Abodi: "Il sistema calcio italiano è fermo alle solite rimostranze, dal 2006 non è cambiato nulla"

17.04.2026 11:00 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Abodi: "Il sistema calcio italiano è fermo alle solite rimostranze, dal 2006 non è cambiato nulla"
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Andrea Abodi, ministro dello sport, intervenuto alla kermesse Il Foglio Sportivo, ha fatto il punto sulla situazione del sistema calcio italiano:

"Siamo rimasti dove eravamo, a sentire sempre le stesse rimostranze del mondo del calcio. Il resto dello sport invece si è evoluto, si è posto delle domande, ha diversificato le strategie, ha seminato e ora sta raccogliendo i frutti. Ormai parlare di discipline minori è sotto-cultura. Sono infastidito dalla cantilena su sport e politica, nessuno vuole occupare lo sport. I rigori sbagliati non sono la ragione per cui non si va ai Mondiali, lo è il non essere riusciti a dare un senso a un 98,7% di consensi. Il sistema non ha fatto passi avanti".

Sul post-Gravina dice: "Non c'è nessuno senza responsabilità, ma di fronte a una sconfitta ognuno dovrebbe pensare alle proprie. Non si riesce mai a mettere d'accordo tutte le componenti, bisogna preservare l'equilibrio tra chi compete con l'Europa e con il mondo e chi in basso vuole salvaguardare la funzione sociale, educativa e culturale del calcio. Gravina è stato un emblema, ma non si può pensare che non siamo andati ai Mondiali a causa sua. Mettiamoci attorno a un tavolo, troviamo soluzioni. Non serve un presidente, forse nemmeno un programma, ma un assetto che permetta di agire e cambiare".

Sottolinea ancora Abodi: "Non esistono ricette magiche. Non si può vivere nell'attesa eterna del campione. Il tennis lo ha, ma ha anche altri campioni del mondo al maschile e al femminile, è convincente nelle graduatorie, produce giovani di continuo, crescono i tornei e gli impianti".

Sul commissariamento della FIGC dice: "In realtà non voglio forzare la mano. Sono sempre stato per la via ordinaria e il dialogo. Qui però sono 17 anni che ci confrontiamo e non voglio restare passivo. Mancano 14 mesi alla fine del mio mandato e devo trovare soluzioni a problemi che ci si trascina dal 2010, se non prima. Ovunque vada, la gente mi chiede del calcio come prima cosa",