Santopadre (patron Perugia): "Resta della mia idea di aspettare prima di ripartire. Più imprenditori in FIGC"

15.05.2020 11:35 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Santopadre (patron Perugia): "Resta della mia idea di aspettare prima di ripartire. Più imprenditori in FIGC"
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© foto di Federico Gaetano

Il patron del Perugia, Massimiliano Santopadre, intervenuto a Gazzetta dello Sport, ha parlato della situazione della serie B, che attende lumi dalla A, e del futuro del sistema calcio, tra crisi e incertezze:

"Come serie B, abbiamo chiesto tre mesi per ricominciare e finire la stagione e questa linea l’ho votata anche io, ma resto della mia idea. Sarebbe meglio aspettare. Comunque tutti sappiano che ripartiamo soltanto per una questione economica. Io sono stato colpito duramente due volte, al cuore e alla mente. Avevo il morale a terra e vedevo tutto buio, ho l’azienda in ginocchio e non vedo soluzioni convincenti".

Santopadre ha una sua idea sulla linea di governance che deve prendere le decisioni in seno alla Federazione e nelle Leghe: "Continuo a sentir parlare di task force, ma il problema è che al Governo e nel Consiglio federale non ci sono imprenditori, ma solo dipendenti. Dovremmo essere chiamati anche noi a decidere: in Figc ci devono essere tre proprietari, non è giusto che chi immette liquidità non possa partecipare alle discussioni. Ci sono calciatori, allenatori, arbitri e non noi. Non abbiamo ancora capito quali aiuti avremo, non abbiamo ancora un protocollo per ripartire, ma sappiamo solo che al momento dobbiamo usare quello per la A e che abbiamo costi per 400mila euro. E se poi non si riparte più? Il problema sarà come ripartire nella prossima, nel calcio e nella moda. Ora il calcio è in ginocchio, una ripartenza forzata rischia di danneggiare i club con risultati negativi e con il rischio infortuni per i giocatori, facendoci ritrovare a terra".

Continua il patron degli umbri, che è proprietario di una nota sigla di abbigliamento: "Con una rivisitazione della parte economica, con i proprietari al centro del progetto e non come ultimi ingranaggi del sistema. Perché chi ha guadagnato tanti soldi nel calcio non si compra un club? Noi presidenti non possiamo essere solo delle mucche da mungere, semmai dobbiamo anche noi partecipare alla discussione su quali mucche mungere. In Lega B anni fa non era così, adesso partecipano più proprietari e nel direttivo ne abbiamo 6: ogni cosa viene pensata nella logica migliore e con la spending review i risultati si vedono".