Reggina, no Sarno no party. Euganeo stregato

22.09.2012 19:35 di  Danilo Mancuso   vedi letture
Reggina, no Sarno no party. Euganeo stregato
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© foto di Federico De Luca

Il trittico di gare in otto giorni inizia nel peggiore dei modi. Il Padova aveva bisogno di una vittoria per cambiare marcia dopo un inizio di stagione in sordina. E la Reggina, dopo aver lanciato il Verona due settimane fa, concede il bis. D’altronde i precedenti in questo campo parlavano chiaro: solo una vittoria e Padova bestia nera, che più nera non si può. Ma da cosa è affetta la Reggina? Cabala nefasta, mal di trasferta, quadratura da trovare? Più semplicemente pensiamo si tratti di “mancanza di qualità”. Chi ne dispone di più ha maggiori probabilità di vincere. Ed oggi il Padova, con Cutolo e Farias tra le proprie fila, ha fatto scacco matto.

Dionigi, invece, si coccola forse fin troppo gelosamente l’unico diamante presente in organico. “Sarno è così importante che forse è meglio centellinarlo e sfoderarlo quando c’è da fare la partita”, avrà pensato il tecnico. E così, spazio alla tattica, con Barillà ancora sulla trequarti. La Reggina pensa innanzitutto a non prenderle, le caratteristiche degli amaranto in campo parlano chiaro: in mediana, ad affiancare Rizzo, c’è il “mordicaviglie” Hetemaj. In avanti, due punte rapide come Ceravolo e Alessio Viola.

PADOVA AVANTI PER IL ROTTO DELLA CUFFA – È il Padova a tenere le redini del gioco in una partita bloccata. Gli amaranto si applicano solo nella fase difensiva, che inizia con il pressing degli attaccanti ai difensori patavini. Il fine è quello di non lasciare mai situazioni di palla scoperta. Il paradosso è che la Reggina riesce nell’intento di concedere poco agli avversari, ma viene quasi subito castigata quando questi trovano la giocata. Una metafora del calcio: a calciatori tecnici come Cutolo e Farias non puoi mettere la “museruola” per 90’. E al 33’ i due funamboli biancoscudati si liberano dalle briglie amaranto. L’ex pitagorico lavora bene un pallone per Farias, che elude Di Bari e dal limite fa partire un diagonale secco e preciso: 1-0. Anche il Padova dietro balla e si fa sorprendere alla prima vera chance: sulla scodellata di Barillà su punizione, Hetemaj spizza quel tanto che basta per mettere la difesa di casa fuori tempo e per Viola è un gioco da ragazzi insaccare di testa. Gol che galvanizza gli amaranto, i quali chiudono in crescendo la prima frazione di gioco. Ma proprio prima del rientro negli spogliatoi, si materializza la seconda doccia fredda: il traversone di Rispoli dalla destra ha i giri giusti e premia l’inserimenti di Cuffa, che indirizza bene di testa sul palo lontano. «Un gol da polli», sbotta Dionigi.

CHE CUTOLO – Il Padova torna così in campo forte del vantaggio e determinato a chiudere i giochi. Cutolo fa le prove generali al 50’: Baiocco respinge ed è poi provvidenziale nel negare il facile tap-in a Granoche. Ma l’appuntamento del tris bianco scudato è rinviato ad appena un giro di lancette: servito da Farias, Cutolo ha tutto il tempo di prendere la mira dalla distanza e far scoccare un mancino dei suoi. Telecomandato sotto l’incrocio. Gancio letale e Reggina moribonda.

SPERANZA SARNO – Doppio cambio per gli amaranto: c’è Fischnaller per Barillà e soprattutto Sarno per Viola. Ora sì che si vede un po’ di calcio. Il trequartista campano dà quel fosforo che mancava per tenere in apprensione la difesa di casa. Al 62’ riesce a mettere Ceravolo a tu per tu con Anania, ma il portiere veneto ha la meglio sull’attaccante. Dionigi intensifica il potenziale offensivo: dentro Melara per D’Alessandro al 71’. La Reggina rischia di subire il poker su un tentativo di Farias all’82’, ma accorcia le distanze tre minuti dopo, ancora su calcio piazzato: batte Ceravolo e Adejo, tutto solo, trova la zuccata vincente. Solo una magra consolazione il primo gol tra i professionisti del nigeriano.

Da metabolizzare in fretta l’amarezza del post gara. Martedì c’è il Lanciano, al “Granillo”. Fare bottino pieno è un must.