La Repubblica: "Accordo di massima Lazio-Soprintendenza: Flaminio da 48mila spettatori"
Passi avanti per il progetto della Lazio relativo alla riqualificazione dello stadio Flaminio. Il club biancoceleste e la Soprintendenza avrebbero raggiunto un accordo di massima sulle caratteristiche del futuro impianto, superando almeno in parte le divergenze che avevano rallentato l’iter nelle ultime settimane. La nuova soluzione progettuale prevede una capienza di circa 48mila spettatori, con alcuni interventi necessari per rispettare i vincoli architettonici e paesaggistici dell’area: a riportarlo l’edizione romana de La Repubblica.
Il passo avanti è arrivato in seguito a un incontro tra la Lazio e la Soprintendenza, al quale ha partecipato anche il presidente Claudio Lotito. Il confronto, andato in scena giovedì 29 ottobre, avrebbe avuto un esito positivo, aprendo la strada alla presentazione di una nuova versione del progetto da sottoporre successivamente al Campidoglio.
La soluzione individuata ruoterebbe intorno ai 48mila posti, anche se la capienza definitiva resta da stabilire. Secondo le ultime ricostruzioni, la Lazio non vorrebbe scendere sotto quota 45mila spettatori, una soglia considerata importante anche per la sostenibilità economica dell’investimento.
Il progetto dovrà inoltre rispettare le altre prescrizioni emerse durante la Conferenza dei Servizi preliminare, tra cui la conservazione della pensilina della tribuna centrale e la tutela della visibilità delle strutture storiche dello stadio. Il prossimo passaggio sarà la consegna delle integrazioni richieste dalla Soprintendenza, attesa entro la prossima settimana. L’obiettivo sarebbe quello di mettere a disposizione degli uffici capitolini una versione aggiornata e sostanzialmente definitiva della documentazione entro la metà di novembre. A quel punto toccherà alla Giunta e all’Assemblea Capitolina pronunciarsi sul riconoscimento del pubblico interesse dell’intervento. Proprio su questo fronte, tuttavia, il voto potrebbe slittare all’inizio del 2027, rispetto all’ipotesi iniziale di arrivare a una decisione entro la fine dell’anno. Il riconoscimento del pubblico interesse rappresenta un passaggio fondamentale, ma non costituisce ancora l’autorizzazione definitiva a realizzare l’opera. Successivamente dovranno essere affrontate le ulteriori fasi progettuali e autorizzative, compresa la Conferenza dei Servizi decisoria.
