REGGINA/ Alla scoperta del 4-2-3-1
La Reggina potrebbe affrontare la Sampdoria con un volto nuovo. Tutti gli allenamenti sono incentrati sulla sperimentazione del 4-2-3-1, modulo visto nel secondo tempo a Verona. Tale abito calza bene ad una squadra dal DNA offensivo, e che fin qui non ha trovato il modo per schierare contemporaneamente le proprie bocche di fuoco, dal primo minuto. Se dalla cintola in su la qualità abbonda, bisogna capire come ci si può impostare dietro. Proviamo a stilare una sorta di “manuale d’uso”.
DIFESA – Passando alla linea con quattro uomini, e non più a cinque, bisogna stare attenti ad azzeccare la posizione di Adejo. Quando è stato schierato sulla fascia, contro Modena e Grosseto ad inizio stagione, ha fatto chiaramente capire che il ruolo non gli appartiene. Ormai il nigeriano è da considerare solo come difensore centrale. La sua velocità va abbinata ad un compagno di reparto alto e dal fisico possente. Meglio bilanciare anche la coppia di esterni, schierando un marcatore da un lato ed un fluidificante dall’altro. Contro la Sampdoria, vista la presenza del dribblomane Pasqualino Foggia, potrebbe essere opportuno proteggere di più il nostro lato sinistro.
MEDIANI – Uno dei due deve assumere le funzioni del regista, e per fortuna ce l’abbiamo. Nicolas Viola è inamovibile in questo schema, e finalmente può contare su quattro opzioni di passaggio in avanti. Chi gli starà accanto sa di dover correre tantissimo, specie se si prende ad esempio il secondo tempo di Verona, quando la Reggina si è difesa solo con difesa e mediani. Non mancano neanche i podisti. Sabato non ci sarà Rizzo per squalifica, si giocheranno una maglia i due cosentini Castiglia e De Rose. Il primo sembra più in salute.
MEZZEPUNTE – C’è poco da inventarsi, sulle fasce. Nel senso che tale modulo è perfetto per Ragusa e Ceravolo, quindi non avrebbe senso prendere altre ipotesi in alternativa. Anche per il ruolo di mezzapunta centrale, non devono esserci dubbi sull’utilizzo di Missiroli. Si tratta però di una posizione importante per l’equilibrio della squadra, quindi si può ricorrere a gara in corso a giocatori con caratteristiche diverse. Ad esempio, Barillà è l’ideale quando c’è da difendere il risultato, per dar man forte ai mediani; mentre Sarno può spezzare la partita con gli avversari stanchi, sfruttando il baricentro basso.
PUNTA – Fondamentale ricorrere ad un centravanti bravo sia a finalizzare che ad aprire spazi, come Emiliano Bonazzoli. In questo tipo di gioco, l’unica alternativa come centravanti in organico potrebbe essere Campagnacci, che magari può dare meno punti di riferimento. Ovviamente non c’è dubbio su chi debba essere il titolare, ma l’ex attaccante del Giulianova rischia di essere penalizzato da questo modulo, assieme ad Alessio Viola, perché sugli esterni non ha la stessa naturalezza nel puntare l’uomo rispetto a Ragusa e Ceravolo.
