura e un certo equilibrio, e questo è importante in ottica futura. Il trio difensivo si sta collaudando, in mediana ci sono riferimenti precisi: Nicolas Viola fa il regista davanti alla difesa, alla sua destra c’è Rizzo, con compiti di mediano incontrista, mentre alla sua sinistra viene riposta fiducia in Barillà, l’incursore voluto da Gregucci. È il mancino di Catona il centrocampista deputato a sganciarsi per dare manforte alla fase offensiva. L’intuizione più felice, comunque, è l’adattamento di Ragusa come esterno destro: l’attaccante ex Salernitana, tra i migliori già col Gubbio, conferma di poter interpretare questo ruolo, risultando decisivo anche oggi. E la Reggina ritrova la via della rete con una certa regolarità.
La prestazione è positiva fino al 74’, quando Tavano accorcia le distanze con una prodezza balistica. Fino a quel momento, una sola squadra in campo: la Reggina, che dopo il vantaggio iniziale, ha gestito agevolmente il match, con Zandrini spettatore non pagante. Se ci è consentito un confronto, oggi abbiamo per larghi tratti abbiamo visto una Reggina “brediana”, nella connotazione positiva del termine. Una squadra, cioè, che ha provato a pungere di rimessa, attaccando con pochi uomini (l’esterno di turno, gli attaccanti più gli inserimenti di Barillà). L’azione che ha portato al rigore ne è un esempio. Nel finale, però, la squadra va in apnea, e permette all’Empoli di riaprire un match che sembrava abbondantemente chiuso. Sicuramente c’è un problema di condizione atletica, ma tante ingenuità si potevano risparmiare.
Un ultimo appunto va necessariamente fatto riguardo i cambi. Giusto, obbligato e anche vincente quello di Ceravolo per l’infortunato Campagnacci. Sugli altri due abbiamo invece qualche perplessità, ma prendiamo atto delle motivazioni date da Gregucci in sala stampa (clicca QUI). Se Ragusa non fosse in debito di ossigeno, sostituirlo con Colombo sarebbe stato un errore, perché l’ex granata era stato fino a quel momento probabilmente il migliore, e la sua uscita ha costretto la squadra ad abbassarsi. Altresì, richiamare in panchina un giocatore come Bonazzoli, capace di tenere tanti palloni, per inserire un attaccante leggero come Alessio Viola, è una mossa controproducente. Sappiamo però che il capitano amaranto si è allenato a parte fino a mercoledì e dunque non era al meglio. VOTO 6
CARBONI
Non pervenuto. Ecco la definizione migliore per il suo Empoli, per tre quarti del match. Carboni inizia con un 4-3-3 mascherato, proponendo una difesa lenta composta dalla coppia Stovini-Ficagna, un centrocampo che dovrebbe essere ispirato dal trequartista uruguaiano Brugman (oggi nelle vesti di playmaker), e un attacco con Maccarone e Tavano, più Buscè, “pendolino” tra centrocampo e attacco. Il duo Tavano-Maccarone inverte spesso le posizioni, ma sul taccuino del cronista, nemmeno una mezza occasione da gol. È un Empoli compassato, che non punge e che si sgretola facilmente dietro.
A inizio ripresa, Carboni inserisce Dumitru al posto di Zè Eduardo, passando a un 4-4-2 offensivo. Il suo Empoli però continua sulla falsa riga del primo tempo, e prende altre due sberle dalla Reggina. Dopo che Tavano accorcia le distanze, il tecnico empolese ci crede e sfodera il potenziale offensivo, inserendo Mchedlidze e Lazzari rispettivamente al posto di un pachidermico Maccarone e di Vinci. Buscè arretra sulla linea difensiva e l’Empoli si ridisegna col 4-2-3-1. Le mosse pagano, anche perché la Reggina è in sofferenza atletica. Il neo entrato Mchedlidze confeziona l’assist per Dumitru, che sigla il 3-2. I toscani però non completano una rimonta che sarebbe clamorosa. Sicuramente l’Empoli si è svegliato troppo tardi. Anche contro il Crotone i toscani si sono resi protagonisti di un grande finale. Ma regalare tre quarti del match agli avversari è indice di eccessiva “generosità”. Un altruismo che potrebbe costare caro a Carboni. Bocche cucite nel post gara, la panchina dell’ex tecnico del Frosinone è tutt’altro che salda. VOTO 5
