REGGINA/ Foti: «Servono più determinazione e gioco di squadra, possiamo fare meglio. L'obiettivo? L'abbiamo dichiarato più volte»
Durante la trasmissione Tribuna Amaranto, in onda su TeleReggio e condotta da Michele Favano, è intervenuto telefonicamente il presidente Foti. Il massimo dirigente ha espresso concetti tutto sommato chiari: Breda ha la fiducia della società, anche se qualche prestazione non ha soddisfatto; ci vuole più spirito di squadra, meno aspirazione a perseguire obiettivi “individuali” (tasto battuto più volte da Foti); servono maggiore cattiveria e determinazione; poche parole, parlare con i fatti. Di seguito, le sue dichiarazioni integrali.
FACCIA A FACCIA - «Oggi non ho parlato con la squadra perché ritengo che in questo momento ci siano poche parole, e ci siano da fare i fatti. Siamo coscienti tutti quanti, società e squadra, che siamo nelle condizioni di poter dare qualcosa in più. E questo passa esclusivamente da noi, passa dall’opportunità, già da sabato con la Sampdoria, di poter dimostrare che quelle qualità che ci vengono riconosciute devono essere supportate dai fatti. Poche parole, c’è solo da lavorare sul campo durante la settimana e dare le risposte già da sabato pomeriggio».
CLASSIFICA - «Capisco che tutti noi tifosi vorremmo che in questo momento, invece di 28 punti come l’anno scorso, la squadra fosse a punteggio pieno. Ci sono delle lacune che qualche volta abbiamo manifestato e che in questo momento si mettono in luce. Alcune prestazioni, non i risultati, ci mettono in difficoltà. Io ho sempre sostenuto che questa è una squadra che ha dei valori. Che è giovane, e che sicuramente ha meno coscienza di questi valori e dà per scontato il fatto che, con le sole qualità che ha, possa superare qualsiasi ostacolo. Invece ci sono altri valori che vanno al di là della tecnica: determinazione, cattiveria agonistica, che in un campionato di B recitano un ruolo importante».
PIU’ IMPEGNO - «Mentre l’anno scorso i 28 punti conquistati erano punti dell’inconsapevolezza, di quelle cose che venivano da sole perché le qualità tecniche ce l’avevi, quest’anno, dando per scontato queste qualità, bisogna mettere maggiore disponibilità e maggiore impegno. Cercare di tralasciare un attimo l’aspetto o il risultato personale per cercare di conseguire un risultato di squadra. Credo che per percepire questo, forse abbiamo bisogno di più tempo. Mi auguro che queste prestazioni, in cui sicuramente una delle mancanze principali è stata questa cattiveria e questa determinazione del gruppo, possa riproporsi in maniera netta e chiara già dalla partita di sabato».
COLLETTIVO - «Io preferisco una Reggina che sia l’espressione di tutti. Una Reggina dove ognuno svolga il suo compito, a servizio ella squadra. Non è la prestazione del singolo che alla fine premia. Non credo che oggi, anche nei campionati maggiori, tranne qualche eccezione particolare, l’esaltazione del singolo porti al risultato complessivo della squadra».
PUBBLICO - «Io penso che mettersi a dare sentenze sia facile, siamo tutti capaci. Siamo noi come squadra che dobbiamo trasmettere questa determinazione al pubblico che viene a sostenerci allo stadio. Ma è anche giusto che l’ambiente e i nostri tifosi ci guardino con quella simpatia e affetto, e non che si mettano sul pulpito a fare sentenze».
OBIETTIVO “IMPLICITO” - «L’obiettivo l’abbiamo dichiarato: più che dichiararlo con delle frasi fatte… Ce l’abbiamo dentro di noi, all’interno dello spogliatoio sappiamo perfettamente, o dovremmo sapere, cosa vogliamo. Molti di noi sanno che la Reggina è il tramite per ottenere un risultato importante. Anche se siamo giovani ce l’abbiamo abbastanza chiaro. Andare a fare degli editti o dei manifesti, credo che serva a poco. Serve più che altro dimostrarlo sul campo. L’abbiamo dichiarato tre anni fa, che era quasi un dovere tornare in A, e abbiamo corso il rischio di retrocedere in C l’ultima giornata. Non possiamo commettere gli stessi errori. Non credo che sia il caso di farne un messaggio popolare».
MIGLIORARE - «Noi siamo convinti che si possa fare meglio, che una Reggina un attimo più attenta non avrebbe perso a Verona, non avrebbe dato l’opportunità né all’Ascoli né al Crotone di ottenere il pari. Sono convinto che una Reggina altrettanto attenta non avrebbe perso in casa con la Juve Stabia… le 17 partite fin qui disputate dimostrano che è una Reggina che ha sofferto in maniera particolare solamente in qualche partita, per il resto i 17 avversari non hanno certamente messo questa squadra in difficoltà».
SARNO - «E’ un professionista della Reggina, società che ha avuto il piacere l’anno scorso di metterlo all’interno del suo organico perché gli riconosceva delle caratteristiche e qualità utili a questa compagine. Quest’anno, dato il numero cospicuo di attaccanti, sicuramente le possibilità e le opportunità di spazi per Sarno sono un attimo più ristrette. Fermo restando che nei 15’ che Sarno, su scelta dell’allenatore, è stato messo in campo con la Nocerina, credo che abbia dato un contributo per quelle che sono le sue capacità. Le scelte sono esclusivamente tecniche e non riguardano il singolo, ma dovrebbero riguardare il lavoro in settimana».
