LE PAGELLE DEI TECNICI - La semplicità è il piatto forte di Bisoli, Atzori non cambia passo

21.12.2013 18:00 di  Antonio Paviglianiti  Twitter:    vedi letture
LE PAGELLE DEI TECNICI - La semplicità è il piatto forte di Bisoli, Atzori non cambia passo
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© foto di Federico De Luca

BISOLI - Il calcio è un gioco semplice e se si segue una strada con costanza, impegno e lavoro, la luce si trova: Pierpaolo Bisoli, allenatore navigato, lo sa bene e contro la Reggina, in una partita che avrebbe potuto far saltare qualche bullone della sua panchina, non compie alcun esperimento: tutto secondo copione con terreno di gioco che premia. Classico 3-5-2, esterni alti a offendere la Reggina di Atzori e gara vinta. D'Alessandro è una spina nel fianco, il centrocampo ha ampia libertà di manovra mentre la difesa, vista la coppia inedita Louzada-Fischnaller, non ha di che preoccuparsi. La nota stonata è Succi che pecca in precisione e viene richiamato al 45' per far posto a Defrel, bravo a creare spazi agli accorrenti compagni. Quando la Reggina passa al 4-2-4 lui è già corso ai ripari da tempo: fuori Capelli, dentro Consolini e squadra con il 4-4-2; il nuovo entrato sarà protagonista dell'assist del 3-1 finale, timbrato da Rodriguez. VOTO: 7

ATZORI - Dal suo ritorno la sinfonia non è cambiata con Brescia che è risultata fumo agli occhi degli spettatori. Tre gare che portano 2 gol realizzati, 7 subiti e la bellezza di 0 punti. Dati alla mano, il terzo cambio in seno alla panchina è già bello che fallimentare. Inutili le modifiche apportate in seno alla società: evidentemente il direttore dell'area tecnica, l'ex team manager e l'esperto Benassi non erano i sabotatori. Conoscendo il risultato delle dirette concorrenti (Padova e Ternana), l'allenatore di Collepardo decide di non scendere in campo con una macchina collaudata quanto piuttosto provare un nuovo esperimento. La lettura delle formazioni lascia perplessi, duo offensivo composto da due giovani ragazzi (Fischnaller-Louzada) mandati allo sbaraglio in improbabili ruoli di prima punta (altoaltesino) ed esterno (brasiliano). In difesa ripropone Strasser al centro della difesa, ma il risultato non è quello di Brescia; Adejo ritrova posto al centro, mentre Di Lorenzo e Foglio rappresentano i terzini in quella che risulta essere una difesa a cinque. Cerniera di centrocampo formata da Sbaffo e Rigoni, con regista Colucci.
La Reggina, oltre a mancare dal punto di vista del gioco, manca sotto l'aspetto caratteriale. Dato lampante è il numero di contrasti persi a centrocampo che portano Rigoni e Sbaffo ad alzare bandiera bianca, costringendo Atzori a due cambi in corsa: l'occasione potrebbe essere ghiotta, visto che sei sotto di un gol e hai l'opportunità di ridisegnare il modulo. Niente, Atzori preferisce continuare l'esperimento passando a una sorta di 4-4-2 con Louzada e Di Lorenzo esterni di centrocampo.
A inizio ripresa, invece, il solito problema: difesa terribilmente bassa, Cascione ringrazia e beffa Zandrini (non perfetto, ma vale il discorso Benassi). La Reggina non reagisce, non aggredisce, è in balia dell'avversario: fisicamente e mentalmente è completamente a terra. Atzori passa al 4-2-4 alzando Louzada a tornante, abbassando Di Lorenzo a terzino e inserendo Gerardi per Adejo.
Un regalo del Cesena porta il neo-entrato al gol del 2-1: adesso la Reggina ringhierà, ne siamo certi. Ma neanche il tempo di pensarlo che il Cesena chiude gli amaranto a ridosso dell'area di rigore per trovare il tris definitivo: Cocco prova a spezzare la pressione casalinga ma senza successo; Rodriguez non sbaglia, ringrazia Strasser e chiude i conti.  VOTO: 4