Questione Flaminio, la Lazio e Lotito procedono verso il riconoscimento pubblico: le ultime
Dopo aver ribadito la sua intenzione di non cedere la Lazio, il patron Lotito viaggia spedito sul progetto dello stadio Flaminio
Come riporta Il Messaggero, Daniela Porro, soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, ha sottlineato:
"La Società Sportiva Lazio ci ha informato di aver pronte le modifiche al progetto sullo Stadio Flaminio. Non appena Roma Capitale ci invierà per via ufficiale i documenti la Soprintendenza farà le sue valutazioni e una integrazione ai precedenti pareri".
I progettisti incaricati dal club biancoceleste avrebbero raggiunto un’intesa informale di massima con le Belle Arti su alcune modifiche sostanziali: la capienza scenderebbe dagli iniziali 50mila posti a 47mila, mentre l’altezza complessiva dello stadio, copertura inclusa, verrebbe ridotta fino ad allinearsi a quella dell’Auditorium di Renzo Piano. Si tratta di interventi pensati per recepire le prescrizioni formulate dalla Soprintendenza nell’ambito della conferenza di servizi preliminare, conclusasi con un parere favorevole ma accompagnato da numerose condizioni. L’obiettivo è arrivare a una versione progettuale che possa ottenere il via libera degli enti competenti, prima di procedere con il riconoscimento del pubblico interesse da parte del Campidoglio.
Adesso si procede sulla questione della pensilina dell'impianto e della tutela del disegno originario dello stadio, progettato da Pier Luigi Nervi.
Parallelamente alle modifiche progettuali, prosegue il confronto tra la Lazio e il Campidoglio sugli aspetti economici dell’operazione. Nelle ultime settimane si sarebbero svolti diversi incontri, alcuni dei quali con la partecipazione diretta del presidente biancoceleste Claudio Lotito. Al centro delle discussioni c’è il piano economico-finanziario (PEF), che dovrà definire la sostenibilità dell’investimento e le condizioni economiche dell’eventuale concessione dell’impianto. In particolare, restano da quantificare gli oneri di urbanizzazione da corrispondere al Comune e il canone concessorio.
