Il Fatto Quotidiano: "Il calcio italiano, la casa dei traditori: perché allenatori e calciatori si sono schierati con Galliani"
"Il calcio italiano, la casa dei traditori: perché allenatori e calciatori si sono schierati con Galliani", si legge su Il Fatto Quotidiano in merito alla svelta di AIC e AIAC di appoggiare Adriano Galliani alla presidenza della FIGC
"...In pratica, i sindacati sostengono un personaggio che rappresenta in toto la categoria dei padroni – anche se, nel caso specifico di Adriano Galliani, era un padrone al guinzaglio di Silvio Berlusconi – e che, non solo come prenipotenziario nel Milan, ma soprattutto come ex presidente della Lega, non può non essere considerato uno dei principali responsabili della crisi del calcio italiano. Ma poi, soprattutto, perché questo tradimento nei confronti di Malagò, dopo l’endorsement di qualche mese fa?
C’è del marcio in Danimarca, ma anche nel pallone made in Italy non si scherza. Nel corso degli anni, si sono formati, al suo interno, autentici centri di potere. I cosiddetti orticelli, dove, oltre a incarichi, poltrone e visibilità, si è sviluppata un’intensa attività commerciale. Per esempio, corsi di varia natura. In alcuni casi, anche protocolli con altre categorie, come quello Aic-Adise (Associazione Direttori Sportivi e Segretari) “per individuare forme di condivisione e/o scambio di servizi da proporre ai rispettivi associati. Nello specifico, Adise coinvolgerà Aic nell’organizzazione dei corsi abilitati alla figura professionale del direttore sportivo, promossi d’intesa con la Figc. Allo stesso modo, Aic coinvolgerà Adise nell’organizzazione dei corsi specializzati riservati agli ex calciatori”. Il documento fu siglato nel giugno 2021, presidente federale Gabriele Gravina, nel bel mezzo dell’europeo vinto dall’Italia di Roberto Mancini", si legge.
Continua Il Fatto: "Si è imposta, negli ultimi decenni, una visione del calcio tutta teoria e zero pratica. Migliaia di allenatori, in particolare nei settori giovanili, sono cresciuti a pane e faldoni: libri voluminosi per spiegare l’essenza del football tra linee e traiettorie, geometria e fisica. Tutto bello, ma a calcio si gioca con un pallone tra i piedi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la decadenza tecnica, al netto dell’invasione a mani basse degli stranieri anche nei vivai, parte da lì. Nei suoi primi interventi, Malagò, e chi per lui, ha cercato di scardinare lo status quo. Obiettivo: riportare il calcio al centro del villaggio, ripartendo dalle basi, cioè dalla tecnica. L’intervento ha dato fastidio. L’attivismo di Malagò, al contrario di chi afferma che in questo quattro mesi c’è stato immobilismo, rischia infatti di spezzare la catena di potere che si è formata nel corso degli anni, tra corsi, protocolli, linee guida fondate sulla teoria e un sistema di controllo comico. In un sistema serio, si fanno visite a sorpresa, ma nel nostro calcio funziona più o meno così: “La prossima settimana verranno alcuni ispettori a vedere se il programma di lavoro nei vostri settori giovanili viene svolto secondo le nostre indicazioni".
