Gioia Lanciano al Granillo. Reggina, c'è aria di crisi...
C’è preoccupazione. Non solo tra i tifosi sugli spalti (sempre più vuoti). Sui volti dei calciatori e dello stesso allenatore si intravede un senso di frustrazione e quasi di impotenza. C’è bisogno di un “colpo di reni” nel gruppo, perché altrimenti la paventata crisi diventerà reale e tangibile. O forse è già tale, a livello mentale. Perdere in casa con il Lanciano rappresenta una vera batosta sotto questo frangente. Reggina involuta sotto l’aspetto del gioco, c'è confusione tattica, i giovani sembrano aver perso la bussola e probabilmente «molti non si rendono conto di giocare in serie B» (Dionigi dixit). O forse, in troppi per la serie B sono inadeguati, sotto l’aspetto tecnico e dell’esperienza. Ma tant’è.
TURNOVER – Dionigi stravolge la formazione rispetto all’undici anti-Padova: sorpresa Facchin tra i pali, in difesa fuori Di Bari e dentro Ely; Melara al posto di D’Alessandro a destra, mentre a centrocampo Armellino fa coppia con Rizzo. Rifiata Barillà, c’è Sarno ad ispirare le punte Ceravolo e Fischnaller, ma non come rifinitore: in attacco c’è una linea a tre. Consueto 4-3-3 per Gautieri, che lancia il tridente Falcinelli-Fofana-Pepe. Confermato Almici come terzino destro, Paghera e non D’Aversa in cabina di regia.
REGGINA IN BAMBOLA – Contestazione di un gruppo di tifosi della Sud al presidente Foti appena le squadre fanno il loro ingresso in campo. Prologo di un primo tempo decisamente da dimenticare. Illusorio lo squillo di Armellino, che dopo appena un giro di lancette ci prova con una botta dalla distanza: palla pericolosamente deviata, Leali ci arriva. La Reggina fatica contro un Lanciano intraprendente, che trova il jolly al 15’ con Mammarella. Proprio lui, l’uomo già annunciato come il più pericoloso tra gli abruzzesi, fa partire un siluro dai 40 metri. E Facchin raccoglie la palla in fondo al sacco. Ancora una volta gli avversari sbloccano il risultato alla prima occasione. Ma la Reggina ci mette del suo. Si è passati a una difesa a cinque che non permette di tenere la squadra corta. Conseguente sfilacciamento tra i reparti, a centrocampo i limiti sono sempre gli stessi. In attacco ci si affida alla verve di Sarno, ma le tre punte sono troppo leggere. Nonostante tutto, la Reggina crea i presupposti per rimettere le cose sui giusti binari: Almici (fino ad allora impeccabile) atterra Rizzato al 34’, La Penna concede il rigore. Ma Ceravolo si fa ipnotizzare da Leali e sulla ribattuta spara alto. Gli amaranto rischiano di concedere il raddoppio con Facchin che, su angolo di Mammarella, devia maldestramente la palla sulla traversa. Prima del rientro negli spogliatoi Ceravolo, innescato da un’ottima giocata di Sarno, ha ancora una volta la chance del pari, ma il suo diagonale è troppo largo. Fischi del Granillo.
«BONAZZOLI DOV’È ? » – È lo sfogo di un tifoso nel corso di una ripresa deprimente. Una domanda reiteratamente urlata ad un Foti stizzito. Perché la Reggina non sembra in grado di far male agli avversari. Ci prova con due conclusioni dalla distanza di Rizzo, troppo poco per sorprendere Leali, che conferma i buoni uffici sul suo conto. Dionigi rivolta la Reggina come un calzino: dentro Comi per Ceravolo, poi Barillà per Melara. Si passa al 4-2-3-1. Gli amaranto iniziano a rendersi pericolosi quando entra Viola, che rileva Sarno. Al 78’ il numero 10 amaranto fa partire un diagonale velenoso, sul quale per poco non arriva Comi. E al 90’, su cross basso di Fischnaller dalla destra, in deviazione colpisce il palo. Ma anche il Lanciano ha le sue chance. Facchin rischia di combinare la seconda frittata, rinviando addosso ad Ely lontano dall’area: Fofana prova ad approfittarne, il portiere sembra parare con la mano, ma il gioco prosegue. Nel finale perde la testa Rizzo, punito col rosso per un’entrataccia su Fofana. E così, il Lanciano trova la sua prima storica vittoria in serie B al “Granillo”. Una gioia indelebile per la società rossonera. Ma anche la Reggina, questa serataccia, non la dimenticherà in fretta.
