SERIE B - Qui Palermo, Gaz.Sport: "Si presenta Arkus, terza proprietà in pochi mesi: Con noi solo fatti"
In casa Palermo si spera che l'avvento della Arkus possa essere la volta buona per svoltare. Gazzetta dello Sport sottolinea i temi della conferenza stampa di ieri: "Si presenta Arkus, terza proprietà in pochi mesi: Con noi solo fatti"
"Numeri, piani, scadenze. Non era mai accaduto con gli altri acquirenti, potenziali e non, che si erano presentati a Palermo. Da Baccaglini agli inglesi di Sport Capital Group c’è stato soltanto molto fumo, quello che ha voluto diradare subito Arkus Network in un’ora e 45 minuti di presentazione. In attesa dei fatti che determineranno le intenzioni, è stato, quantomeno, un modo diverso di presentarsi con slide a corredo degli asset delle società coinvolte e del piano industriale.
I tifosi della Curva Nord fuori dall’Hotel Palace di Mondello con uno striscione avevano chiesto chiarezza: «Rispetto, progetto, serietà, sono più importanti della Serie A». Lungo il tavolo dei relatori, dove erano seduti, tra gli altri, anche Daniela De Angeli, confermata responsabile amministrativo come nell’era Zamparini («è una stimata professionista, nel calcio da 40 anni, che gode di fiducia anche in federazione» hanno sottolineato i dirigenti di Arkus), l’ex presidente Rino Foschi tornato direttore sportivo, il presidente Alessandro Albanese, il vice Vincenzo Macaione, il direttore generale Fabrizio Lucchesi («mi ritengo un ottimo “medico” del calcio, nella mia carriera ho fatto cose più o meno positive ma vanno contestualizzate», ha risposto a chi gli contestava le recenti esperienza con Pisa, Latina e Lucchese tutte società affossate da problemi finanziari), i fratelli Walter e Salvatore Tuttolomondo. Quest’ultimo è stato il grande mattatore, in quanto responsabile di Arkus, azionista di maggioranza di Sporting Network, società veicolo che ha acquisito il Palermo. «Arkus è italiana e inglese. Gepro è una holding di diritto inglese che ha il 90% delle quote. Il 5% è di High Share Holdings, altri 5% soci privati minori — spiega Tuttolomondo - al 31-12-2018 le attività turistiche hanno fatturato 96 milioni. Le previsioni per il 2019 e il 2020 hanno indicato un fatturato di 150 e 200 milioni».
Il discorso poi si sposta sul Palermo e sul piano industriale (5 milioni iniziali fino a un totale di 30). «Il 10 aprile, senza un preliminare, abbiamo deliberato un aumento di capitale che verrà esercitato in un tempo funzionale – continua - il 3 maggio, contestualmente al trasferimento azionario, abbiamo sottoscritto il capitale e versato in banca 1,25 milioni per omologarne la sottoscrizione. Il 3 maggio abbiamo mandato alla Camera di commercio il tutto e confidiamo entro venerdì di avere l’attestazione di questo capitale, così come nei giorni a seguire immetteremo 3,75 milioni per completare i 5 milioni. Questo però non basta: entro il 3 giugno ci siamo impegnati a saldare i debiti tributari, 4,4 milioni. Metteremo in tutto 10 milioni con le nostre forze».
Raggiunti i 30 milioni serviranno interventi esterni, uno di questi arriverà da un gruppo di imprenditori locali messo in piedi da Albanese (presidente di Confindustria Palermo) che potrebbe portare a una partecipazione di quote per 2 milioni di euro, ma si cercano altri investitori. «Con molta trasparenza, abbiamo declinato i nostri limiti – prosegue Tuttolomonodo - i 30 milioni ci permettono di saldare tutti i debiti del Palermo. Non siamo un fondo d’investimenti, siamo un modesto gruppo imprenditoriale, se così si può dire, ma siamo esperti in ristrutturazione aziendale. Il compito è gravoso, ma ce la faremo. Verremo giudicati per i fatti». C’è un piano per la A e uno per la B, sulle vicende giudiziarie di natura ordinaria e sportiva i nuovi proprietari non fanno commenti. Sulla richiesta di retrocessione in Serie C del procuratore federale, Tuttolomondo dice: «Quella della Serie C è una grande boutade. Noi siamo qui, Serie A o B che sia. Sono già focalizzato sulla B, onestamente». Poi alla domanda su cosa ha fatto la differenza rispetto a York Capital la risposta è stata «un piano industriale». A corredo la De Angeli ha puntualizzato: «Arkus, rispetto a York, si è offerta di acquistare subito. York voleva acquistare il tempo per decidere se acquistare».
Il primo atto concreto della nuova proprietà sarà di devolvere in beneficenza l’incasso della gara di sabato con il Cittadella. Con il Barbera che si avvia verso il tutto esaurito (ieri superata quota 12 mila tagliandi) è una bella cifra. Il Palermo, quindi, si avvia a un nuovo inizio, dopo due anni sull’ottovolante tra presunti nuovi proprietari e vicissitudini societarie e giudiziarie. Un periodo nel quale si sono alternati, dopo Zamparini, cinque presidenti da Baccaglini a Giammarva, passando per Richardson e Foschi, fino ad Albanese e dove non sono mancati i problemi nelle aule di tribunale con una richiesta di fallimento, poi respinta, richieste di sequestri patrimoniali, rigettati, e gli arresti dell’ex patron friulano che andrà a processo il prossimo 2 luglio. Due anni senza pace culminati anche con i deferimenti della Procura Federale che verranno discussi nella prima udienza domani davanti al Tfn. Per il nuovo Palermo il rischio — prima ancora di mettersi in moto — è quello di ritrovarsi fuori addirittura dai playoff", si legge.
