LE PAGELLE DEI TECNICI - Beretta si gode Rosina e ringrazia la difesa amaranto, Atzori incredulo
ATZORI - Il ritorno a Reggio Calabria lo porta a continuare sul lavoro lasciato a fine ottobre, prima di essere sollevato dall'incarico. Consueto modulo di gioco: un dinamico 3-5-2 che si trasforma in 3-4-1-2 in proiezione offensiva e in 5-3-1-1 in fase di non possesso. Dopo le critiche piovute su Daniel Adejo nel corso della settimana, Atzori opta per un turno di riposo: al suo posto dentro Di Lorenzo. In difesa Ipsa gioca al centro, posto conquistato da Strasser dopo la trasferta di Rigamonti; Lucioni sul centro-sinistra. A centrocampo Rigoni e Sbaffo le mezzali, Dall'Oglio davanti la difesa con Maicon e Foglio sugli esterni. In attacco, invece, fiducia rinnovata a Cocco che fa coppia con il capitano Di Michele.
Nel primo tempo squadra contratta nei primi dieci minuti, il Siena approfitta di una "notevole" distanza tra i reparti degli amaranto e prova a svariare con il jolly Rosina. Sbaffo sembra l'uomo in più e dai suoi piedi partono tutte le azioni più propositive: quando attaccano, gli amaranto, faticano a tenere il pallone a terra ma danno sfoggio di discreti duetti che, spesso e volentieri, rischiano di diventare fini a se stessi. In occasione del gol fa bene Atzori a prendersela con il centrocampista (in questo caso Maicon, ndr.) che tarda la chiusura su Rosseti, nonostante la frittata targata Benassi.
Nella ripresa assente anche la verve agonistica che ha contraddistinto, spesso e volentieri, la Reggina di Gianluca Atzori; piuttosto si nota una compagine molle e fragile che prende in poco meno di tre giri di lancette il secondo gol. Atzori prova a sbilanciare la Reggina passando al 3-4-3 richiamando Dall'Oglio per Falco, ma la sinfonia non muta, anzi: il Siena ringrazia e allarga il proprio baricentro prendendo campo e tenendo i calabresi lontano dalla porta difesa da Lamanna.
Gli ultimi venticinque minuti se la gioca con uno pseudo 3-2-5 con gli inserimenti di Louzada e Gerardi al posto di Cocco e Maicon Da Silva. La Reggina prova a scuotersi con l'ex attaccante dell'Udinese ma per sovvertire l'andamento di una giornata nera è troppo poco. Dal 75' la partita è praticamente finita con i reparti sfilacciati, una squadra immobile e inerme davanti a un risultato, l'ennesimo, che lascia l'amaro in bocca.
VOTO: 5
BERETTA - Infermeria piena per la trasferta calabra in casa Robour. Beretta fa di necessità virtù e presenta un consueto (ormai nell'ultimo mese, ndr.) 3-4-3 con Guillermo Giacomazzi, ex capitano del Lecce, nelle vesti di difensore centrale. Sulla linea di centrocampo Milos e Angelo, mentre nella zona nevralgica l'esperto Valiani fa coppia con Schiavone; il tridente prevede la sorpresa Rosseti al centro con Rosina e Giannetti nelle vesti di ali offensive.
Nella prima frazione di gioco il suo Siena parte a spron battuto mostrando l'essenza di questa stagione: dalla cintola in su pericolosa, in difesa fragile come il burro. La scelta Giacomazzi consente a Beretta di variare impianto di gioco nelle diverse fasi del match: in fase di possesso palla, infatti, la compagine toscana si schiera con il 4-3-3 avanzando l'ex Lecce come regista e arretrando Angelo e Milos nelle vesti di terzini. Quando, invece, è la Reggina ad attaccare la squadra di Beretta presenta un chiaro 5-4-1 con Rosina e Giannetti esterni di centrocampo.
Se il suo Siena porta a casa il successo con estrema facilità il merito è di un Benassi in serata no e di una fase difensiva amaranto che, nonostante il cambio degli interpreti, commette sempre le stesse ingenuità.
Beretta si arrabbia con la sua squadra quando si divora il terzo gol, nonostante una Reggina completamente assente dal 48'. Richiama in panchina Rosseti, autore del raddoppio e scelta azzeccata di Beretta; Paolucci, così, diventa il perno centrale del tridente.
Gli ultimi cambi del Siena sono Spinazzola per Giannetti e Rosina per Scapuzzi.
VOTO: 6,5
