TECNICI A CONFRONTO - Drago può recriminare, Pillon tira un sospiro di sollievo
DRAGO 6,5
Non snatura l'identità tattica del suo Crotone e dunque il 4-3-3, con Gabionetta, Ciano e De Giorgio nel tridente. A centrocampo, preferisce l'esperienza di Galardo al fosforo di Crisetig.
È andato a un passo dal regalare ai tifosi pitagorici la vittoria di quello che gli stessi considerano un derby, dopo 37 anni. Al di là dei singoli episodi, ci sarebbe stato poco da dire se il Crotone l'avesse spuntata. La squadra rossoblù è apparsa superiore sotto tutti gli aspetti. Il lavoro di Drago c'è e si vede. Lo champagne per brindare alla salvezza rimane in frigo, ma solo per qualche giornata.
PILLON 5,5
Propone quel 4-4-2 tanto elogiato dopo la vittoria sul Bari. Questa volta, però, cambiano gli interpreti, perché le scelte sono quasi obbligate: c'è ancora Gerardi in avanti, considerata l'assenza per squalifica di Comi, ma non Di Michele, anche lui appiedato dal Giudice sportivo: al posto dell'attaccante di Guidonia gioca Campagnacci. Esterno destro alto è adattato D'Alessandro, al posto del non convocato Sarno. L'altra novità è la presenza al centro della difesa di Freddi, che, preferito a Ely, fa coppia con Bergamelli. Rizzato-Barillà sull'asse mancino, Colucci-Hetemaj in mediana.
L'approccio, questa volta, è battagliero. La Reggina sembra mettere quell'agonismo mancato contro Ternana e Sassuolo. E passa avanti sfruttando un errore della retroguardia pitagorica con conseguente rigore. Poi, però, gli amaranto si fanno mettere sotto dal Crotone, che tra pali e un rigore inesistente trova il pari e da quel momento domina la partita. Soprattutto nel secondo tempo, è emersa la pochezza della Reggina. Soprattutto tecnica ma probabilmente anche fisica. Obbligati gli stessi cambi per Pillon (in panca c'erano Louzada e Porcino, rispettivamente '94 e '95), con Fischnaller per D'Alessandro, Armellino per Hetemaj e Bombagi per Colucci. Proprio da un corner di Bombagi, al 94', la Reggina trova un pari insperato. Bisognava vincere, ma in una partita in cui Concetti non ha fatto una parata e condizionata dalle assenze, arriva un punto che tiene accesa la fiammella della speranza. E che salva lo stesso Pillon. Ora servono tre vittorie nelle ultime quattro gare...
