CRONACA E COMMENTO/ La Reggina non trova il gol al "Menti"
Si torna in campo dopo la sosta natalizia, con tanti buoni propositi per l’anno nuovo, con il mercato che già fa intravedere i primi botti (in uscita), ma con poche sostanziali novità sul piano del gioco. La Reggina, nell’ultima gara del girone di andata, non va oltre il pari a reti bianche in casa del Vicenza. Un risultato che in ultima istanza rende giustizia a un match equilibrato e dai ritmi abbastanza blandi, anche se nella ripresa gli amaranto hanno avuto qualche buona chance per sbloccare la gara. Un pari che va a corroborare le statistiche negative per la squadra di Breda: si tratta infatti del quarto punto in sei gare. Il ritmo si è fatto dunque davvero lento, e la classifica lo testimonia, perché anche il sesto posto non è più una certezza: intanto il Varese ha agganciato gli amaranto, ma anche le altre dietro (oltre a quelle davanti) non stanno a guardare.
SENZA MISSILE – Nella prima gara senza Missiroli (ceduto al Sassuolo), Breda propone un 3-5-2 puro, con Rizzo vertice basso della mediana, Castiglia e Nicolas Viola mezz’ali. Cosenza la spunta su Adejo in retroguardia, Emerson e A.Marino completano il trio difensivo, davanti al portiere P.Marino. D’Alessandro e Rizzato agiscono da esterni, mentre la coppia d’attacco è costituita da Campagnacci e Bonazzoli. Sorprende la scelta di mandare in tribuna Ceravolo (Breda dirà che si tratta di una scelta tecnica, e col mercato aperto questo rappresenta un campanello d’allarme), mentre in panchina c’è Montiel.
Cagni presenta invece un centrocampo dinamico, con Bariti, Rigoni e Soligo, più il jolly offensivo Misuraca, ad ispirare le punte Abbruscato e Paolucci.
La prima situazione pericolosa si viene a creare dopo cinque minuti dal fischio d’inizio: Cosenza respinge male un tentativo di assist di Abbruscato, la palla arriva a Bariti che da buona posizione mette in mezzo, ma A.Marino anticipa tutti e favorisce l’uscita dell’omonimo portiere.
Il Vicenza tiene in mano il gioco per circa venti minuti. La Reggina insidia i padroni di casa al 16’: su cross di Rizzato, Bonazzoli tenta un difficile colpo di tacco al volo, colpendo male. Il Vicenza cala d’intensità e la Reggina inizia ad alzare il suo baricentro. Al 22’ l’occasione più nitida del primo tempo: Castiglia che vince un rimpallo e, da fuori area, tenta la conclusione al volo, di poco alla destra di Frison. Replica il Vicenza sei minuti dopo: il cross di Bariti dalla sinistra taglia tutta l’area, trovando Tonucci che, all’altezza del secondo palo, buca la deviazione. Al 33’ Bonazzoli cerca la gloria da posizione defilata con un potente destro al volo, senza trovarla. A pochi secondi dal rientro negli spogliatoi, Viola sfiora la deviazione di testa sotto porta in tuffo, su punizione di Emerson. Amaranto meglio nella seconda fase di un primo tempo equilibrato e privo di grossi sussulti.
RIPRESA PIU’ AMARANTO – A inizio ripresa Cagni inserisce Maiorino al posto di un abulico Paolucci. La Reggina fa vedere qualcosa in più nella seconda frazione di gioco, almeno sul piano delle occasioni, mentre il Vicenza si limita a uno sterile possesso palla. La chance più ghiotta per gli amaranto arriva al 53’: lancio al bacio di Viola, Campagncci aggancia in area e col destro prova a metterla sul secondo palo, la palla esce di un soffio. Quattro minuti dopo, Frison mette in corner un velenoso rasoterra di Rizzo dalla distanza. Breda richiama in panchina uno stanco Castiglia inserendo De Rose. Al 66’, un tiro-cross di Emerson su punizione sorprende Frison, la palla esce di un soffio. I ritmi comunque rimangono blandi, Breda si gioca la carta Ragusa, che al 74’ entra al posto di Campagnacci, e quattro minuti dopo serve con una sponda Viola, il cui tiro di prima intenzione non inquadra lo specchio. Lo stesso Viola viene sostituito da Montiel, che nel finale ci prova con un destro dalla distanza, senza creare grossi problemi all’estremo difensore biancorosso. La Reggina non capitalizza dunque le poche fiammate della ripresa e rinvia l’appuntamento con la vittoria, che manca da sei giornate.
