COMMENTO/ Poche idee, tanti errori: la Reggina affonda a Castellammare

18.02.2012 22:00 di  Simone Vazzana   vedi letture
COMMENTO/ Poche idee, tanti errori: la Reggina affonda a Castellammare
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© foto di Federico De Luca

Troppo brutta per essere vera. La Reggina vista a Castellammare si dimostra impalpabile in ogni reparto, con Zandrini che risulta essere il migliore in campo per gli amaranto nonostante la sconfitta. Passo indietro sotto tanti, troppi punti di vista: a cominciare dalla difesa, dove la nota lieta del portiere non basta a mascherare i problemi di una difesa ridisegnata (quasi) ex novo nel calciomercato. Non è giusto gettare la croce sui singoli, ma se la squadra manca di qualità in mezzo al campo e commette troppi errori in difesa, si potrebbe pensare a soluzioni diverse. 

Il centrocampo, appunto. Gregucci cambia l'assetto, cercando di bilanciare numericamente la presenza dei giocatori amaranto sugli esterni rispetto a quelli gialloblù: davanti a Rizzato e Ragusa, rispettivamente Ceravolo e Melara. Nelle idee, un 5-4-1 che, in fase offensiva, si trasformi in 3-4-3. Zito però schiaccia sia Ragusa che Melara, e il 3-4-3 non si vede praticamente mai per 90'. Così, il lancio lungo dalla difesa a cercare Bonazzoli trova sì la spizzata del centravanti di Asola, che però non viene raccolta dagli esterni di attacco. O presunto tale, visto che sono agiscono sulla linea dei centrocampisti.

Giropalla scadente, con Rizzo che, se impegnato nella fase di costruzione piuttosto che in quella del pressing, dimostra tutti i suoi limiti tecnici. Nicolas Viola, pur avendo discreta libertà, con la palla al piede non cambia ritmo. Anche perché c'è grande staticità da parte di tutti. 

La sconfitta è meritata e la trasferta di Pescara, in caso di risultato negativo, rischia di gettare squadra e tifosi nello sconforto. Anche perché tutti gli scontri diretti con le big, la Reggina ce li avrà fuori casa.

 

FALSA PARTENZA - Parte decisamente meglio la Juve Stabia, che gioca corta e aggressiva. La fascia sinistra è tutta di Zito, che schiaccia Ragusa sulla linea di difesa e impegna anche a un lavoro di copertura l'esordiente Melara. Nelle intenzioni ala destra, nella pratica quarto di centrocampo in un modulo che da 5-4-1 non evolve in 3-4-3. Ceravolo e l'ex Spal sono poco innescati dai due centrocampisti, con Viola che non entra nel vivo fino al 40' e Rizzo troppo impreciso per avviare qualche azione. Le (poche) verticalizzazioni arrivano da Emerson o da Angella. Gli amaranto si rendono pericolosi solo su un paio di calci piazzati nella prima mezzora, con la Juve Stabia che cresce e spaventa a ogni attacco gli amaranto. Freddi rimedia un giallo dopo 12' (il solito Zito) e subito dopo Zandrini riesce ad evitare quello che sarebbe uno sfortunato autogol di Bonazzoli, su punizione di Scozzarella. Dopo lo scampato pericolo, la Reggina prova a scuotersi andando alla ricerca degli esterni, coinvolgendo maggiormente Rizzato. Quando la palla arriva a Bonazzoli, però, le sue spizzate non sono raccolte da Ceravolo e Melara, di fatto lontanissimi dalla punta centrale. L'appoggio dei centrocampisti latita e la Juve Stabia colpisce. Al 26', Mezavilla porta in vantaggio le Vespe sugli sviluppi di un calcio piazzato, tenuto in gioco da Emerson e Angella. La Reggina prova a riorganizzarsi, ma si rende pericolosa solo al 44', con un tiro di Nicolas Viola dai 30 metri, respinto da Seculin.

STATICITA' - Melara rimane negli spogliatoi, con il subentrato D'Alessandro a fare il quinto di destra, permettendo così a Ragusa di alzare il suo raggio di azione. Gli ospiti sembrano più spigliati nei primissimi minuti, ma la prima occasione è ancora una volta gialloblù: Baldanzeddu calcia dalla distanza, Zandrini si distende e respinge sulla sua destra. E' il preludio al raddoppio: errore di Emerson con la squadra che sale, contropiede condotto da Zito che serve in area Sau. Per l'ex Foggia è un gioco da ragazzi, a tu per tu con Zandrini e con tutta la porta davanti, mettere la sfera sotto la traversa. Reggina pericolosa solo su calcio piazzato: al 58' segna Ceravolo, in fuorigioco sugli sviluppi di un angolo. Gol annullato giustamente. La rete stabiese, però, si gonfia al 67', quando è Freddi, al suo secondo centro amaranto, a staccare sulla punizione di Nicolas Viola. Gregucci, poco prima, richiama Rizzo e inserisce De Rose, per dare un po' più di verve in mezzo al campo. Ma in quel settore è sempre la formazione campana a fare la voce grossa. E un minuto dopo il gol di Freddi, la Juve Stabia spreca l'occasionissima con Danilevicius prima e Mezavilla poi (bravo Zandrini sulla deviazione di quest'ultimo, sempre sugli sviluppi di un corner). La Juve Stabia continua a far paura in contropiede, con Raimondi che si mangia il tris. Sembra un segno: la Reggina torna a crederci e a collezionare una serie di piazzati che spaventano il pubblico del "Menti". Al 75' ci prova Angella, chiamando al colpo di reni Seculin. Poco dopo, Barillà, entrato al posto di un abulico Ceravolo, è chiuso da Baldanzeddu in angolo. Le Vespe volano in contropiede e gettano al vento il terzo gol con Falcinelli, chiuso da Zandrini, e con Zito, che cerca la giocata di tacco su assist di Raimondi: D'Alessandro salva sulla linea. Nei 3' di recupero il risultato non cambia. Sconfitta meritata. Pescara diventa, forse, il crocevia della stagione.