Fabiani (ds Lazio): "Lotito può essere simpatico o antipatico ma..."

03.09.2026 14:45 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Fabiani (ds Lazio): "Lotito può essere simpatico o antipatico ma..."
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© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com

Angelo Fabiani, ds della Lazio, ha parlato in conferenza stampa a margine della presentazione degli ltimi acquisti estivi del club biancoceleste. In merito alle condizioni economiche della società dice, come riportato da lalaziosiamonoi:

"Lotito può essere simpatico o antipatico, ora c'è questa campagna violenta in cui non voglio entrare. Da quando lavoro per lui non mi ha mai imposto nulla. Eventuali fallimenti sono da attribuire a me, poi magari i successi no, ma siamo qui anche per questo. La Lazio farà come ha fatto sempre. Ogni anno sento parlare di problemi economici, eppure abbiamo sempre soddisfatto gli impegni economici, almeno da quando c'è questa proprietà, non deve i soldi a nessuno. Abbiamo preso degli impegni come sempre fatto. Qualcuno mi ha preso in giro per le "technality" perché ci sono molte formule che portano vantaggi e svantaggi. Con Calveri abbiamo fatto sì che determinate operazioni si potessero fare. Pagare 5 milioni per un prestito è un impegno. Lo stesso per 3 milioni, serve una capienza. Sarebbe una follia sennò. Siamo una s.p.a. che ha responsabilità".

Continua Fabiani "È un calcio malato, dopato da tante dinamiche. Nel calcio si usano idee, intuiziioni. Non mi sembra che lo scorso anno società che hanno investito il doppio hanno avuto la meglio della Lazio. Se la finale fosse andata diversamente, staremmo in Europa League. La finale l’abbiamo conquistata, poi purtroppo persa senza mordente, già battuti prima di scendere in campo. Vinci quel trofeo, ti cambia la vita. Eppure è stata fatta una squadra con le idee, che non vuol dire che non si spendono soldi, che non si sperperano. Cambiano le dinamiche, le proprietà, i fondi… C’è tutto un mondo. Se non si arriva a un equilibrio di spesa, ci sarà sempre questo divario. Alcune norme penalizzano le società, bisogna vederle. Non posso farle io, io faccio il direttore sportivo. Dovevamo portare a casa dei risultati, abbiamo fatto quello che era nelle intenzioni della società con l’avallo dell’allenatore, che ci eravamo prefisasati. Sono norme contorte, non si capiscono, dei cavilli giuridici obsoleti. E bisogna metterci le mani. Un’azienda che fattura 150 milioni di euro e si inventa questo indice, ma che senso ha? È un problema della proprietà. Se fallisci ne pagherai le conseguenze. Sono vincoli stupidi, banali, che mi blocchi. Una società che fattura così muove un esercito: giornalisti, giocatori, addetti… È un’industria. Credo che sia giunto il momento di rivedere certe norme, che possono avvicinare certe distanze. Ora ci sono tanti fondi… non è facile stargli dietro. L’unica arma è avere l’intuizione, lavorare con la fantasia. Molti giocatori sono stati pagati 40/50 milioni, poi sono stati svenduti".